di Alessandro Tettamanti
L’Aquila batte 3-0 la Pietralunghese e si prende la vetta solitaria del Girone F. E’ la prima volta che accade in Serie D dalla risalita dalla Seconda Categoria.
Certo, è appena alla sesta giornata e il campionato è ancora lunghissimo. Ma qualcosa vorrà pur dire. Ad esempio i numeri di questo avvio sono significativi: quattro vittorie, due pareggi, nessuna sconfitta, 12 gol realizzati e appena 2 subiti. Con L’Aquila unica squadra del girone ancora imbattuta e con la migliore differenza reti, +10.
Soprattutto, la squadra di Andreucci ci arriva dopo un calendario tutt’altro che banale. Ha già incontrato Ancona, Atletico Ascoli e Teramo e proprio contro quest’ultimo, una settimana fa, aveva probabilmente offerto la prestazione più convincente della stagione. L’unica partita a tratti sbagliata resta quella di Ancona, dove i rossoblù erano comunque riusciti a recuperare due volte e strappare un pareggio pesantissimo.
A Pietralunga serviva però un’altra prova: quella della maturità. Dopo l’adrenalina del derby bisognava evitare di prendere sottogamba un avversario ultimo in classifica. L’Aquila ha fatto semplicemente quello che doveva fare, mostrando fin dall’inizio una differenza di valori piuttosto evidente e chiudendo sostanzialmente la partita già nel primo tempo.
Andreucci conferma quasi interamente l’undici che aveva battuto il Teramo, cambiando soltanto un elemento al centro della difesa, con Magnani al posto di Brunetti.
E davanti continua a crescere l’intesa. Curatolo, Sparacello, Gasperoni e Campagna sembrano cominciare a trovarsi sempre meglio. Certo, oggi gli spazi concessi dalla Pietralunghese hanno reso tutto più semplice, ma qualche segnale era arrivato già in precedenza.
Il vantaggio ne è un esempio. Campagna salta il diretto avversario, entra in area e serve Curatolo, che controlla e mette il pallone nell’angolino. È il quarto centro in campionato per l’attaccante classe 2004.
Quattro come quelli di Claudio Sparacello, ancora decisivo dopo la doppietta nel derby. Stavolta il numero nove firma il raddoppio direttamente su calcio di punizione. Curatolo e Sparacello sono così, dopo sei giornate, i due bomber rossoblù.
A completare il pomeriggio arriva poi il gol di Alessandro Brunetti. Il capitano delle ultime stagioni – fascia che quest’anno appartiene a Gori – rimane uno dei riferimenti di questa squadra e della piazza. Oggi era partito dalla panchina, anche per l’ottimo rendimento complessivo di un reparto che ha subito appena due reti, ma una volta entrato ha ricordato di possedere anche quel vizietto del gol già mostrato nelle stagioni precedenti.
Unica nota negativa di giornata l’infortunio, al rientro, di Zini, che su uno sprint si ferma e si tocca il flessore.
LA CRONACA
L’Aquila parte subito con il piede sull’acceleratore. Al 2’ Gasperoni va alla conclusione e Pitari devia, mentre poco dopo Sparacello cerca il pallone di testa e reclama anche un calcio di rigore per un contatto in area.
Il gol arriva al 14’ ed è una bella azione rossoblù. Campagna punta e salta il diretto avversario, entra in area e trova Curatolo, che controlla e questa volta non si fa pregare: conclusione precisa nell’angolino basso e 0-1.
Passa appena un minuto e L’Aquila potrebbe colpire ancora: corner e colpo di testa di Sparacello, che non inquadra la porta.
Dopo il vantaggio i rossoblù abbassano leggermente il ritmo e concedono qualcosa alla Pietralunghese. Al 19’ Esposito trova spazio in area ma calcia alto. Al 31’ Piccioli cerca il diagonale e trova la risposta di Inturri. Cinque minuti dopo è Boriosi, in mischia, a riuscire a girarsi: il pallone termina sull’esterno della rete.
L’Aquila gestisce forse con un pizzico di rilassatezza di troppo, ma quando torna ad accelerare dà sempre la sensazione di poter far male. Al 37’ Curatolo serve Sparacello, che si gira al limite dell’area e cerca l’incrocio: pallone fuori di un soffio.
Due minuti più tardi Saia parte in ripartenza e viene fermato da Naticchi. L’arbitro estrae il giallo, mentre i rossoblù protestano chiedendo l’espulsione per ultimo uomo.
Della punizione si incarica Sparacello, che al 40’ trova direttamente il raddoppio. È il quarto gol in campionato anche per lui e L’Aquila va negli spogliatoi avanti 2-0.
RIPRESA DI GESTIONE, POI IL SIGILLO DI BRUNETTI
Il secondo tempo è decisamente meno spettacolare. Quasi soporifero, ma per L’Aquila può essere considerato un merito: la squadra di Andreucci controlla il doppio vantaggio senza permettere alla Pietralunghese di rientrare realmente nella partita.
Al 64’ Andreucci inserisce Zini per Gasperoni, mentre due minuti più tardi De Santis rileva Curatolo. Nel giro di pochi minuti arrivano anche le ammonizioni di Magnani e Binotto.
Al 70’ è ancora Sparacello ad andare vicino al gol: si gira da sinistra e cerca il diagonale, con il pallone che sfila a fil di palo.
Un minuto dopo Vascotto prende il posto di Binotto, mentre al 73’ la Pietralunghese resta in dieci: Rossi, entrato da appena pochi secondi, viene espulso.
Andreucci ne approfitta per ridisegnare ulteriormente la squadra. Al 74’ Brunetti entra al posto di Campagna e L’Aquila passa a una linea a tre in fase di possesso che diventa a cinque quando c’è da difendere, mettendo definitivamente in sicurezza una partita già saldamente nelle proprie mani.
La nota negativa arriva all’84’. Zini, appena rientrato dopo aver saltato il derby con il Teramo, si ferma dopo uno sprint in ripartenza ed è costretto nuovamente a lasciare il campo. Al suo posto entra Lisi. Le condizioni dell’esterno rossoblù saranno da valutare.
All’88’ arriva infine il tris. Calcio di punizione, sponda aerea di Magnani e Brunetti trova il pallone del 3-0, mettendo la firma personale su una vittoria ormai acquisita.
Finisce così. Pietralunghese 0, L’Aquila 3. Curatolo, Sparacello e Brunetti spediscono i rossoblù a quota 14 punti, davanti a Teramo, Vigor Senigallia e Foligno ferme a 13.
È presto per attribuire significati definitivi alla classifica. Molto presto. Ma dopo sei giornate L’Aquila è prima, imbattuta, con quattro vittorie e due pareggi e appena due reti subite. E soprattutto ha già affrontato diversi degli avversari indicati alla vigilia tra quelli destinati a stare nella parte alta.
Per una squadra quasi completamente ricostruita in estate, è difficile immaginare una partenza migliore.
Adesso il calendario propone prima il Teramo in Coppa Italia, quindi domenica prossima il ritorno al Gran Sasso contro la Santegidiese.
Andreucci si gode L’Aquila: «Contento di aver riportato entusiasmo. Ma la classifica è prematura»
«Sono contento soprattutto di aver riportato entusiasmo». Roberto Andreucci si prende questo, più ancora del primo posto in classifica, dopo il 3-0 con cui L’Aquila ha superato la Pietralunghese portandosi da sola in vetta al Girone F.
Sei giornate, quattro vittorie, due pareggi e nessuna sconfitta per i rossoblù. Numeri che raccontano una partenza importante, ma sui quali l’allenatore aquilano continua a predicare equilibrio.
Prima, però, c’è la soddisfazione per una partita che poteva nascondere più difficoltà di quanto suggerissero classifica e risultato finale.
«Non era una partita trappola, sono partite sempre difficili – spiega Andreucci –. Credo che la Pietralunghese abbia approcciato la gara nella maniera giusta: ci ha aggredito e ha provato a farci male. Noi siamo stati bravi a passare subito in vantaggio e da lì la partita è venuta un po’ dalla nostra parte, permettendoci di gestirla meglio».
Il tecnico aveva chiesto soprattutto di non sbagliare atteggiamento dopo l’entusiasmo della vittoria nel derby contro il Teramo.
«Ai ragazzi avevo detto di giocare con grande umiltà. La Pietralunghese domenica aveva pareggiato a Notaresco offrendo una prova di grande compattezza. Avevo chiesto umiltà, determinazione e voglia di andare sopra l’avversario. Così è stato. Devo dire bravi ai ragazzi, perché su questi campi è sempre difficile venire e fare la prestazione che vuoi».
L’Aquila l’ha fatto, trovando il vantaggio con Curatolo, il raddoppio di Sparacello direttamente su punizione e, nel finale, il tris di Brunetti. Un successo che, con i risultati delle altre, consegna ai rossoblù il primo posto solitario.
Andreucci, però, mette subito un freno a qualsiasi ragionamento sulle gerarchie del campionato.
«Per quanto riguarda la classifica abbiamo giocato sei partite e credo sia prematuro fare ragionamenti. Bisogna aspettarne almeno dieci o dodici per capire quali saranno le squadre che veramente lotteranno per qualcosa di importante. Questo vale per l’alta classifica, ma anche per la bassa».
C’è invece un risultato del quale il tecnico non nasconde la soddisfazione: aver ricreato entusiasmo intorno alla squadra dopo la delusione della passata stagione.
«Sono contento soprattutto di aver riportato entusiasmo», sottolinea Andreucci.
E se sul piano tecnico e tattico l’allenatore vede ancora parecchio lavoro da fare, c’è un aspetto di questa nuova L’Aquila che lo aveva convinto già durante il ritiro: la qualità umana del gruppo.
«Se mi aspettavo di essere a questo punto? Dico di sì, non per quanto riguarda l’aspetto tecnico e tattico, perché lì secondo me dobbiamo ancora fare dei passi in avanti. Ma vedendo il valore umano dei ragazzi durante il ritiro, osservandoli fin dalle prime partite, ho avuto la sensazione che fossimo una squadra che stava bene insieme».
Poi una frase che sintetizza forse meglio di tutte il pensiero dell’allenatore: «Nel calcio bisogna volersi bene».
«Questa è una squadra che almeno da quel punto di vista ci garantisce un atteggiamento sempre positivo. Sappiamo che nel calcio tutto cambia in un attimo, per cui per mantenere questa cosa bisogna allenarsi bene, lavorare bene e avere grande rispetto per il lavoro, per l’ambiente che abbiamo e soprattutto fra di noi mantenere sempre un grande equilibrio».
È proprio “equilibrio”, dunque, la parola con cui Andreucci prova a tenere L’Aquila con i piedi per terra. La classifica dopo sei giornate dice primo posto, ma il tecnico guarda soprattutto a ciò che ancora manca.
L’entusiasmo, invece, quello sì: è già tornato.
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