Lavoro, in Abruzzo stipendi sotto la media nazionale: «Così i giovani vanno via»

Lavoro, in Abruzzo stipendi sotto la media nazionale: «Così i giovani vanno via»
10 Set 2026

Stipendi più bassi rispetto alla media italiana, precarietà e un mercato del lavoro caratterizzato dalla crescita di settori a bassa retribuzione. È il quadro che emerge per l’Abruzzo, dove la retribuzione media annua si aggira intorno ai 20mila euro, circa 4mila euro in meno rispetto alla media nazionale, secondo i dati richiamati dal report della Cgia di Mestre.

Numeri che riaccendono il dibattito sulla qualità dell’occupazione e, soprattutto, sulle conseguenze che salari ridotti possono avere sulla permanenza dei giovani nella regione.

A intervenire sono Daniele Licheri, segretario regionale di Sinistra Italiana, e Alex Giaccio, coordinatore regionale di UGS, che collegano direttamente la questione salariale alla crescente difficoltà delle famiglie nel sostenere il costo della vita e alla scelta di molti giovani di lasciare l’Abruzzo in cerca di migliori opportunità professionali.

Salari bassi e lavoro precario

Secondo Licheri, il problema non riguarda soltanto la quantità di lavoro disponibile, ma anche il valore economico riconosciuto al lavoro. Nel mercato occupazionale abruzzese peserebbero in particolare la diffusione dei contratti precari e l’espansione di un terziario caratterizzato da retribuzioni contenute.

Un quadro che trova riscontro anche in una recente analisi della Uil Abruzzo, secondo cui la retribuzione media annua dei dipendenti privati della regione è pari a 20.966 euro, contro i 25.387 euro della media nazionale. Il sindacato segnala inoltre la presenza di contratti a termine, part-time involontario e una precarietà che penalizza in maniera particolare giovani e donne.

Le criticità emergono anche nel lavoro stagionale. Un dossier diffuso nei mesi scorsi ha evidenziato come nel turismo abruzzese il 57,4% dei contratti dipendenti sia part-time e il 21,1% stagionale, in un settore importante per l’economia regionale ma caratterizzato da forti elementi di precarietà.

La fuga dei giovani e il nodo degli stipendi

La questione salariale si intreccia con quella dello spopolamento e dell’emigrazione giovanile. Licheri e Giaccio richiamano il Rapporto Cnel Giovani Expat, secondo il quale l’83% dei giovani italiani che vivono all’estero prenderebbe in considerazione un ritorno in presenza di salari più elevati.

Per Giaccio, il fenomeno nazionale trova in Abruzzo una declinazione particolarmente significativa proprio a causa del divario retributivo rispetto al resto del Paese: stipendi più bassi possono rendere meno attrattiva la permanenza sul territorio e spingere i giovani, soprattutto quelli più qualificati, a cercare altrove condizioni economiche e prospettive professionali migliori.

Il tema diventa ancora più rilevante considerando l’aumento delle spese che gravano sui bilanci familiari. A settembre, al costo della vita si aggiungono infatti le uscite legate alla riapertura delle scuole e delle università, ai materiali scolastici, agli affitti e ai trasporti.

La richiesta di un monitoraggio regionale

Tra le proposte avanzate c’è quella di istituire un monitoraggio pubblico e periodico delle retribuzioni in Abruzzo, suddivise per fasce d’età e settori produttivi, in modo da misurare l’impatto della precarietà salariale sulle scelte dei giovani.

L’obiettivo indicato è affiancare alla conoscenza puntuale dei dati anche strumenti in grado di incentivare l’occupazione giovanile e aumentare il potere d’acquisto dei lavoratori. Licheri richiama inoltre la proposta nazionale denominata “Sblocca Stipendi”, che prevede un meccanismo di adeguamento annuale delle retribuzioni all’inflazione reale.

Il tema dei salari si conferma così uno dei nodi centrali del mercato del lavoro abruzzese: non soltanto una questione economica per chi già vive e lavora nella regione, ma anche un elemento determinante per la capacità dell’Abruzzo di trattenere e richiamare le nuove generazioni.


Abruzzo Sera è anche su Whatsapp.
Iscriviti al nostro canale per essere sempre aggiornato.

In primo piano

1927 Ep.90, Brunetti: «Qui sto bene. La fascia? Conta il bene della squadra»

Nuova stagione, squadra profondamente rinnovata e un punto fermo: Alessandro Brunetti. Il difensore dell’Aquila, ospite della prima puntata stagionale di “1927”, comincia il suo sesto anno in rossoblù. Un percorso iniziato in Eccellenza e proseguito fino alla Serie D, che lo ha reso uno dei volti più riconoscibili della squadra.

09 Set 2026
1927 Ep.90, Brunetti: «Qui sto bene. La fascia? Conta il bene della squadra»

Nuova stagione, squadra profondamente rinnovata e un punto fermo: Alessandro Brunetti. Il difensore dell’Aquila, ospite della prima puntata stagionale di “1927”, comincia il suo sesto anno in rossoblù. Un percorso iniziato in Eccellenza e proseguito fino alla Serie D, che lo ha reso uno dei volti più riconoscibili della squadra.

09 Set 2026
Ciak in Abruzzo per “Annabella Abbondante”: la nuova serie Rai si gira tra L’Aquila e Scoppito

Al via in Abruzzo le riprese di “Annabella Abbondante”, nuova serie Rai con Ester Pantano diretta da Pappi Corsicato. Set tra L’Aquila e Scoppito.

08 Set 2026
Stagione nera per gli incendi boschivi, tutte le lacune del sistema per i forestali del Fe.R.F.A.

L'analisi dettagliata sul crollo del Sistema Antincendio Boschivo da parte del FE.R.F.A. Che annuncia la richiesta di accesso agli atti per conoscere i costi (stratosferici) per lo spegnimento degli incendi.

07 Set 2026

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *