Un’altra estate sta volgendo al termine e le criticità storiche del Gran Sasso restano irrisolte. È un bilancio amaro quello tracciato dal consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, che torna a puntare il dito contro le mancanze dell’amministrazione regionale nella gestione e valorizzazione del principale massiccio appenninico.
Al centro della polemica ci sono infrastrutture turistiche cruciali: dalla perdurante chiusura della via ferrata del Centenario ai ritardi strutturali sul versante teramano, che continuano a penalizzare escursionisti, guide e operatori economici del territorio.
“Ieri, sul Gran Sasso, abbiamo raccolto ancora una volta le lamentele e il rammarico di tanti escursionisti e turisti che hanno dovuto constatare la persistente interdizione della via ferrata del Centenario”, denuncia Pietrucci.
Secondo il consigliere, per rimuovere le cause del blocco basterebbero risorse modeste, nell’ordine di qualche migliaio di euro. Il vero nodo, tuttavia, riguarda il completamento del sistema ferrato dell’intero massiccio: un progetto avviato durante la decima legislatura regionale dal centrosinistra con un investimento di circa 2,5 milioni di euro, per il quale mancherebbero oggi appena 200 mila euro.
“Quelle risorse possono essere trovate nelle pieghe del bilancio regionale – incalza Pietrucci – tanto più alla luce delle numerose variazioni e dei provvedimenti ‘omnibus’ che la maggioranza si appresta ad approvare. Se c’è la volontà politica, i fondi si trovano”. Parallelamente, resta al palo la realizzazione del nuovo Bivacco Andrea Bafile, storicamente un punto di ricovero indispensabile per garantire un accesso sicuro al Corno Grande.
L’affondo non risparmia il versante teramano. Pietrucci definisce “vergognosa” la situazione registrata a Prati di Tivo per la gestione dell’ovovia, la cui riapertura è avvenuta solo a ridosso del Ferragosto, il 14 agosto. Un ritardo che consentirà l’esercizio per “pochissime settimane”, infliggendo un duro colpo agli operatori turistici locali e impedendo per gran parte dell’estate la salita in quota a famiglie e appassionati.
Il j’accuse politico si chiude con una richiesta di cambio di passo indirizzata alla Giunta regionale di centrodestra. “Il problema non è la mancanza di idee, ma che dalla destra continuano ad arrivare proclami e promesse, mentre sul terreno delle opere non cambia nulla. Anche quest’anno aspettiamo il prossimo anno”, commenta amaramente il consigliere.
La via d’uscita indicata è quella della sinergia istituzionale: un coordinamento reale tra Regione, Ente Parco, Comuni, CAI, associazioni e operatori turistici. “Risorse, programmazione e coordinamento: è questa l’unica vera strategia da mettere in campo per il nostro Gran Sasso”, conclude Pietrucci.
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