La gestione delle società partecipate del Comune dell’Aquila continua a essere segnata da proroghe e interventi emergenziali, senza una reale strategia di medio-lungo periodo. Il punto di vista de Il Passo Possibile.
Il primo atto della Giunta comunale dell’Aquila nel 2026 ha disposto la proroga del contratto di servizio con l’Azienda Servizi Municipalizzati (ASM), accompagnata dall’ennesima anticipazione di cassa, mentre tra gli ultimi atti del 2025 figurava la proroga del contratto con il Centro Turistico del Gran Sasso (CTGS). Ciò che può sembrare zelo certifica invece un fatto politico ormai evidente: manca una vera programmazione sul futuro delle società partecipate del Comune dell’Aquila e manca lo strumento del Piano Industriale che permetterebbe agli amministratori di gestire in modo strutturato garantendo una programmazione operativa ed economica.
Così in una nota “Il Passo Possibile” con Americo Di Benedetto, il Presidente Fabrizio Ciccarelli e i Consiglieri comunali Elia Serpetti, Emanuela Iorio e Massimo Scimia.
In merito al CTGS, la situazione evidenzia nodi strutturali ben noti da oltre venti anni e già riesposti in sede di Consiglio del 23 dicembre 2022, in occasione del rinnovo triennale del contratto pari a oltre un milione di euro all’anno.
Le criticità emerse, la tutela dei lavoratori e la gestione di servizi chiave richiedevano oggi un Piano Industriale di gestione, necessario per superare queste criticità, invece di continuare con una normalissima proroga contrattuale che, lo ripetiamo, non è assolutamente uno strumento di gestione.
Una gestione “tampone” rischia di compromettere servizi strategici per la città, come la promozione turistica della montagna, la manutenzione degli impianti e l’occupazione stabile dei lavoratori stagionali, evidenziando una mancanza di visione complessiva che scarica sulle spalle degli amministratori responsabilità politiche.
Per quanto riguarda l’azienda ASM, va considerato che la proroga è stata motivata dall’attesa del Piano Industriale. Tale piano non è un atto improvviso né imprevisto: era già stato formalmente richiesto dalla Giunta nel 2024 (delibera n. 17 del 24.01.2024) la cui redazione rientrava tra gli obiettivi assegnati ad ASM per il 2025. A tutt’oggi, invece, viene ancora utilizzato come giustificativo per rinviare le scelte.
Ciò crea un cortocircuito politico-amministrativo: “il contratto viene prorogato in assenza del Piano Industriale, ma lo stesso Piano non viene presentato proprio perché si è scelto di governare con le proroghe”.
Durante il dibattito in Consiglio comunale sulla razionalizzazione delle partecipate, nell’intervento in aula come gruppo consiliare “Il Passo Possibile” avevamo segnalato questo rischio in una precisa critica politica: “Non è sufficiente prendere atto delle criticità di ASM senza indicare una strategia, una direzione e una responsabilità da parte del socio pubblico (il Comune)”.
Attualmente, il quadro finanziario della società rende ancora più fragile questa impostazione, le continue anticipazioni di cassa, derivate dalla crisi di liquidità, dimostrano che l’equilibrio economico non può reggersi all’infinito con soluzioni tampone, ma richiede scelte strutturali, industriali e gestionali.
È doveroso garantire la continuità dei servizi essenziali, ma la continuità non può diventare l’alibi per l’assenza di una visione politico-gestionale. Ogni proroga contrattuale approvata senza un piano industriale è un rinvio che incide sulla qualità dei servizi al cittadino, sui lavoratori delle aziende e sull’assetto economico e finanziario dell’ente municipale.
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