L’Aquila 1927 riparte da Andreucci e Pelliccioni: “Umiltà ed equilibrio per un anno di costruzione e una squadra di vertice”

24 Giu 2026

di Alessandro Tettamanti

E’ iniziata. La stagione 2026-27, quella successivo all’anno della grande delusione – che ha insegnato che i budget contano fino a un certo punto -, comincia ad entrare nel vivo con la presentazione al Gran Sasso di due delle tre nuove pedine fondamentali del nuovo assetto: Mister Antonio Andreucci e il Direttore Sportivo Alfio Pelliccioni.

Umiltà ed equilibrio sono le parole pronunciate dai protagonisti, per una squadra tutta in costruzione “che necessiterà di tempo per conoscersi”, all’interno di un anno che “è di costruzione” per un campionato che “vogliamo di vertice”.

Equilibrio che forse è la cosa che più è mancata negli ultimi tempi all’Aquila, ma che quest’anno vuole essere invece una caratteristica al centro del progetto. In tal senso risaltano le presenze in conferenza stampa di Lorenzo Del Pinto (nuovo club manager) e Maurizio Ianni come consulente esterno. Figure che dovrebbero costituire quel raccordo con campo e col territorio, reputato imprescindibile dopo le difficoltà registrate in tal senso nelle ultime stagioni.

Andreucci si presenta con idee chiare e un approccio pragmatico. «La Serie D è un campionato difficile – spiega – e per fare una stagione di vertice il primo valore da portare in campo è l’umiltà. Chiederemo questo ai ragazzi che arriveranno qui. Vogliamo esprimere un calcio positivo, ma con la consapevolezza che ogni partita nasconde delle insidie».

Il tecnico toscano racconta di aver trovato una società organizzata e una città accogliente, ma invita subito l’ambiente ad abbracciare un percorso che richiederà lavoro e pazienza. «Nel calcio i proclami servono a poco. Si costruisce tutto giorno dopo giorno. L’obiettivo è fare un campionato importante, ma per riuscirci bisogna dare forza ed equilibrio al progetto».

Sul piano tattico, l’allenatore punta sulla duttilità. La rosa sarà costruita per poter interpretare più sistemi di gioco con la difesa a quattro, dal 4-3-3 al 4-2-3-1 fino al 4-3-1-2. «Il 4-3-3 è la base da cui partiamo, ma vogliamo giocatori capaci di adattarsi a diverse soluzioni».

Particolare attenzione sarà dedicata alla composizione del gruppo. Andreucci ritiene importante evitare una netta separazione tra giovani ed esperti. «In questa categoria i giovani vanno educati. Per questo abbiamo pensato anche a giocatori di un’età intermedia, che possano fare da collegamento tra le nuove generazioni e chi ha maggiore esperienza».

Una riflessione che si traduce anche nella costruzione della rosa. Per il tecnico, infatti, una squadra che ambisce a stare nelle zone alte della classifica deve poter contare su elementi nel pieno della maturità calcistica. «Tra i 24 e i 28 anni ci sono giocatori che portano energia, qualità e soprattutto motivazioni. Hanno ancora fame e voglia di crescere».

Altro punto centrale è la gestione degli under. Nessuna idea di relegarli a ruoli prestabiliti. «I giocatori forti giocano, indipendentemente dall’età. Se un giovane è più bravo, è giusto che trovi spazio. Noi cercheremo under in tutte le zone del campo perché la crescita passa anche dalla competizione con i giocatori più esperti».

La squadra sarà quasi completamente rinnovata. «I giocatori che resteranno saranno pochi – ammette Andreucci – ma sarà una sfida stimolante. Ci sarà da costruire un gruppo nuovo e servirà tempo per conoscersi e trovare gli equilibri».

Proprio l’equilibrio è la qualità che l’allenatore considera la propria cifra distintiva. «Mi auguro di portarlo all’interno dell’ambiente. Anche i risultati negativi vanno letti in maniera costruttiva. A volte una sconfitta può essere il preludio a una serie di vittorie».

Sulla stessa lunghezza d’onda il direttore sportivo Alfio Pelliccioni, che ha sottolineato il livello organizzativo trovato all’Aquila. «Ho lavorato molti anni in Serie C e posso dire che realtà organizzate come questa non sono così frequenti. Ho trovato una struttura importante».

L’obiettivo del mercato sarà costruire una squadra propositiva e con personalità. «Cerchiamo giocatori che abbiano caratteristiche tecniche, ma soprattutto mentali. Servono uomini adatti a questa piazza e capaci di sostenere le responsabilità che comporta indossare questa maglia».

Il lavoro per completare la rosa è già iniziato. «Molti giocatori sono stati contattati e per diversi siamo in attesa soltanto delle firme. Ci stiamo muovendo con anticipo e, al momento, le risposte sono positive».

Sul taccuino del DS c’è l’esterno Barnabà (2001), il centrocampista Campagna (2002) e l’attaccante Gasperoni (1999) oltre le conferme di Sparacello e Trifelli e Pomposo tra gli under. Tra le possibili conferme anche Mantini e Carella. L’allenatore in seconda invece sarà Roberto Correale mentre il preparatore atletico Andrea Petrich.

Pelliccioni conferma la volontà di creare una squadra più equilibrata dal punto di vista anagrafico. Accanto agli under del 2007 e del 2008 ci saranno infatti giocatori nati tra il 2001 e il 2003, profili ritenuti fondamentali per garantire continuità e competitività.

Quanto ai giovani, il direttore sposa pienamente la linea del tecnico. «Gli under vanno scelti tra i migliori disponibili e poi distribuiti in tutte le zone del campo. Se troviamo un attaccante under forte, non c’è motivo per non utilizzarlo».

Il nuovo corso rossoblù prende dunque forma attorno a un concetto semplice ma ambizioso: costruire una squadra capace di vincere senza perdere equilibrio. Un progetto che dovrà riportare l’Aquila nelle posizioni che contano, con la consapevolezza che la strada passa prima di tutto dal lavoro quotidiano.


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