Vignali: «La crisi della Chieti Calcio riflette il declino della città»

Vignali: «La crisi della Chieti Calcio riflette il declino della città»
18 Nov 2025

Sulla situazione della Chieti Calcio, il primo elemento da evidenziare riguarda le responsabilità della politica. Secondo l’analisi di Cristiano Vignali, alias Censorino Teatino, l’inchiesta giornalistica avviata sulla Vip Finance e sulla società neroverde ha innescato le successive verifiche della Guardia di Finanza, generando le difficoltà economiche che oggi il club sta affrontando.

Vignali sottolinea anche un problema generale del calcio italiano: la perdita di valori come passione, attaccamento alla maglia e professionalità. A suo giudizio, molti giocatori antepongono il guadagno alla prestazione sportiva, in contrasto con gli esempi del passato e con l’etica di altri sport dove impegno e lealtà restano centrali.

Un errore strategico, afferma, sarebbe stato anche la nascita del Gruppo Teti in Consiglio comunale: se la dirigenza avesse voluto un proprio riferimento civico, avrebbe dovuto attendere le prossime elezioni. Tuttavia, il problema affonderebbe radici ben più profonde: a Chieti, sostiene Vignali, spesso non si tutela il patrimonio sportivo e sociale della città, ma si preferisce ostacolare ciò che potrebbe rappresentare un valore collettivo, per interessi individuali o per una lunga tradizione di divisioni interne.

Questa “tendenza all’autolesionismo”, unita a una classe dirigente concentrata sui propri obiettivi, avrebbe contribuito al progressivo declino della città, non solo sportivo ma complessivo.

Vignali evidenzia che nessuno avrebbe potuto prevedere la crisi della Vip Finance, ma ora che la situazione è esplosa, la politica — se realmente interessata al futuro della Chieti Calcio e dello sport teatino, in difficoltà in molti settori — dovrebbe convocare un tavolo di imprenditori locali per tentare di salvare il club e garantirgli la permanenza in Serie D, un palcoscenico nazionale che Chieti non può permettersi di perdere.

Servono interventi immediati, conclude, entro la fine dell’anno. In caso contrario, la città rischia di passare definitivamente dall’essere “Città dello Sport” a un simbolo di declino morale e materiale.


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