Strade urbane che al calar della notte si trasformano in piste da corsa. È quello che denunciano cittadini di due zone diverse della città, accomunate però dall’ormai insana abitudine di auto che sfrecciano a velocità elevata. Stiamo parlando di Via Strinella – una delle arterie principali della città – e il tratto della Strada Statale 17 bis che collega Tempera a Paganica, dai map al bivio che sale verso Campo Imperatore, per intenderci.
“Appena scorgono il rettilineo libero davanti a sé, moto e automobili accelerano notevolmente, raggiungendo velocità elevate in pochi secondi” – ci dice un residente di Paganica che ha cura di sottolineare come il fenomeno non sia certo qualcosa di recente. “Abbiamo segnalato più volte i rischi a cui andiamo incontro noi abitanti della zona, ma ci vengono sollevate ogni volta obiezioni rispetto alle reali competenza su quel tratto di strada. Fatto sta che nonostante le numerose segnalazioni, niente è stato fatto per ovviare a questa situazione, che si protrae ormai da anni”. Un pericolo concreto che, soprattutto durante la stagione estiva – quando si esce di più e molte famiglie con minori e ragazzi adolescenti si recano nella vicina Villa Comunale o nei luoghi di aggregazione circostanti – si intensifica sensibilmente.
Una condizione non dissimile da quella che vivono i residenti di Via Strinella, strada anch’essa scambiata da qualcuno come una succursale dell’autodromo di Imola. E infatti, non di rado, la mattina capita di dover fare i conti con i danni arrecati da automobilisti spesso su di giri che fanno carambola sulle automobili parcheggiate lungo la strada. È proprio una signora, con toni veementi, a ricordarcelo. “Mio figlio, meno di un anno fa, ha ritrovato la sua auto con danni rilevanti e ovviamente senza alcun biglietto o riferimento lasciato dal pirata della strada. Tutto questo è inaccettabile”. Mentre un altro residente, incuriosito dall’argomento, ci fa notare che non più tardi di qualche settimana fa è successo qualcosa di analogo, con una macchina di grossa cilindrata che ha danneggiato in maniera significativa addirittura un paio di auto parcheggiate. Danni che, quasi sempre, sono a carico di chi li subisce, dato lo scarso senso civico di chi li provoca.
Zone diverse, dicevamo, con i cittadini accomunati dalla stessa esasperante attesa che qualcuno intervenga e qualcosa cambi. Non chiedono certo la luna, basterebbero attraversamenti pedonali rialzati, dissuasori orizzontali o verticali, dossi artificiali, o anche, come extrema ratio, degli autovelox. Insomma, un qualunque intervento da parte delle istituzioni competenti che ponga un freno a comportamenti molto pericolosi. Già, ma chi sono gli enti competenti? La strada tra Paganica e Tempera è una statale, quindi probabilmente l’Anas un occhio in più dovrebbe mettercelo; Via Strinella è una strada comunale e ad intervenire dovrebbe essere il Comune dell’Aquila.
In questi casi, tuttavia, è il lavoro di squadra che consente il raggiungimento di risultati efficaci, non certo lo scaricabarile. Anche perché le cittadine e i cittadini non sono più disposti a tollerare questa situazione e si dicono pronti ad organizzarsi per dare battaglia ed avere finalmente risposte rapide ed efficaci. “In Italia ci si muove soltanto dopo che l’irreparabile è già avvenuto” chiosa amaramente un cittadino mentre si allontana sconsolato.
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