Alla vigilia match tra L’Aquila 1927 e Ancona, l’ex tecnico rossoblù Sandro Pochesci rompe il silenzio con dichiarazioni pesanti che scuotono l’ambiente aquilano. Tra ricordi di un esonero amaro e accuse frontali alla dirigenza.
Non è più tempo di calcoli, ma di sopravvivenza sportiva. La sfida di domani tra L’Aquila 1927 e Ancona mette di fronte due stati d’animo diametralmente opposti. Da una parte i padroni di casa, protagonisti di una “caduta libera” che sembra non avere fine; dall’altra un’Ancona, intenzionata a non lasciare nulla di intentato per provare ad agganciare l‘Ostia Mare dopo una stagione condotta a ritmi altissimi.
Per i rossoblù, la gara di domani rappresenta l’estremo tentativo di invertire una rotta che, da mesi, vede la squadra scivolare lontano dagli obiettivi prefissati. Nonostante gli ingenti investimenti estivi e una rosa costruita per dominare – con costi decisamente superiori ai gruppi che negli anni scorsi avevano centrato secondi posti e vittorie play-off – il campo sta emettendo un verdetto impietoso. La crisi d’identità e di risultati ha trasformato il “Gran Sasso d’Italia” da fortino a campo qualunque, e un ulteriore passo falso contro i dorici rischierebbe di proseguire in questo finale di stagione che è un vero e proprio calvario.
In questo scenario di estrema fragilità, sono arrivate come un fulmine a ciel sereno le dichiarazioni di Sandro Pochesci. L’ex tecnico, esonerato alla nona giornata dopo un avvio deludente, ha scelto il momento meno opportuno per regolare i conti con il passato.
Intervenuto Lunedì alla trasmissione “Calcio D’Angolo-La Serie C e Serie D ai raggi X“, Pochesci ha ribaltato completamente l’immagine di sé data al momento dell’addio (quando dichiarò di aver subito un “esonero giusto” e di non rimproverarsi nulla e di aver fallito con le proprie idee). Stavolta, il tecnico romano ha puntato il dito direttamente contro i vertici societari: “L’Aquila è un progetto bellissimo, ma sono tre imbecilli che decidono“.
Un attacco frontale che però sembra ignorare completamente la realtà dei fatti lasciata sul campo al momento del suo esonero.
Il “veleno” di Pochesci stride infatti con i numeri impietosi della sua gestione alla nona giornata. Nonostante una corazzata economica messa a sua disposizione, il tecnico romano ha lasciato la squadra in un anonimo quarto posto, già distante dieci lunghezze dalla vetta occupata anche allora dall’Ostia Mare. La memoria dei tifosi corre inevitabilmente all’umiliazione subita a Sora, dove lo stesso Pochesci parlò di “gara indegna”,e a una proposta di gioco che non ha mai davvero lasciato il segno, caratterizzata da prestazioni altalenanti, dalla mancanza di equilibrio tattico e da una cronica mancanza di certezze da parte dei punti di riferimento dello spogliatoio nonostante i tanti big presenti in rosa. Quella gestione, pur rivendicata con orgoglio dall’interessato, si è rivelata nei fatti un’incompiuta di lusso che ha pesantemente condizionato il resto della stagione. Un peccato originale dal quale è stato impossibile risollevarsi.
Abruzzo Sera è anche su Whatsapp.
Iscriviti al nostro canale per essere sempre aggiornato.
In primo piano
Orsa Amarena, nuova udienza ad Avezzano
Red Bull BC One accende L’Aquila
Il Red Bull BC One Cypher Italy 2026 arriva a L’Aquila: due giorni di breaking, hip-hop e sfide per conquistare la finale mondiale di Toronto.
Reticoli Festival 2026: l’Appennino diventa laboratorio culturale
Dal 17 al 19 luglio 2026 “Reticoli – Festival delle Terre Alte” tra i borghi di Prata d’Ansidonia: cultura, giornalismo e Zerocalcare nell’Appennino centrale.
Musica, sport e socialità all'Università: il 26 maggio arriva "Multiverso Canadà" con Ditonellapiaga
Dal mattino appuntamenti dedicati alle arti visive, tornei e live performance musicali al Centro Polifunzionale di Coppito. In serata il concerto gratuito di Ditonellapiaga.






