Ci sono storie d’amore sportive che superano i confini del rettangolo di gioco, trasformandosi in pura identità. Il legame tra Giorgio Mantini e L’Aquila 1927 è senza dubbio una di queste. Dopo cinque anni intensi, vissuti sempre in prima linea, il centrocampista e tifoso rossoblù saluta il capoluogo abruzzese. Un addio carico di commozione, condito da parole che trasudano un profondo visceralismo e un senso di appartenenza raro nel calcio moderno.
Mantini, aquilanissimo, ha affidato ai social un messaggio che ha fatto vibrare le corde del cuore di tutta la tifoseria, senza nessuna polemica ha messo in chiaro sin da subito quanto sia profonda l’impronta lasciata da questa esperienza:
«Credo che le emozioni più grandi siano difficili da spiegare a parole. In questi 5 anni ho avuto il privilegio di rappresentare la mia città, indossare questi colori e difendere questa maglia.»
Un quinquennio di battaglie, cadute e rinascite, in cui il centrocampista non è mai stato un semplice tesserato, ma il riflesso di una comunità intera. Nel suo messaggio emerge con forza il parallelismo tra lo spirito della squadra e il carattere indomito della città:
«Abbiamo vissuto emozioni indescrivibili, gioie e momenti difficili, ed è proprio nei momenti difficili soprattutto che ci siamo rialzati, sempre ed insieme, come lo insegna questa città.»
Superata la pietra miliare delle 100 presenze in maglia rossoblù, Mantini lascia un’eredità fatta di sudore, leadership e rispetto per gli spogliatoi. Un percorso condiviso con compagni, dirigenti e staff che l’ormai ex capitano ci tiene a ringraziare singolarmente, sottolineando l’orgoglio con cui ha calpestato il terreno del “Gran Sasso d’Italia”:
«Ho avuto l’onore di entrare in campo oltre 100 volte con questi colori, sempre con lo stesso orgoglio, la stessa responsabilità e la stessa emozione, dando il massimo in ogni partita. Vorrei ringraziare tutta la società e tutti coloro che ne hanno fatto parte, tutti i compagni con cui ho condiviso questo percorso e tutto lo staff medico che mi ha aiutato a superare tante difficoltà.»
Non un addio, ma un arrivederci. Perché quando a vestire la maglia è un figlio della città il kit di gara sono solo dettagli formali rispetto a un legame di sangue e di terra che nessun trasferimento potrà mai scalfire. Mantini chiosa così, chiosando il suo manifesto d’amore verso i colori rossoblù:
«Per questo oggi non riesco a parlare di un semplice addio. Perché da aquilano so che certi legami non finiscono con un saluto.»
I tifosi dell’Aquila salutano uno dei loro punti di riferimento più saldi degli ultimi anni, con la certezza che, ovunque lo porterà la carriera, Giorgio Mantini rimarrà per sempre uno di loro. Per Mantini si apre adesso l’avventura in riva all’Adriatico a Montesilvano.
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