L’Aquila, inaugurata la mostra su Piersanti Mattarella. Giovanni Grasso: il racconto di una vita, non soltanto di una morte

L’Aquila, inaugurata la mostra su Piersanti Mattarella. Giovanni Grasso: il racconto di una vita, non soltanto di una morte
08 Ott 2026

di Alessandra Prospero

L’AQUILA, 8 ottobre 2026 – Non raccontare soltanto la morte di Piersanti Mattarella, ma soprattutto la sua vita. Restituire alla memoria collettiva l’uomo prima della vittima, il politico prima del martire, il padre, il marito e il rappresentante delle istituzioni che aveva immaginato una Sicilia diversa, fondata sulla legalità, sulla trasparenza e sul servizio alla comunità.

È questo il significato più profondo della mostra fotografica “Il sogno spezzato. L’orizzonte politico e familiare di Piersanti Mattarella”, inaugurata questa mattina al Palazzo dell’Emiciclo dell’Aquila, sede del Consiglio regionale dell’Abruzzo.

Un messaggio emerso con particolare forza nell’intervento di Giovanni Grasso, portavoce e consigliere per la stampa e la comunicazione del Presidente della Repubblica, giornalista, scrittore e biografo di Piersanti Mattarella.

Grasso, autore del volume Piersanti Mattarella. Da solo contro la mafia e del documentario Rai Piersanti Mattarella, la buona battaglia, ha contribuito alla realizzazione dell’esposizione con testi e materiali audiovisivi. Il suo intervento ha riportato l’attenzione su un aspetto essenziale della memoria storica: il rischio che l’assassinio di una figura pubblica finisca per oscurarne la vita, le idee, le battaglie e il lavoro quotidiano.

Piersanti Mattarella fu assassinato il 6 gennaio 1980, mentre era presidente della Regione Siciliana. Aveva 44 anni. La sua morte rappresentò uno dei momenti più drammatici della storia repubblicana, ma la sua eredità politica non può essere racchiusa esclusivamente in quella tragica giornata.

Il sogno spezzato è, prima di tutto, il sogno di una vita dedicata al cambiamento.

Ed è proprio questa dimensione che la mostra intende recuperare, attraverso un percorso fotografico capace di intrecciare la storia pubblica con quella privata.

L’esposizione, promossa da Banca del Fucino insieme a Fondazione Sicilia e Sicily Art & Culture, con il patrocinio del Consiglio regionale dell’Abruzzo, presenta circa 150 fotografie, molte delle quali inedite e provenienti dagli archivi della famiglia Mattarella.

Le immagini accompagnano il visitatore dagli anni della formazione all’ingresso nella vita politica, fino all’ascesa alla presidenza della Regione Siciliana. Accanto alle fotografie istituzionali, che lo ritraggono con personalità come Aldo Moro, Sandro Pertini e i pontefici Pio XII e Giovanni XXIII, trovano spazio gli scatti familiari, i momenti di quotidianità, gli affetti.

Ne emerge un ritratto complesso e profondamente umano, lontano dalla rappresentazione esclusivamente tragica che spesso accompagna le vittime della violenza mafiosa.

Mattarella fu un uomo delle istituzioni, legato alla tradizione del cattolicesimo democratico e al pensiero politico di Luigi Sturzo, Giuseppe Dossetti e Giorgio La Pira. La sua azione amministrativa si ispirò a una concezione della politica come responsabilità, servizio e strumento di trasformazione della società.

Un progetto di rinnovamento che, nella Sicilia degli anni Settanta, significava anche contrastare sistemi consolidati di potere, interessi opachi e infiltrazioni mafiose.

Una memoria che parla al presente

La cerimonia inaugurale ha visto la partecipazione dei rappresentanti delle istituzioni e dei promotori dell’iniziativa, tra cui il presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo Lorenzo Sospiri, la presidente della Fondazione Sicilia Maria Concetta Di Natale, il presidente di Banca del Fucino Mauro Masi e il presidente della Fondazione Carispaq Fabrizio Marinelli.

Sono intervenuti inoltre lo storico Miguel Gotor, docente di Storia moderna all’Università di Roma Tor Vergata, Piersanti Mattarella in rappresentanza della famiglia e Sergio Intorre, professore associato all’Università degli Studi di Palermo e curatore della mostra, il cui coordinamento generale è stato realizzato insieme a Elvira Terranova.

Particolarmente significativa anche la presenza di Piersanti Mattarella, nipote dell’omonimo presidente siciliano, che colpisce per la straordinaria somiglianza fisionomica con il nonno. Nei lineamenti del volto e nell’espressione sembra quasi riaffiorare il ritratto dell’uomo che le fotografie della mostra restituiscono alla memoria. Una somiglianza che, nel contesto dell’esposizione, assume un valore anche simbolico, creando un suggestivo collegamento tra generazioni, tra memoria familiare e storia collettiva.

Per Lorenzo Sospiri, ospitare l’esposizione all’Emiciclo significa rendere omaggio a una figura che ha interpretato le istituzioni come strumento al servizio dei cittadini. Il sacrificio di Mattarella, ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale, rappresenta un riferimento per chiunque sia chiamato a operare nella cosa pubblica.

Mauro Masi ha evidenziato la volontà di Banca del Fucino di contribuire alla conservazione della memoria di un uomo la cui eredità civile e politica conserva una straordinaria attualità. La scelta dell’Aquila, terza tappa italiana dopo Palermo e Catania, nasce anche dal desiderio di offrire al territorio un’occasione di riflessione sui valori della legalità e della buona politica.

Particolare attenzione è stata rivolta alle giovani generazioni, destinatarie privilegiate di un percorso che vuole far conoscere non soltanto una pagina dolorosa della storia italiana, ma anche un modello di impegno pubblico.

Maria Concetta Di Natale ha ricordato il valore dell’iniziativa nel restituire la figura di un uomo che avrebbe potuto offrire ancora molto al Paese, sottolineando l’importanza delle fotografie, pubbliche e private, messe a disposizione dalla famiglia.

La vita oltre la tragedia

La mostra arriva all’Aquila dopo essere stata ospitata nel 2025 a Villa Zito, a Palermo, e successivamente al Museo diocesano di Catania, in un percorso avviato in occasione del novantesimo anniversario della nascita di Piersanti Mattarella.

Il titolo, Il sogno spezzato, richiama inevitabilmente la violenza con cui fu interrotto un progetto politico e umano. Ma le immagini raccontano anche ciò che quella violenza non è riuscita a cancellare: un patrimonio di idee, relazioni, convinzioni e scelte che continua a interrogare il presente.

È qui che il messaggio affidato da Giovanni Grasso al pubblico aquilano assume il suo significato più importante. Ricordare Piersanti Mattarella significa certamente non dimenticare il suo assassinio, ma significa soprattutto conoscere ciò che aveva costruito, ciò in cui credeva e la direzione che aveva scelto di imprimere alla propria azione politica.

Perché una figura come la sua non appartiene soltanto alla storia della lotta alla mafia. Appartiene anche, e soprattutto, alla storia di chi ha creduto nella possibilità di cambiare le istituzioni attraverso le istituzioni stesse.

La mostra resterà aperta al pubblico, con ingresso gratuito, fino al 31 ottobre 2026, presso il Palazzo dell’Emiciclo, in via Michele Jacobucci 4, all’Aquila.


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