Nuova stagione, squadra profondamente rinnovata e un punto fermo: Alessandro Brunetti. Il difensore dell’Aquila, ospite della prima puntata stagionale di “1927”, comincia il suo sesto anno in rossoblù. Un percorso iniziato in Eccellenza e proseguito fino alla Serie D, che lo ha reso uno dei volti più riconoscibili della squadra.
Quest’anno, però, senza la fascia da capitano, passata a Gori per scelta dell’allenatore. Brunetti affronta l’argomento senza polemiche: «È stata una decisione presa dal mister. L’importante è il bene della squadra». E sul compagno, Gori, aggiunge: «Con le qualità che ha ci darà una grossa mano».
Tre punti e un’intesa da costruire
L’esordio in campionato ha portato una vittoria per 1-0 sul Termoli, firmata da Filippo Magnani. Un successo cercato a lungo, nonostante la superiorità numerica per buona parte della gara. Brunetti individua nella fretta uno degli aspetti da correggere: «Una volta rimasti con un uomo in più, forse abbiamo avuto un po’ troppa fretta nel cercare il gol».
Le opportunità, però, non sono mancate. «Sembrava una partita stregata», racconta il difensore, ricordando i salvataggi sulla linea e le occasioni sfumate. A decidere l’incontro è stata una situazione preparata in allenamento, che aveva già prodotto un’opportunità nel primo tempo.
Per una formazione così rinnovata, la vittoria rappresenta una base sulla quale lavorare. «Con una squadra tutta nuova ci vuole del tempo», sottolinea Brunetti. «Stiamo cercando di trovare l’alchimia giusta per affrontare il campionato». La conoscenza reciproca e l’intesa nei movimenti restano tra le priorità del gruppo guidato da Andreucci.
Più alternative in ogni reparto
In difesa la concorrenza è aumentata: con Brunetti ci sono Magnani, Bondioli e Touré. Un’abbondanza che il rossoblù considera una risorsa, soprattutto per gestire assenze e squalifiche senza perdere competitività.
Lo stesso discorso vale per gli altri reparti. Brunetti descrive una squadra costruita per distribuire maggiormente il peso dei gol e respinge l’idea che alla fisicità possa corrispondere una carenza di qualità. Cita le alternative offensive e la qualità di Gori a centrocampo: «Siamo un giusto compromesso».
Positivo anche il primo bilancio del rapporto con Andreucci: «Non lo conoscevo, però in questi due mesi mi sto trovando bene. È una persona educata e preparata».
La scelta di restare e il ginocchio recuperato
Il legame con L’Aquila va oltre il campo. «Mi sono sempre trovato bene sia con i tifosi sia con la società e con i vari mister», spiega Brunetti. Qui ha conosciuto anche la compagna, un elemento importante nella decisione di mettere radici. Una scelta confermata quando, qualche anno fa, si era presentata anche la possibilità di trasferirsi alla Reggina.
Sul piano fisico, arrivano indicazioni rassicuranti dopo il problema al menisco accusato sul finire dello scorso campionato. D’accordo con il medico, il difensore ha seguito un percorso conservativo, con terapie e lavoro di rinforzo. I controlli prima della preparazione hanno dato riscontri positivi e anche l’esordio è trascorso senza problemi.
Ora l’attenzione si sposta sulla trasferta di Fossombrone, prima di una sequenza impegnativa contro Atletico Ascoli, Ancona e Teramo. Brunetti invita a procedere una gara alla volta, con un obiettivo immediato: «Cercheremo di sfatare questo tabù». Per dare continuità alla vittoria iniziale e accompagnare la crescita della nuova Aquila.
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