La CGIL della Provincia dell’Aquila aderisce alla mobilitazione indetta dal Coordinamento “Disarmare la pace Disertare la guerra” per il 2 giugno p.v., a Sulmona, alle ore 10.00, davanti al deposito militare di Monte San Cosimo (lato Sulmona, in località Ponte La Torre).
Il Coordinamento, con una lettera aperta diretta ai rappresentanti delle istituzioni, ha invitato a partecipare alla mobilitazione anche i sindaci della Valle Peligna, i consiglieri regionali e i parlamentari. L’obiettivo della mobilitazione è quello della smilitarizzazione della struttura e della restituzione dell’area alle comunità locali, affinché possa essere destinata a finalità civili e di pace. Sono quasi novant’anni che la struttura di Monte San Cosimo rappresenta “un pericolo” e “un inutile peso” per gli abitanti della Valle Peligna. Negli anni precedenti alla Seconda guerra mondiale, il regime fascista espropriò ai contadini un’area di centotrentatré ettari per trasformarla in industria bellica, il dinamitificio Montecatini-Nobel. Già dal dopoguerra, e negli anni successivi, furono organizzate numerose mobilitazioni, tra cui marce, petizioni popolari, sit-in e interrogazioni parlamentari, oltre alle delibere adottate, negli anni, da diciassette Comuni del comprensorio Peligno, per la riconversione civile dell’area, e una risoluzione votata dal consiglio regionale per chiedere la restituzione dell’area alla disponibilità delle comunità di Pratola, Prezza e Sulmona. La lotta per la smilitarizzazione va avanti, quindi, da oltre settant’anni. Tra i soggetti promotori delle mobilitazioni, fu proprio la Camera del Lavoro di Sulmona a proclamare uno sciopero generale di tutti i comuni della Valle Peligna nella giornata del 1° luglio del 1948 affinché l’ex dinamificio, situato in un’area già gravata da un altissimo tasso di disoccupazione, fosse riconvertito per scopi civili.
La CGIL della Provincia dell’Aquila aderisce, quindi, alla mobilitazione del 2 giugno p.v. per opporsi alla guerra e per costruire la pace. E ciò in quanto l’opposizione alla guerra e la costruzione della pace sono, da sempre, gli elementi fondativi e qualificanti del movimento delle lavoratrici e dei lavoratori. La guerra, infatti, rappresenta la negazione dei diritti, il sacrificio umano inaccettabile, l’ostacolo all’emancipazione delle classi lavoratrici, per impedirne il riscatto. Ciò che nega la guerra è la verità scritta nell’art. 11 della Costituzione, con il quale il nostro Paese ripudia la guerra come strumento di offesa e di risoluzione delle controversie. L’obiettivo delle madri e dei padri costituenti era ed è tuttora quello di cercare e costruire la pace negli anni e per sempre, per il bene della collettività e del futuro di tutti e di tutte.
La CGIL della Provincia dell’Aquila aderisce, pertanto, alla mobilitazione del 2 giugno p.v. invitando tutti e tutte a partecipare. Costruire e mantenere la pace, che rappresenta un valore fondamentale e universale e il presupposto essenziale per la tutela dei diritti umani, dello sviluppo sociale e del benessere delle persone in ogni parte del mondo, richiede, infatti, l’impegno costante di tutti e di tutte noi.
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