Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del consigliere Gianni Padovani (99 L’Aquila)
Oggi si è discussa in Consiglio comunale la nostra Interrogazione sulla nomina della dr.ssa Celani a Comandante della Polizia Locale (PL). Ormai è storia: la nomina era palesemente illegittima, ha dovuto dirlo il TAR, noi lo avevamo scritto da tempo nella nostra interrogazione, tutto inutile. Ed inutilmente avevamo invitato l’Amministrazione a ritirare in autotutela la nomina sbagliata. Ormai il danno è fatto, danno sociale per la perdurante precarietà del servizio di polizia municipale e danno erariale per le spese dei ricorsi temerari a carico dei cittadini.
Ma anche dopo l’ultima sentenza del Tar, il Comune continua a temporeggiare. Eppure la sentenza è chiarissima: la nomina della dr.ssa Celani a Comandante PL ed i relativi atti convenzionali sono illegittimi e quindi annullati, ed insieme viene annullata la nuova organizzazione della PL. Quindi è tutto sbagliato ed è tutto da rifare, ma a questo tsunami politico ed organizzativo il Comune risponde in maniera debolissima, con una delibera di GC che si limita ad indire una “selezione interna tra il personale del settore PL per affidare l’incarico di Comandante per un massimo di sei mesi”. Nulla si dice sulla necessità di ridisegnare completamente la struttura del Corpo, come ordinato dal Tar, e addirittura il Comune ha deciso di presentare un ulteriore ricorso al Consiglio di Stato, come se non bastassero tutti quelli già persi sulla stessa identica materia! Diffidiamo sin d’ora l’Amministrazione a fare un ricorso assurdo e temerario: tutte le sentenze emesse sinora sono coerenti e quindi questo ricorso è già perso in partenza, con evidente danno erariale.
E’ inutile continuare a consigliare a chi non vuole ascoltare, per cui siamo costretti a richiedere pubblicamente e con urgenza al Tar la nomina di un Commissario ad acta, per applicare cumulativamente le sentenze che hanno visto sempre soccombere l’attuale governo cittadino (Tar n.182/2025; CdS n. 6871/24; Tar n. 532/23). Ovviamente il Commissario ad acta cesserebbe dalle funzioni, ove il Comune ottemperasse con buon senso alle sentenze.
Non c’è alcun motivo, inoltre, per perdere ancora tempo con una “procedura selettiva”: la nomina temporanea può essere fatta dal Sindaco, nelle more di espletamento di un concorso che poteva essere già stato esperito, ma cosa si aspetta?
Dopo sette anni di gravi errori e pesanti costi per la collettività, l’Amministrazione continua a pasticciare con invenzioni amministrative, come scavalchi illegittimi o procedure selettive creative o ricorsi persi ancor prima di farli. Osserviamo, e con dispiacere, che l’Amministrazione dimostra ancora una volta di non voler applicare le sentenze, non si vuole nominare un Comandante stabile, non si vuole rendere trasparente la gestione della sicurezza urbana, della mobilità e parcheggi, dei dehors selvaggi e di tutte le delicate materie che sono di competenza della P L.
La legge vuole un dirigente al vertice della PL e non un servo, e la verità tristissima è che questa Amministrazione non vuole un Comandante autonomo con le competenze richieste dal profilo di legge e con le qualifiche di ufficiale di polizia giudiziaria, di agente di polizia stradale e di ausiliario di pubblica sicurezza.
La grave problematica della sicurezza urbana all’Aquila richiede l’urgente l’intervento del Commissario ad acta e, in futuro, un approccio ben più serio dagli amministratori. Basta trucchi e giochi di prestigio, gli aquilani pretendono sicurezza e regole, questo richiede anche un Comandante che sia presente ogni giorno ed affronti l’inquietante ed inaccettabile degrado della nostra vita comunitaria.
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