Dalla parte dei bisogni reali: Pezzopane a Reggio Emilia per le Città Femministe

Dalla parte dei bisogni reali: Pezzopane a Reggio Emilia per le Città Femministe
11 Set 2026

Sabato 12 settembre, nell’ambito della Festa nazionale dell’Unità, in programma a Reggio Emilia, l’on Stefania Pezzopane sarà protagonista di due appuntamenti della Festa nazionale delle Donne Democratiche dedicati al rapporto tra donne, istituzioni e città.

Alle 18.30, allo Spazio delle Madri Costituenti, si terrà la conferenza stampa “Le città si cambiano da qui – Manifesto delle Città femministe”, con Teresa Armato, Davide Baruffi, Annalisa Corrado, Roberta Mori, Emma Petitti e Stefania Pezzopane.

L’appuntamento rappresenta un passaggio importante di un percorso costruito nel tempo attraverso l’ascolto, il confronto e la condivisione di esperienze e competenze. Il Manifesto per le Città femministe nasce infatti dal lavoro collettivo della Rete delle Elette e delle Amministratrici, coordinata da tre donne che hanno dedicato tanto impegno all’amministrazione dei loro territori: Teresa Armato, Emma Petitti e Stefania Pezzopane.

«Arriviamo a questo appuntamento dopo un lavoro importante, costruito mettendo in rete esperienze diverse e partendo dalla realtà concreta dei territori – sottolinea Stefania Pezzopane dell’esecutivo nazionale della Conferenza delle Democratiche –. Il Manifesto è la prima sintesi politica di questo percorso, ma non vuole essere un punto di arrivo. È un documento aperto, che vogliamo sottoporre al contributo di tutte le donne impegnate nelle istituzioni. Abbiamo fatto un lavoro prezioso ed entusiasmante che abbiamo costruito, grazie alla bella fiducia che la portavoce nazionale della Conferenza Roberta Mori ha riposto in noi, sostenendo ogni giorno questo sforo per dare forza le donne elette ed amministratrici».

Il Manifesto non propone una riflessione astratta, ma individua scelte e obiettivi verificabili e concreti su temi che incidono direttamente sulla vita delle persone: rappresentanza, bilanci, abitare, mobilità, servizi, sicurezza, salute, cura, tempi , orari, spazi, sostenibilità, partecipazione e contrasto alla violenza.

«Abbiamo scelto di partire dalle città perché è nei territori che le disuguaglianze diventano concrete e dove la politica può fare la differenza – prosegue Pezzopane –. Una città non è neutra: il modo in cui vengono organizzati gli spazi, i servizi, la mobilità, i tempi e le opportunità determina concretamente la libertà delle persone. Per questo abbiamo bisogno di uno sguardo femminista capace di cambiare il modo stesso di progettare e amministrare le nostre comunità».

A partire dalla presentazione del Manifesto prenderà avvio anche la raccolta delle adesioni, con l’obiettivo di coinvolgere il maggior numero possibile di sindache, assessore, consigliere comunali e consigliere regionali, affinché il documento possa diventare un patrimonio realmente condiviso e rappresentativo dell’esperienza amministrativa delle donne nei territori.

«La forza di questo Manifesto sarà nella partecipazione – aggiunge Pezzopane –. Vogliamo che tante amministratrici possano riconoscersi in questo lavoro, portare le proprie esperienze, avanzare proposte e contribuire a costruire una piattaforma sempre più ampia. È così che un percorso nato dal confronto può diventare una proposta politica nazionale».

Alle 19.30, sempre allo Spazio delle Madri Costituenti, il confronto proseguiràcon il dibattito “Il tempo non è neutro – Muoversi, abitare, curare: chi ha diritto alla città?”, al quale parteciperanno Valentina Avantaggiato, Marialuisa Forte, Valentina Ghio, Francesca Ghirra, Cleo Li Calzi, Stefania Pezzopane e Caterina Romeo.

Un secondo momento che permetterà di approfondire, a partire dalle esperienze delle partecipanti, come trasporti, illuminazione, scuole, abitare, tempi ed orari della città, ufficie e spazi pubblici e accessibilità condizionino concretamente la libertà e la qualità della vita.

«Parlare di diritto alla città significa chiederci chi può davvero muoversi, abitare, lavorare, prendersi cura e partecipare alla vita della propria comunità. Per troppo tempo le città sono state pensate intorno a un cittadino astratto, autonomo e senza carichi di cura. La realtà è molto più complessa. Le donne conoscono bene questa distanza tra come le città sono state progettate e come vengono realmente vissute».

I due appuntamenti di sabato rappresentano quindi due momenti dello stesso percorso: da una parte la presentazione di una piattaforma politica costruita collettivamente dalle amministratrici; dall’altra il confronto su come trasformare questa visione in politiche concrete capaci di cambiare le città.

«Una città femminista non è semplicemente una città amministrata dalle donne – conclude Pezzopane –. È una città che riconosce le differenze, ascolta i bisogni, valorizza la cura e ripensa spazi, tempi e servizi a partire dalla vitareale delle persone. Il nostro obiettivo è fare di questo Manifesto uno strumento condiviso, capace di parlare ai territori e di portare questa visione nel dibattitopolitico nazionale».

Il lavoro della Rete delle Elette e delle Amministratrici prosegue dunque con l’apertura del Manifesto alle adesioni e al contributo di tutte, a partiredalle donne che ogni giorno nelle istituzioni locali e regionali lavorano per cambiare le proprie comunità.”


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