Rendiconto 2025, Verini e Padovani: un’occasione persa per il futuro della città

Rendiconto 2025, Verini e Padovani: un’occasione persa per il futuro della città
02 Mag 2026

L’approvazione del Rendiconto 2025 del Comune dell’Aquila ha seguito un copione ormai noto: il Consiglio comunale, che dovrebbe definire le priorità della città, viene ridotto a un ruolo marginale, con spazi di confronto sempre più limitati da una gestione accentrata del potere.

A scriverlo in una nota sono i consiglieri comunali Enrico Verini e Gianni Padovani.

Dai numeri emerge un dato chiaro: l’Amministrazione non è riuscita né a gestire efficacemente l’ordinario né, soprattutto, a realizzare gli investimenti strategici. Eppure si trattava di un’occasione storica per costruire il futuro della città, grazie ai fondi PNRR/PNC. Parliamo di circa 250 milioni di euro destinati a opere fondamentali — infrastrutture, scuole, energia — capaci di generare sviluppo e migliorare la qualità della vita.

Il Rendiconto certifica una responsabilità grave: a fronte di risorse straordinarie, gran parte irripetibili, l’occasione è stata in larga misura sprecata. Le somme effettivamente impiegate sono limitate e spesso indirizzate verso interventi di scarso impatto duraturo, mentre iniziative di breve respiro non lasceranno benefici nel tempo.

Il dato più preoccupante riguarda lo stato di avanzamento della spesa: dopo cinque anni, è stato utilizzato solo il 27% delle risorse disponibili. Considerando che i progetti devono essere completati e rendicontati entro quest’anno, i ritardi — soprattutto su opere strutturali — appaiono difficilmente recuperabili.

Tre esempi rendono evidente la situazione:

1) Centro nazionale di formazione del Servizio civile universale (SCU)

Un progetto dotato dal Governo centrale (Conte/Draghi) di ben €69mln per fare dell’Aquila la capitale del Servizio civile universale: un centro di formazione nazionale, il Villaggio della Gioventù, strutture per il Terzo Settore, ecc, un progetto immenso come ricadute per tutti. Ma niente da fare. Sono stato spesi soltanto €5mln ed il Rendiconto 2025 dimostra, a pochi mesi dalla conclusione, che sono spariti quasi 55 milioni di euro (ovvero il 90%), certamente distratti per altri scopi (i documenti del Comune sono volutamente complessi, arzigogolati, fatti apposta per non essere compresi, e questo sarebbe un altro capitolo che coinvolge anche gli organi di controllo e che qui per brevità non possiamo affrontare).   

 

2) Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)                                    

Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), diventate una farsa. Un progetto finanziato dal Governo per €20mln che l’Amministrazione ha ridotto a miseri €8,3mln, con nessuna CER risulta attiva a pochi mesi dalla rendicontazione.  Con atto grave ed unilaterale, la giunta ha spostato €12mln dalle CER su altre cose. Ma sarebbero stati più utili per gli aquilani la “spianata bianca” della Piazza e la “pensolona” oppure ridurre i costi delle bollette per famiglie ed imprese?  Rispondete VOI!

 

 3) Scuola di Alta Formazione per la Pubblica Amministrazione

La Scuola di Alta Formazione per la Pubblica Amministrazione, finanziata dal Governo Draghi con l’esorbitante somma di €20mln, dopo cinque anni non ha sede né struttura né personale. La Scuola di fatto non esiste, e pertanto nello stile di questa Amministrazione che sostituisce la comunicazione alla sostanza, si fa finta che esista con una inaugurazione farlocca il 12 maggio, realizzando un brevissimo corso nell’imbuto congestionato in quel di San Basilio, nella zona più tragicamente inidonea della Città.  Ovviamente il Consiglio comunale nulla sa delle “Indagini di mercato” in corso di svolgimento per il reperimento della sede e probabilmente la somma urgenza, ancora una volta creata ad arte, porterà a scegliere un immobile già disponibile di proprietà di un qualche imprenditore…vedremo. 

Nel complesso, è concreto il rischio di dover restituire una parte significativa dei fondi, proprio a causa dei ritardi accumulati. Il Rendiconto conferma una tendenza: molte promesse, pochi risultati, spesso diversi da quelli annunciati.

Anche su aspetti di gestione ordinaria — come rifiuti, manutenzione urbana e sicurezza — permangono criticità evidenti. A fronte di ciò, la comunicazione istituzionale appare sempre più distante dalla realtà dei fatti.

Dopo anni di amministrazione, il bilancio è quello di una città che fatica a crescere e a offrire opportunità, soprattutto ai giovani, spesso costretti a cercarle altrove.

 


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