“Un commissariamento mascherato”: le opposizioni chiedono lo stop alla riorganizzazione di ASM

“Un commissariamento mascherato”: le opposizioni chiedono lo stop alla riorganizzazione di ASM
15 Giu 2026
“L’avevamo annunciato mesi fa: ASM sarebbe andata incontro a una crisi sempre più evidente nel servizio di raccolta dei rifiuti. Purtroppo i fatti stanno dando ragione a chi, come noi, aveva denunciato per tempo le criticità dell’azienda e l’assenza di una strategia industriale credibile.”
Inizia così la nota del gruppo di opposizione nel Consiglio comunale dell’Aquila.
“Di fronte a queste difficoltà, però, invece di affrontare i problemi reali, l’Amministrazione comunale e i vertici aziendali hanno scelto un’altra strada: aumentare le posizioni apicali, moltiplicare i livelli di comando e costruire una nuova cabina di regia interna. Tanti generali, pochi risultati.
Fa riflettere che si ridisegnino gli “assetti di potere” dell’azienda senza aver prima condiviso con la città qual sia il progetto industriale che dovrebbe giustificarli. Non conosciamo gli indicatori di performance, non conosciamo i risultati attesi, non conosciamo i benefici economici e organizzativi che dovrebbero derivarne.
Se l’obiettivo fosse davvero quello di rendere ASM più efficiente, sarebbe stato naturale partire da numeri, dati, obiettivi verificabili e da un confronto pubblico sul Piano Industriale che la città attende ormai dalla fine del 2023. Un Piano che avrebbe dovuto ridisegnare il sistema della raccolta, gli investimenti, il fabbisogno di personale e il futuro stesso dell’azienda e invece si è scelto di intervenire prima sull’organigramma che sui problemi.
Per questo chiediamo che venga immediatamente sospesa questa riorganizzazione e che si apra finalmente un confronto sulle azioni necessarie per restituire ad ASM il ruolo che le compete.
C’è infatti un aspetto che rende questa vicenda ancora più singolare.
L’attuale Amministratore Unico è stato per anni Segretario Generale del Comune dell’Aquila e tra i principali interpreti degli atti di indirizzo e delle regole che disciplinano il rapporto tra il Comune e le proprie società partecipate. Oggi, una volta terminato quel ruolo e assunto quello di vertice di ASM, sembra considerare quegli stessi indirizzi un ostacolo anziché un riferimento.
Chi per anni ha chiesto il rispetto delle procedure oggi dovrebbe essere il primo a pretendere trasparenza, controllo e condivisione delle scelte strategiche. Invece assistiamo ad una riorganizzazione che precede il Piano Industriale e che appare concentrata soprattutto sulla ridefinizione degli assetti interni di potere.
Ancora più discutibile è la creazione di una figura di coordinamento che, nei fatti, si colloca sopra le strutture aziendali esistenti e assume un ruolo trasversale di indirizzo e controllo. Una scelta che appare configurare un vero e proprio commissariamento della struttura ordinaria di ASM, senza che siano state chiarite le ragioni che lo renderebbero necessario e senza che siano stati illustrati pubblicamente gli obiettivi da raggiungere.
Se esistevano criticità tali da giustificare questa scelta, sarebbe stato doveroso spiegarlo alla città. Se invece si sta semplicemente costruendo una nuova catena di comando attorno a figure individuate dalla politica, allora siamo di fronte ad un’operazione che nulla ha a che vedere con il rilancio dell’azienda.
Nel frattempo i problemi veri restano tutti sul tavolo. Questa riorganizzazione non risolve la carenza di personale. Non sblocca il concorso fermo dal 2022. Non affronta il tema dei lavoratori interinali, oggi costretti a fare turni doppi per cercare di reggere il grave momento di gestione dei rifiuti cittadini. Non chiarisce il futuro industriale dell’azienda. Non migliora automaticamente il servizio di raccolta. Non risponde alle legittime aspettative dei cittadini.
Non ne possono più i cittadini aquilani, costretti a pagare il servizio al massimo consentito dalla normativa e a convivere con disservizi sempre più frequenti.
Non ne possono più gli operatori di ASM, lasciati soli sul territorio a fronteggiare il malcontento della popolazione e trasformati nei parafulmini delle scelte sbagliate della politica.
La domanda politica è ormai inevitabile: il sindaco Biondi vuole davvero aiutare ASM a superare le proprie criticità oppure sta utilizzando l’azienda come terreno di riorganizzazione degli assetti di potere della propria amministrazione?
Perché ogni giorno che passa,  l’unica cosa che sembra interessare è il numero delle figure di comando, non le doglianze oggettive dei cittadini.
Come amministratori abbiamo il dovere di verificare la correttezza delle procedure adottate e di comprendere se questa riorganizzazione risponda realmente agli interessi dell’azienda e della città. Abbiamo altresì il dovere di rappresentare le preoccupazioni dei cittadini e di attivare ogni azione utile affinché vengano valutate le conseguenze che l’attuale situazione del servizio di raccolta potrebbe determinare sul piano giuridico e sul piano igienico-sanitario.”

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