Vertenza Tecnocall, sindacati: un déjàvu lungo tre anni

Vertenza Tecnocall, sindacati: un déjàvu lungo tre anni
11 Ago 2026

L’AQUILA – La vertenza Tecnocall torna al centro dell’attenzione. La cancellazione dell’emendamento fortemente sostenuto dalle organizzazioni sindacali riporta, secondo SLC CGIL e UILFPC, la situazione al punto di partenza, riaprendo una crisi occupazionale che negli anni scorsi era stata solo rinviata.

Le organizzazioni sindacali sottolineano però un aspetto fondamentale: i 59 lavoratori di Tecnocall non sono attualmente a rischio a causa dell’intelligenza artificiale, bensì per la conclusione della commessa che negli ultimi tre anni ha garantito continuità lavorativa e stabilità occupazionale.

In questo periodo, la commessa Hera Comm relativa al Servizio a Tutele Graduali ha rappresentato un elemento fondamentale per la tenuta dell’occupazione, consentendo di mantenere il perimetro lavorativo e offrendo un periodo di relativa stabilità a decine di lavoratrici e lavoratori e alle loro famiglie.

Ora, con la prospettiva della fine della commessa, quella stabilità rischia di venire meno e una vertenza mai definitivamente risolta torna ad assumere contorni preoccupanti.

La vicenda si inserisce, inoltre, in un momento particolarmente delicato per l’intero comparto dei call center e del settore CRM-BPO, alle prese con una fase di profonda trasformazione. Intelligenza artificiale e automazione stanno modificando processi e organizzazione del lavoro, ma i sindacati denunciano l’assenza di una strategia istituzionale complessiva capace di governare questa transizione.

A ciò si aggiunge, secondo SLC CGIL e UILFPC, la mancata apertura di un confronto nazionale sul futuro del settore. Le segreterie nazionali di categoria hanno più volte sollecitato la convocazione di tavoli istituzionali, senza tuttavia ottenere, denunciano i sindacati, risposte concrete.

Di fronte all’incertezza che riguarda il futuro dei lavoratori Tecnocall, SLC CGIL e UILFPC rivolgono un appello alla committenza Hera Comm, chiedendo un’assunzione di responsabilità nei confronti degli addetti che continuano a garantire il servizio clienti.

L’obiettivo indicato dalle organizzazioni sindacali è chiaro: tutelare integralmente il perimetro occupazionale e garantire la continuità lavorativa dei 59 dipendenti coinvolti.

Un appello viene rivolto anche alla politica e alle istituzioni, alle quali viene chiesto di intervenire immediatamente sulla vertenza e di aprire un confronto strutturato sul futuro dell’occupazione nel settore.

Per i sindacati, la questione non può essere ulteriormente rinviata. La tutela occupazionale nei contact center, così come la gestione delle trasformazioni tecnologiche che interessano il comparto, richiede una strategia e interventi concreti.

“Come organizzazioni sindacali – sottolineano SLC CGIL e UILFPC – metteremo in campo ogni azione necessaria per difendere i posti di lavoro e la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori Tecnocall”.


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