“Per cercare ancora con mezzi democratici e istituzionali le soluzioni richieste abbiamo deciso di coinvolgere sua Eccellenza Cinzia Teresa Torraco, quale Prefetto della Provincia dell’Aquila, chiedendole, di favorire attraverso apposito confronto la soluzione delle tante drammatiche problematiche che da oramai troppo tempo denunciamo. Allo stesso tempo chiediamo apposita convocazione della V° Commissione Regionale”.
A comunicarlo la Cgil aquilana insieme al cartello di sigle che porta avanti la campagna “La sanità pubblica si difende”.
“Continuiamo ad esplorare ogni percorso utile alla soluzione dei problemi oramai di pubblico dominio”, scrivono insieme il segretario della Cgil aquilana Francesco Marrelli con le altre realtà. “Ci aspettiamo che il muro di gomma sino ad oggi respingente ed immutabile comprenda che non intendiamo arretrare di un solo passo”.
“Nello scorso confronto del 20 giugno – continua la cgil rivolgendosi al Prefetto – avevamo richiesto:
- Dati di Bilancio disaggregati, al fine di verificare la sostenibilità finanziaria dei Nuclei di Cure Primarie e la destinazione delle risorse ad essi dedicate; elementi utili per procedere senza indugio alla sostituzione dei Medici andati in pensione, garantendo continuità assistenziale a migliaia di Cittadine e Cittadini e contestualmente garanzie occupazionali;
- Conferme circa la necessaria stabilizzazione del personale e nello specifico dei dipendenti assunti con la fattispecie “15 octies”; tempi e modalità dell’attivazione del tavolo per la reinternalizzazione dei servizi, garantendo il mantenimento dell’attuale perimetro occupazionale delle Lavoratrici e dei Lavoratori che operano da anni nei predetti servizi esternalizzati; superamento dell’inaccettabile livello di precariato utilizzato quale forma ordinaria per la copertura di posizioni necessarie;
- l’avvio di un confronto costruttivo, di merito e progettuale su Case di Comunità, Consultori, Salute Mentale e articolazione della Medicina territoriale;
- Pianificazione e programmazione di edilizia sanitaria e recupero dei beni di proprietà della ASL1.
“Alla data odierna – continuano il sindacato e le altre sigle – nessuna delle richieste avanzate ha trovato soddisfazione. Allo stesso tempo, nei fatti, la prevenzione e la cura sono negate da liste di attesa inaccettabili, servizi di emergenza ed urgenza in estrema difficoltà, carenza di materiali di consumo e presidi medico sanitari. Condizioni che minano il concetto di Sanità Pubblica, universale, gratuita, di prossimità per tutte e tutti. Il quadro sopra descritto, che definiamo inaccettabile in un paese civile,costringe gli utenti ( che ne hanno le facoltà economiche) a rivolgersi al privato nel migliore dei casi, mentre gli “ultimi e più fragili” rischiano di rinunciare alla prevenzione ed alla cura. In ultimo ad aggravare ulteriormente la situazione, in questi giorni numerosi cittadini e cittadine hanno ricevuto una convocazione dalla stessa ASL1 finalizzata a comunicare il grado di pericolosità dei dati trafugati a seguito dell’attacco informatico. Insomma un mero passaggio formale. Nessuna assunzione di responsabilità. Nessuna informazione di dettaglio, nessuna proposta di risoluzione delle problematiche. Cittadine e cittadini, Lavoratrici e Lavoratori di nuovo abbandonati a loro stessi”.
Sotto riportiamo tutte le sigle che hanno dato vita alla campagna “La sanità pubblica si difende”
Cgil L’Aquila, Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale, Sindacato Dei Medici Italiani, Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani, 180 Amici L’Aquila, Unasam, Cittadinanzattiva L’Aquila, Tribunale per i diritti del malato Abruzzo, Anpi, Arci, Auser, Udu, Associazione Donatella Tellini-Centro Antiviolenza e Biblioteca delle Donne, Associazione Donne TerreMutate, Comitato promotore “ Salviamo i Nuclei di Cure Primarie”
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