La riorganizzazione del 118 e la questione dell’elisoccorso riaccendono il dibattito sulla rete dell’emergenza sanitaria nelle aree interne dell’Abruzzo. A intervenire è il consigliere regionale del Partito Democratico Pierpaolo Pietrucci, che chiede alla Regione di fare chiarezza sull’effettiva capacità di intervento nei territori montani e più lontani dagli ospedali.
«La vicenda dell’elisoccorso che stiamo denunciando in questi giorni diventa ancora più preoccupante se la mettiamo in relazione con quello che sta accadendo alla rete territoriale del 118», sostiene Pietrucci. Secondo il consigliere, nelle aree interne non sarebbe possibile indebolire contemporaneamente il soccorso su strada e quello in elicottero, considerando che proprio la distanza dagli ospedali può rendere decisivi i tempi di intervento.
Le postazioni medicalizzate
Nel nuovo assetto dell’emergenza territoriale 118 approvato dalla Giunta regionale, la Regione rivendica il passaggio da 76 a 111 postazioni complessive.
Pietrucci, tuttavia, invita a guardare alla composizione della rete e non soltanto al numero complessivo delle postazioni. Richiamando anche quanto evidenziato nell’interpellanza del consigliere Francesco Taglieri, sottolinea che le postazioni nelle quali operava, per tutta o parte della giornata, un’ambulanza con medico a bordo passerebbero da 39 a 15.
La riduzione indicata dal consigliere riguarda tutte le province: nell’Aquilano da 14 a 9 postazioni, a Chieti da 11 a 4, a Pescara da 8 a 2 e a Teramo da 6 a nessuna.
Pietrucci precisa che la questione, a suo avviso, non riguarda la professionalità degli infermieri, che definisce fondamentale per il sistema dell’emergenza. Il nodo sarebbe invece rappresentato dai tempi necessari all’arrivo del medico attraverso l’automedica quando quest’ultimo non è presente sull’ambulanza.
Secondo le linee di indirizzo richiamate dal consigliere, il tempo medio regionale di arrivo dell’automedica sarebbe di circa 33 minuti. Pietrucci sottolinea però che si tratta di una media e che nelle zone montane, caratterizzate da maggiori distanze e difficoltà di collegamento, i tempi potrebbero assumere un peso ancora maggiore.
«Non basta quindi contare le postazioni: bisogna misurare equipaggi, capacità operative e soprattutto tempi reali di intervento», afferma.
Il caso dell’Aquilano
Il tema, secondo Pietrucci, sarebbe particolarmente rilevante nell’area aquilana. Il consigliere cita Barisciano e i territori della Baronia, San Pio delle Camere, Castelnuovo, Carapelle Calvisio, Castelvecchio Calvisio, Santo Stefano di Sessanio, Calascio e Poggio Picenze.
Per Barisciano, afferma Pietrucci, il servizio di ambulanza non risulterebbe attualmente operativo e sarebbe necessario espletare il bando. A Bazzano, invece, la postazione sarebbe H12, lasciando quindi aperta, secondo il consigliere, la questione della copertura durante le ore notturne.
Pietrucci richiama inoltre la situazione di Campotosto e, più in generale, delle comunità montane nelle quali distanza dagli ospedali, viabilità e condizioni meteorologiche possono rendere più complesso il soccorso.
Per questo, secondo il consigliere, eventuali riduzioni o rimodulazioni della presenza medica dovrebbero essere valutate sulla base dei tempi effettivi di intervento e non soltanto attraverso il numero delle postazioni previste.
118 ed elisoccorso, due aspetti della stessa rete
È proprio in questo contesto che Pietrucci collega la riorganizzazione del 118 alla questione dell’elisoccorso.
Secondo il consigliere, una riduzione delle postazioni con ambulanza medicalizzata avrebbe potuto essere accompagnata da un potenziamento dell’elisoccorso, in particolare attraverso l’estensione del servizio al volo notturno, richiesta che afferma di sostenere da anni.
«Fondamentale in una regione montuosa come l’Abruzzo», il servizio notturno sarebbe, secondo Pietrucci, ancora più rilevante nei territori nei quali si riduce la presenza medica sui mezzi di terra.
Il consigliere contesta quindi quella che considera una contemporanea criticità su più elementi della rete dell’emergenza, sostenendo che non sia sufficiente rispondere alle preoccupazioni con rassicurazioni.
«È una responsabilità politica»
Pietrucci attribuisce infine alla Regione la responsabilità delle scelte organizzative e di programmazione della rete sanitaria.
«È la Regione che programma, finanzia e decide l’organizzazione della rete sanitaria», sostiene il consigliere, collegando la questione anche all’aumento dell’addizionale regionale IRPEF e alla richiesta ai cittadini di sostenere un maggiore carico fiscale.
«Non è possibile che chi paga di più ha meno servizi sanitari», afferma.
Il consigliere annuncia quindi che porterà insieme la questione del 118 e dell’elisoccorso nelle sedi istituzionali, chiedendo di conoscere, territorio per territorio, quali mezzi, professionalità e tempi effettivi di soccorso vengano garantiti.
L’obiettivo dichiarato è verificare la capacità della rete di emergenza di rispondere alle esigenze delle aree interne, dove secondo Pietrucci la sicurezza sanitaria non può diventare «il terreno sul quale fare economia».
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