di Alessandro Tettamanti
Era salita in vetta da sola per la prima volta dopo la lunga traversata dalla Prima Categoria e, per la prima volta, L’Aquila su quella vetta ci resta un’altra settimana, sempre a un solo punto da Teramo e Foligno. La squadra di Andreucci infatti batte 2-1 la Santegidiese al Gran Sasso e si porta a 17 punti dopo sette giornate con cinque vittorie, due pareggi e nessuna sconfitta.
Un restare in vetta possibile in virtù del fatto che – come dirà Andreucci a fine partita – la squadra scende in campo con l’atteggiamento giusto per vincere, disputando una prima mezz’ora di gioco straripante, bella a vedersi, che stordisce una pur solida Santegidiese e nella quale colpisce al 26’ con un eurogol di Sparacello, che tira da oltre venti metri e mette il pallone sotto l’incrocio dei pali.
Poi L’Aquila scende un po’ di giri e, invece di controllare, perde equilibrio, regalando campo a una Sant che si rende pericolosa prima con Maiga Silvestri che manda alto al 28′ e poi con Manari al 41’ che tira dal limite: Inturri respinge. Il pareggio, però, arriva appena due minuti dopo il rientro in campo: Dal Cason colpisce al termine di un’ottima azione, nella quale L’Aquila arriva in ritardo sul pallone e si fa sorprendere.
È il primo gol subito in casa – il terzo in totale – e la prima volta in campionato, dopo quanto accaduto in Coppa Italia a Giulianova, che i rossoblù si fanno raggiungere. La reazione è di carattere.
Cinque minuti dopo, infatti, al settimo della ripresa, L’Aquila ripassa subito in vantaggio con una delle sue specialità: il calcio da fermo. Batte Gori, Curatolo fa da sponda e Bondioli colpisce forte di testa, facendo esplodere il Gran Sasso.
La capacità di reagire è forse il dato più positivo della domenica con L’Aquila che non si disunisce, non perde fiducia e torna immediatamente a cercare il gol. Resta però la difficoltà a trasformare la superiorità di gioco e le occasioni costruite in un risultato più largo. Perché la squadra di Andreucci avrebbe potuto chiudere prima la partita, evitando di lasciare alla Santegidiese la possibilità di restare in corsa fino all’ultimo.
Il successo è comunque meritato. Lo riconoscerà anche il tecnico ospite Censori, che definirà L’Aquila una squadra forte, compatta e attrezzata per lottare fino alla fine.
E i numeri continuano a raccontare una partenza importante: 14 gol realizzati, appena tre subiti, con Sparacello che sale a cinque reti in campionato e si conferma il principale riferimento offensivo della squadra.
La cronaca: mezz’ora di grande L’Aquila, poi il botta e risposta nella ripresa
Andreucci conferma il 4-2-3-1, con Inturri tra i pali, Barnabà, Bondioli, Brunetti e Saia in difesa, Gori e Binotto in mediana, Gasperoni, Campagna e Curatolo alle spalle di Sparacello.
La Santegidiese di Censori risponde con il 3-5-2, cercando compattezza e ripartenze.
L’Aquila parte subito forte. Al 6’ Curatolo prova la conclusione dal limite, sfiorando il palo. Un minuto dopo Sparacello raccoglie un rimpallo in area e calcia con potenza, ma centralmente: Tomasella para.
Al 12’ è Gasperoni a rendersi pericoloso con un tiro velenoso dal limite, sul quale il portiere ospite è costretto a distendersi per respingere.
La pressione rossoblù continua. Al 18’ Sparacello viene lanciato in profondità e mette un pallone invitante al centro dell’area: Montuori anticipa in scivolata Curatolo per un soffio, evitando una probabile occasione da gol.
Il vantaggio è nell’aria e arriva al 26’, ma attraverso una giocata individuale straordinaria. Sparacello riceve fuori area e lascia partire una conclusione potentissima e precisa, che si infila sotto l’incrocio dei pali. Tomasella non può nulla. È l’1-0 e il quinto centro in campionato per il centravanti rossoblù, sempre più decisivo.
La Santegidiese prova a reagire e al 28’ Maiga Silvestri conclude di poco fuori. Un minuto dopo Campagna viene ammonito.
Al 34’ L’Aquila sfiora il raddoppio: Campagna vince un contrasto in area e riesce a indirizzare il pallone verso la porta, ma la difesa giallorossa salva sulla linea.
Nel finale della frazione i rossoblù perdono parte dell’intensità e dell’equilibrio mostrati nella prima mezz’ora. La Santegidiese guadagna campo e al 41’ Manari si accentra, lasciando partire un tiro dal limite intercettato da Inturri.
È un segnale di quello che accadrà subito dopo l’intervallo.
La ripresa si apre infatti con il pareggio ospite. Al 47’ la Santegidiese costruisce una buona azione offensiva e Dal Cason trova il gol dell’1-1, sorprendendo una difesa rossoblù in ritardo.
È una situazione nuova per L’Aquila, che in campionato non era ancora stata raggiunta dopo essere passata in vantaggio. La risposta, però, è immediata. Al 52’ Gori batte un calcio d’angolo, Curatolo prolunga di testa e Bondioli interviene con forza, sempre di testa, riportando avanti i rossoblù.
Il 2-1 restituisce sicurezza alla squadra di Andreucci, che riprende in mano la partita e cerca il gol della tranquillità.
Al 64’ Curatolo ha una buona opportunità nell’area piccola, ma non riesce a sfruttarla. La Santegidiese prova a restare in partita e Censori inserisce anche Eusepi, inizialmente lasciato fuori per un problema fisico accusato alla vigilia.
L’Aquila continua a creare, ma manca la necessaria precisione negli ultimi metri.
All’82’ Campagna conclude di poco fuori, mentre all’85’ Sparacello viene lanciato in contropiede e si presenta davanti a Tomasella, che respinge la conclusione. Nell’occasione il centravanti avrebbe potuto anche servire Curatolo, meglio posizionato.
È l’immagine di una squadra che vuole chiudere la partita, ma che non ci riesce.
Nel frattempo Andreucci interviene sull’assetto tattico: inserisce Pomposo al posto di Gasperoni, inizialmente alto sulla fascia, e Lisi per Binotto. All’86’, con l’ingresso di Magnani per Barnabà, passa alla difesa a cinque, arretrando Pomposo. Al 90’ esce anche uno stremato Campagna, sostituito da De Santis.
L’Aquila controlla gli ultimi minuti e porta a casa altri tre punti. Non senza qualche sofferenza, ma confermando solidità, qualità e soprattutto capacità di reazione.
LE DICHIARAZIONI A FINE GARA
Andreucci: «Per vincere bisogna prima imparare a perdere»
Nel dopopartita Antonio Andreucci parte proprio dalla reazione al pareggio della Santegidiese.
«Ero molto curioso di capire come avrebbe reagito la squadra, perché era una situazione che non ci era mai capitata. Avevamo già recuperato un risultato, ma non eravamo mai stati raggiunti. I ragazzi sono stati bravi, si sono rialzati subito e hanno ripreso in mano la partita. Credo che abbiamo creato le condizioni per vincere».
Il tecnico riconosce però che qualcosa non ha funzionato nella gestione del vantaggio.
«Il gol che abbiamo preso è una conseguenza degli ultimi dieci minuti del primo tempo, che non abbiamo interpretato bene. Avevamo fatto un grande sforzo, creando parecchie situazioni da gol e giocando con grande pressione. Ma non si può pensare di mantenere quell’intensità per novanta minuti. Servivano più equilibrio e compattezza».
Andreucci rivendica comunque la qualità della prestazione: «Abbiamo fatto mezz’ora del primo tempo di grande gioco. Credo sia stato anche divertente da vedere dalle tribune, ed è un aspetto importante: la gente viene allo stadio anche per vedere una squadra che gioca bene».
Sulla difficoltà di chiudere la partita, l’allenatore distingue la volontà dalla lucidità.
«C’era la volontà di chiudere la partita e questo è positivo. La frenesia no, perché siamo arrivati davanti alla porta e potevamo gestire meglio certe situazioni. Però abbiamo creato tanto. Con un po’ più di equilibrio avremmo potuto segnare qualche gol in più».
Per Andreucci, del resto, la squadra deve ancora completare il proprio percorso di crescita.
«Siamo una squadra nuova, questa è la realtà. Anche se stiamo avendo soddisfazioni, dobbiamo fare tutte le nostre esperienze. Non avendo mai allenato prima molti di questi giocatori, è importante capire come reagiscano agli episodi negativi».
E quando gli viene chiesto dell’«entusiasmo controllato» evocato dal presidente Tatafiore, Andreucci offre forse la riflessione più significativa della conferenza stampa.
«Per vincere bisogna imparare a perdere. Anzi, prima bisogna imparare a perdere e poi si diventa vincitori».
«A me interessa che abbiamo un atteggiamento vincente, che non significa vincere sempre, ma avere lo spirito per entrare in campo e cercare di superare l’avversario. Alla lunga questo potrà portare al risultato sperato, che è quello di salire di categoria. Non dobbiamo nasconderci».
Un’ambizione dichiarata, accompagnata però dalla consapevolezza che un campionato si costruisce anche attraverso le difficoltà e i risultati meno positivi.
Tatafiore: «Entusiasmo controllato. Abbiamo una squadra vera»
Soddisfatto anche il presidente Andrea Tatafiore, che guarda al primo posto con prudenza e sceglie un’espressione precisa per descrivere il momento della società: «Entusiasmo controllato».
«La classifica parla chiaro: ci sono quattro società importanti, anche di tradizione. L’Aquila si trova davanti, ma è un punto e ci saranno le altre. Sappiamo che sarà un percorso difficile».
Il presidente sottolinea soprattutto l’atteggiamento dei giocatori.
«Questo gruppo sta dando le sue risposte. Oggi dobbiamo essere felici perché abbiamo una squadra vera, che gioca con onore e sacrificio le sue partite. A mio avviso quei colori vengono rispettati in campo. È quello che volevamo».
Per Tatafiore il primato rappresenta anche un primo segnale positivo del progetto triennale avviato dalla nuova gestione, fondato su una costruzione graduale e su valutazioni tecniche più che emotive.
«Anche la società sta prendendo piena consapevolezza di sé. Ci conosciamo soltanto da due mesi e mezzo. L’obiettivo di un percorso triennale, costruttivo e prudente, sta cominciando a venire fuori».
Il presidente rivendica inoltre la progressiva professionalizzazione della struttura societaria, senza dimenticare quanto costruito dalle gestioni precedenti.
Ma soprattutto insiste sul rapporto con la città, sulla partecipazione del pubblico e sulla volontà di costruire un modello che non si esaurisca nei risultati sportivi.
Un progetto nel quale il calcio deve diventare anche occasione di partecipazione civica, memoria e coinvolgimento della comunità.
Censori: «L’Aquila ha meritato. Può lottare fino alla fine»
A riconoscere la superiorità rossoblù è anche il tecnico della Santegidiese, Censori.
«Faccio i complimenti all’Aquila, una squadra forte e compatta. Non è facile arginare il suo potenziale offensivo, considerando anche l’ambiente, lo stadio e tutto il contorno. Secondo me quest’anno ha tutte le carte in regola per lottare fino alla fine».
L’allenatore ospite ricorda le assenze con cui la Santegidiese si è presentata al Gran Sasso, ma non cerca giustificazioni.
«L’Aquila ha meritato di vincere, sia per gli episodi sia per il gioco espresso».
Sul primo gol, quello di Sparacello, non ha dubbi: «Segna da 25 metri, lì bisogna soltanto applaudire».
Diversa la valutazione sulla rete decisiva di Bondioli: «Noi siamo stati bravi a trovare il pareggio alla prima vera occasione nitida, poi su un calcio piazzato, dove L’Aquila ha qualità e struttura, siamo stati un po’ disattenti».
Censori ammette anche che il risultato avrebbe potuto essere più largo, ma rivendica la capacità dei suoi di rimanere in partita.
«Non puoi pensare di venire all’Aquila e avere il dominio del campo contro una squadra così forte. Siamo stati troppo imprecisi e frettolosi nel primo tempo, regalando troppi palloni. Però, rispetto a domenica scorsa contro il Giulianova, non ci siamo sciolti. Siamo rimasti in partita fino alla fine».
Il Gran Sasso tra entusiasmo e memoria
La domenica del Gran Sasso non è stata soltanto una partita di calcio.
Prima del fischio d’inizio, la società ha voluto rendere omaggio ad alcuni tifosi storici, invitati a entrare in campo e a posare per una fotografia con la squadra, in un’iniziativa legata alla Festa dei Nonni.
È stato inoltre osservato un minuto di raccoglimento per il novantesimo anniversario della tragedia ferroviaria di Contigliano, nella quale perse la vita anche l’allenatore rossoblù Buratti.
Andreucci ha voluto ricordare entrambi i momenti.
«Quella con i nostri tifosi più esperti è stata una bellissima iniziativa. Spesso lo facciamo con i bambini, questa volta è stato bello coinvolgere persone che vengono sempre allo stadio. È stato un momento quasi commovente».
E sulla commemorazione di Contigliano: «Non bisogna mai dimenticarsi del passato per costruire il futuro. Queste tragedie ci ricordano quanto siamo fortunati a poter andare in campo e vivere bei momenti, perché nella vita tutto può cambiare in un attimo».
Parole che si intrecciano con la visione della nuova società, intenzionata a rafforzare il legame tra la squadra, la sua storia e la comunità aquilana.
Intanto il campo continua a dare risposte. L’Aquila è prima, resta imbattuta e per la prima volta in questo campionato ha dimostrato di saper reagire immediatamente anche dopo essere stata raggiunta.
Il percorso è ancora lungo, come ricordano presidente e allenatore. Ma sette giornate iniziano a raccontare qualcosa di più di una buona partenza: una squadra che ha trovato un’identità, un gruppo che sembra avere carattere e un ambiente che sta tornando a riconoscersi nei propri colori.
Abruzzo Sera è anche su Whatsapp.
Iscriviti al nostro canale per essere sempre aggiornato.
In primo piano
Coppito, la denuncia di un ex allievo: «Nel 2025 ho ricevuto 101 sanzioni»
Coppito, un ex allievo della Guardia di Finanza denuncia 101 procedimenti disciplinari e 250 giorni di consegna nel 2025. La vicenda attende verifiche.
HIV: "In Abruzzo casi superiori a media nazionale"
Questo il quadro emerso nel corso del partecipato convegno nazionale “HIV clinical prAQtice", che si è tenuto sabato 10 ottobre presso il centro congressi dell’Ordine dei Medici, in via Giovanni Gronchi 16, nel capoluogo regionale.
L’Aquila batte la Santegidiese 2-1 e resta in vetta. Andreucci: “Atteggiamento vincente”
La squadra di Andreucci consolida il primo posto nel Girone F, portandosi a 17 punti dopo sette giornate: cinque vittorie, due pareggi e nessuna sconfitta.
Giornata nazionale per le vittime sul lavoro: in Abruzzo 7 morti nei primi 7 mesi del 2026
La sicurezza sul lavoro al centro della 76ª Giornata nazionale: in Abruzzo sette vittime, mentre l’Italia riflette su un’emergenza continua.
Coppito, la denuncia di un ex allievo: «Nel 2025 ho ricevuto 101 sanzioni»
Coppito, un ex allievo della Guardia di Finanza denuncia 101 procedimenti disciplinari e 250 giorni di consegna nel 2025. La vicenda attende verifiche.
HIV: "In Abruzzo casi superiori a media nazionale"
Questo il quadro emerso nel corso del partecipato convegno nazionale “HIV clinical prAQtice", che si è tenuto sabato 10 ottobre presso il centro congressi dell’Ordine dei Medici, in via Giovanni Gronchi 16, nel capoluogo regionale.
L’Aquila batte la Santegidiese 2-1 e resta in vetta. Andreucci: “Atteggiamento vincente”
La squadra di Andreucci consolida il primo posto nel Girone F, portandosi a 17 punti dopo sette giornate: cinque vittorie, due pareggi e nessuna sconfitta.
Giornata nazionale per le vittime sul lavoro: in Abruzzo 7 morti nei primi 7 mesi del 2026
La sicurezza sul lavoro al centro della 76ª Giornata nazionale: in Abruzzo sette vittime, mentre l’Italia riflette su un’emergenza continua.


