Val Chiarino, l’ADUC di Arischia difende lo Stazzo del Castrato: “Non è stato distrutto, basta notizie false”

Val Chiarino, l’ADUC di Arischia difende lo Stazzo del Castrato: “Non è stato distrutto, basta notizie false”
25 Giu 2026

L’ADUC di Arischia interviene per fare chiarezza sulle condizioni dello Stazzo del Castrato, situato in Val Chiarino, dopo le notizie circolate nei mesi scorsi in seguito alle eccezionali valanghe che hanno interessato l’area. In una nota ufficiale, l’associazione denuncia quella che definisce una campagna di informazioni inesatte e tendenziose, rivendicando la solidità della struttura e il lavoro svolto da tecnici e progettisti.

Secondo quanto riportato dall’ADUC, lo stazzo è stato più volte indicato come “morto e sepolto”, “distrutto” o addirittura “spazzato via per sempre”, quando in realtà tali affermazioni sarebbero state diffuse prima ancora che fosse possibile verificare gli effettivi danni causati dalle valanghe. L’associazione sottolinea di aver atteso lo scioglimento della neve prima di effettuare un sopralluogo, riscontrando che la struttura è rimasta in piedi e ha riportato soltanto alcuni danni di lieve entità, facilmente riparabili.

Le nevicate dello scorso aprile vengono descritte come eccezionali, tali da provocare numerose valanghe lungo tutta la Val Chiarino, in un evento definito di portata storica per la quantità di neve accumulata. Proprio in quel contesto, spiegano dall’ADUC, il rifugio avrebbe dimostrato la validità delle scelte progettuali e costruttive adottate.

Nel comunicato viene inoltre precisato che lo Stazzo del Castrato è un ricovero destinato ai pastori durante il periodo del pascolo, generalmente da giugno a ottobre. Durante l’inverno, quindi, la struttura non è utilizzata e non ospita persone, circostanza che avrebbe evitato conseguenze per eventuali frequentatori durante le valanghe.

L’associazione respinge anche le critiche ricevute sulla collocazione dello stazzo, ricordando che la ricostruzione è stata realizzata sulla base di studi, autorizzazioni e valutazioni tecniche. Per questo rivolge un ringraziamento a quanti hanno progettato, costruito e autorizzato l’opera, ritenendola una struttura seria, solida e adeguatamente posizionata, capace di resistere alla forza delle slavine.

Il presidente dell’ADUC di Arischia, Elia Serpetti, conclude infine con un appello al rispetto nei confronti di chi vive e lavora quotidianamente la montagna, dagli allevatori ai professionisti coinvolti nella progettazione dello stazzo, chiedendo di evitare polemiche e ricostruzioni prive di fondamento.


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