Lavoro, Arcuri e Di Sante (Rifondazione): Fermiamo la strage infinita, Abruzzo maglia nera

Lavoro, Arcuri e Di Sante (Rifondazione): Fermiamo la strage infinita, Abruzzo maglia nera
12 Set 2025

“La Regione Abruzzo colleziona maglie nere: dai livelli assistenziali nella sanità, alla sicurezza delle strutture scolastiche passando per le morti (omidici) e incidenti sul lavoro.”

A dichiararlo Viola Arcuri e Corrado Di Sante, co-segretari regionali PRC-SE Abruzzo.

“Eccole le tristi medaglie del malgoverno di centrodestra e di anni di priorità sballate. Ieri la morte di un operaio edile in Provincia dell’Aquila, oggi un duplice incidente con gravissime conseguenze in provincia di Pescara, episodi che si aggiungono ad altri gravi incidenti dei giorni scorsi in provincia di Teramo in due aziende metalmeccaniche. Si esce per andare a lavoro, si torna senza le dita di una mano o peggio non si torna più! Un vero e proprio stillicidio quotidiano in ogni angolo della regione, eppure fermare la piaga degli omicidi sul lavoro e degli incidenti gravi e gravissimi non è una priorità né della giunta Marsilio né del governo Meloni. Del resto il lavoro non fa notizia ancor meno quando qualcuno muore.”

“Questo è sfruttamento – proseguono-, non è lavoro giusto e dignitoso, perché non si può rischiare la vita per guadagnarsi il pane. Il cantiere più grande d’Europa, quello della ricostruzione post sismica non dovrebbe essere anche il più sicuro e controllato, visto che beneficia di fiumi di denaro pubblico?  I lavori sulle strade pubbliche, cavalcavia e sottopassi non dovrebbero essere i più sicuri visto che la stazione appaltante è un ente pubblico?  Le aziende metalmeccaniche, perno di quel che rimane del nostro sistema industriale non dovrebbero essere esempio e modello di come fare sicurezza? Serve formazione, servono controlli, che vuol dire assunzioni e strumenti operativi per giovani ispettori, servono sanzioni effettive: quando una persona muore non si può uscirne con una multa o poco più!”

“Per queste ragioni a giugno 2025 abbiamo sostenuto i referendum su lavoro e cittadinanza, in particolare il quesito  per estendere la responsabilità sugli infortuni sul lavoro negli appalti anche alle imprese appaltanti.  Inoltre chiediamo di dare seguito e approvazione alla legge di iniziativa popolare su cui Rifondazione Comunista insieme ad altri soggetti sociali ha raccolto le firme per il riconoscimento e l’introduzione, in caso di grave e riconosciuta responsabilità dei datori di lavoro e delle aziende committenti del reato di omicidio sul lavoro. Fermiamo la conta degli omidici e degli incidenti sul lavoro ora! La politica regionale e nazionale è chiamata a dare risposte, invece di nascondere la testa sotto la sabbia o peggio smantellare e allentare le  tutele sul lavoro attualmente vigenti. Abbiamo bisogno di assumere subito a livello nazionale 5900 ispettori sul lavoro vacanti, non dei nuovi carri armati che il governo Meloni ha messo nella carrello della spesa del riarmo.”


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