Il Governo ha escluso il Fucino e l’intera provincia dell’Aquila dagli aiuti concessi dalla dichiarazione dello Stato di Emergenza a seguito degli eventi metereologici di maggio e giugno scorsi.
Una vera e propria beffa visti gli ingenti danni procurati dalle piogge torrenziali di quel periodo.
“E’ da tempo che denunciamo l’esistenza e la gravità di una vera e propria ‘questione Marsica’, determinata più che dalla cronaca, dalla scientifica disattenzione della filiera di Fratelli d’Italia, dal governo nazionale a quello regionale, nei riguardi di questa centralissima, a cominciare dal punto di vista economico, area abruzzese. Ma credo che le notizie di queste ore vadano persino al di là del comune senso del pudore” ha dichiarato a riguardo Michele Fina, senatore del Partito Democratico.
Fina sottolinea che “scegliere di non dare nemmeno un euro, nell’ambito di una procedura istruita dalla Regione che approda a Palazzo Chigi, per ristorare anche solo in minima parte i gravi danni subiti da un territorio come quello del Fucino che, riferendosi solo all’agricoltura, è strategico per l’economia non solo dell’Abruzzo ma di tutto il Paese, è più che sintomo, è prova e conferma di un accanimento”.
“Il Decreto degli interventi deliberati dall’ultimo Consiglio dei Ministri per le prime misure urgenti per fronteggiare i danni delle piogge torrenziali è incompleto: mancano i territori della Marsica e del Fucino con i danni subiti nel comparto agricolo e più in generale l’intera provincia dell’Aquila”, gli fanno eco il Consigliere regionale del Pd, Pierpaolo Pietrucci, e il segretario del Pd della sezione di Celano Ermanno Natalini.
“Nello specifico di Celano – aggiungono i due – ricordiamo la violenta grandinata e il nubifragio del 2 giugno scorso, con ingenti danni, frane, strade allagate e addirittura l’evacuazione di 15 persone da due palazzine gravemente danneggiate. In quella occasione l’intera città è finita sott’acqua con pesanti danni economici e patrimoniali per cittadini e imprese”.
“Ma oltre l’emergenza – continuano Pietrucci e Natalini – resta irrisolto il rimborso alle imprese e ai lavoratori: le promesse e i sopralluoghi per accertare i danni nei territori non hanno portato a nulla e bisogna trovare una strada concreta per aiutare chi sta ancora contando i danni. Serve per questo, come chiedemmo già il 4 giugno scorso, una dichiarazione di Stato di Calamità. Per quanto riguarda l’agricoltura del Fucino e dell’area dei Piani Palentini i danni stimati dalla stessa Regione calcolano una perdita netta del 60% per il settore cerealicolo, 60% per le patate, 50% per le carote, 40% per frumento e orzo, 80% per la vasta gamma degli ortaggi (insalata, radicchio, finocchi, sedano, spinaci, cavoli, pomodori) con una perdita del potenziale produttivo compresa tra il 30 e il 70%. Servono dunque rimborsi e tutele per tutta la filiera e che comprenda anche i lavoratori, che hanno subìto una riduzione delle giornate lavorative, con conseguenze economiche pesanti”.
“Centinaia di lavoratori per lo più magrebini – concludono i due – hanno visto ridursi drasticamente le giornate lavorative nei campi e il salario con gravi danni previdenziali e una riduzione dell’indennità di disoccupazione che richiederanno per l’anno in corso: una emergenza occupazionale e salariale che va affrontata con il sostegno al reddito e alla previdenza attraverso la disoccupazione agricola che lo Stato di Calamità può assicurare”.
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