Il nuovo corso del mercato dell‘Aquila 1927 si sta delineando attorno a una parola d’ordine tanto desueta quanto necessaria per la piazza rossoblù: concretezza. L’architrave di questa profonda ristrutturazione dell’organico trova la sua massima espressione nell’acquisto di Mirko Gori, centrocampista trentaduenne reduce da una straordinaria stagione culminata con la promozione in Serie C da titolare con il Desenzano. Un innesto che non rappresenta soltanto un rinforzo tecnico di valore assoluto per la categoria, ma che si configura come una vera e propria operazione di leadership e carisma all’interno dello spogliatoio dello stadio Gran Sasso d’Italia.
Professionista esemplare, descritto dagli addetti ai lavori come un atleta solido e un eccezionale uomo di aggregazione, il mediano di origini ciociare vanta un palmarès impressionante con diversi campionati vinti in carriera tra i professionisti, incluse le storiche imprese di Frosinone. La sua figura si pone in netto e costruttivo contrasto con alcune derive della precedente gestione tecnica, dove alle dichiarazioni altisonanti non era corrisposta una reale solidità del gruppo. L’arrivo di Gori restituisce finalmente alla mediana aquilana quell’equilibrio, quella disciplina e quel peso specifico che erano fatalmente mancati nei momenti cruciali dello scorso anno.
La scelta di puntare su profili di tale spessore umano e professionale testimonia il buon operato di una società che ha scelto deliberatamente di mantenere un profilo basso. La dirigenza sta affrontando a viso aperto e senza nascondere le insidie insite nella prossima stagione agonistica, lavorando con estrema accortezza per allestire una rosa che sia realmente competitiva su ogni campo del girone. Sono ormai fortunatamente lontane le sparate faraoniche del “non ci resta solo che vincere” lanciate con troppa leggerezza e arroganza dal palco della presentazione da quello che fu il vecchio gruppo romano della società, un’epoca di proclami e passerelle culminata purtroppo nel peggiore risultato sportivo dal giorno della rifondazione a oggi. Non sfugge ai più che i dirigenti aquilani protagonisti delle stagioni precedenti su quel palco non c’erano.
Oggi il lavoro del Direttore Sportivo Alfio Pelliccioni e del tecnico Antonio Andreucci si sta invece svolgendo in un silenzio operoso e sottotraccia, come si confà a dei professionisti determinati verso l’obiettivo comune. Parliamo di uomini di calcio che sanno perfettamente che i traguardi sportivi non si raggiungono con le chiacchiere o con le interviste estive, bensì esclusivamente attraverso il sacrificio e il lavoro quotidiano sul campo.
Accanto alla colonna portante rappresentata da Gori, la dirigenza ha assicurato al mister la sua prima scelta assoluta, ovvero la giovane mezzala Campagna, protagonista della recente vittoria dei playoff con il Piacenza. Si tratta di un calciatore dotato di una corsa inesauribile e di un ottimo vizio del gol, come dimostrano le sue quattro reti dell’anno scorso e le sei marcature di due stagioni fa.
Il reparto offensivo accoglie invece l’energia di Zini, ventottenne prelevato dall’Ancona dopo una stagione straordinaria condita da dieci reti e quattro assist, il quale andrà a ricoprire lo scacchiere tattico precedentemente occupato da Banegas, alternandosi con il venticinquenne Gasperoni. Quest’ultimo, reduce da un’annata tribolata a San Marino conclusasi con la rescissione consensuale a causa del fallimento del club, rappresenta una scommessa a parametro zero su cui la dirigenza punta a occhi chiusi, forte di un bottino analogo di undici reti in sole ventiquattro presenze stagionali.
Nelle ultime ore, inoltre, si registra un forte interessamento per l’esterno d’attacco Matteo Cericola, anche lui nell’orbita Ancona. Un profilo duttile che andrebbe a rinforzare sensibilmente i piani offensivi di Andreucci. Sul fronte difensivo, si segue con molta attenzione la pista che porta al terzino destro over Barnabà.
La scelta di inserire un difensore di fascia d’esperienza non è affatto casuale. In perfetta coerenza con quanto dichiarato in sede di presentazione, lo staff tecnico vuole evitare di fossilizzare i giovani under su ruoli bloccati e predefiniti. Disporre di un over in un ruolo chiave come la corsia bassa di destra permetterà ad Andreucci di ruotare i fuoriquota tra centrocampo ed attacco a seconda delle necessità strategiche del match, senza legare le scelte dei giovani a una rigida preclusione di modulo.
Le manovre di Pelliccioni non si fermano qui: sul fronte delle scommesse estere si registra ormai la chiusura per il vice-Gori, un profilo internazionale a basso costo ma ritenuto di grandissima prospettiva, mentre si attende entro le prossime ventiquattro ore la risposta definitiva di una promettente mezzala classe 2006 che ha già impressionato l’intera Serie D con un bottino di sei reti stagionali.
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