Ai Weiwei firma L’Aquila 2026: l’abbraccio dell’Emiciclo alla scultura-simbolo

Ai Weiwei firma L’Aquila 2026: l’abbraccio dell’Emiciclo alla scultura-simbolo
18 Set 2026

Di Nunzia Masci

L’Aquila arricchisce il suo patrimonio artistico e il proprio percorso da Capitale Italiana della Cultura 2026 accogliendo un’opera di respiro internazionale. È stata inaugurata oggi pomeriggio a Palazzo dell’Emiciclo “Figure and wheelbarrow for L’Aquila”, la scultura site-specific che Ai Weiwei ha ideato e realizzato appositamente per la città. Come ha spiegato la giornalista Angela Ciano, moderatrice della serata, l’artista non era presente all’inaugurazione per un momento di riconoscimento alla sua carriera molto importante a Bruxelles, ma ha voluto comunque portare la sua testimonianza attraverso un videomessaggio alla città in cui Ai Weiwei ha narrato il legame nato con il capoluogo abruzzese: «Venni in città con la mia galleria. Visitammo il luogo e ne ripercorremmo la storia, osservando come le persone erano sopravvissute al terremoto e avevano ricostruito la città. Ho trovato questo impegno straordinario e impressionante. Così decisi di realizzare una scultura che rappresentasse questo impegno». Il progetto, curato da Giacinto Di Pietrantonio, nasce proprio da quell’incontro e dalla profonda suggestione lasciata dai cantieri della ricostruzione post-sisma.

Alta quasi tre metri e lunga tre metri e quaranta in acciaio, la scultura rappresenta lo stesso artista mentre conduce una carriola da cantiere. Questo oggetto quotidiano racchiude una forte valenza simbolica e personale: da un lato richiama la fatica e l’impegno della ricostruzione aquilana e l’esperienza vissuta dall’autore in seguito al terremoto del Sichuan del 2008, dall’altro evoca i ricordi d’infanzia legati al padre Ai Qing, autore del componimento poetico intitolato proprio Carriola. L’iniziativa è promossa e sostenuta da Fondazione Carispaq, Fondazione Terzo Pilastro Internazionale, Consiglio Regionale d’Abruzzo, Comune dell’Aquila, Comitato di coordinamento L’Aquila Capitale della Cultura 2026 e ANCE L’Aquila, con il supporto di Galleria Continua e Associazione MU6.

L’installazione si inserisce profondamente nella visione che anima la città in questo anno straordinario. Fabrizio Marinelli, Presidente della Fondazione Carispaq, ha espresso grande orgoglio per aver promosso e sostenuto il progetto, sottolineando come la presenza di Ai Weiwei rappresenti la prosecuzione ideale del percorso avviato con la grande retrospettiva Aftershock al MAXXI L’Aquila. Marinelli ha evidenziato che la carriola osservata dall’artista nei cantieri diventa «il simbolo della fatica, della trasformazione e della rinascita di L’Aquila», confermando l’impegno della Fondazione nel promuovere la cultura come strumento di crescita e di apertura internazionale.

Sulla stessa linea il Sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, il quale ha rimarcato che il valore di L’Aquila Capitale della Cultura 2026 si misura in ciò che saprà lasciare in eredità alla città. Biondi ha sottolineato come la ricerca di Ai Weiwei dialoghi in modo autentico con la storia recente aquilana, trasformando il dolore in memoria e responsabilità e lanciando un messaggio fondamentale soprattutto per le giovani generazioni, affinché comprendano che «dalle ferite può nascere una nuova consapevolezza».

Un contributo determinante al dibattito sulla collocazione definitiva dell’opera è arrivato dall’Assessore alla Cultura della Regione Abruzzo, Roberto Santangelo, il quale, nel sottolineare il fondamentale contributo del consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci al raggiungimento di tale obiettivo, ha lanciato la proposta rivolta alla Fondazione Carispaq di immaginare la sede fissa dell’opera proprio dinanzi alla sede del consiglio regionale, laddove è stata ufficialmente svelata alla cittadinanza. Commentando l’installazione, Santangelo ha dichiarato: «C’è un fil rouge che lega l’opera di Ai Weiwei all’Aquila e che trova nel dialogo tra arte contemporanea e identità la perfetta espressione dell’esperienza della ricostruzione e della resilienza». Inoltre, rivolgendosi direttamente alla Fondazione Carispaq riguardo alla collocazione, ha affermato: «In questo abbraccio naturale dell’Emiciclo alla città l’opera si colloca bene. A voi la decisione finale per la scelta della collocazione, ma per noi è importate che oggi sia al centro. Avere qui l’opera di uno dei cinque artisti più importanti al mondo è un vanto noi e per tutta l’Italia. Bisogna continuare ad investire nell’arte».

Anche il mondo produttivo e associativo ha voluto far sentire la propria voce attraverso Pierluigi Frezza per ANCE L’Aquila, il quale ha evidenziato la vicinanza delle imprese associate alla comunità, sostenendo con convinzione un progetto che arricchisce la vitalità sociale della città e testimonia un impegno concreto non solo nella ricostruzione materiale ma anche nella rigenerazione culturale. In apertura di questo percorso, Fiorella Luciani, Presidente del Coordinamento L’Aquila Capitale della Cultura 2026, ha sottolineato l’alto valore simbolico dell’iniziativa, definendola il momento di avvio delle attività a valenza pubblica programmate per l’anno della Capitale e ribadendo come l’opera inviti a riflettere sulla resilienza e sulla trasformazione urbana, «facendo spazio a quella bellezza e a quel pensiero critico capaci di resistere all’indifferenza e di parlare all’uomo di ogni tempo».


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