Il Pd su sicurezza all’Aquila: “Biondi d’accordo su intervento esercito? Ammissione di incapacità”

Il Pd su sicurezza all’Aquila: “Biondi d’accordo su intervento esercito? Ammissione di incapacità”
26 Set 2023

Continua a tenere banco la polemica politica intorno la sicurezza in città (a sua volta conseguenza di quella nazionale). Solo ieri il Partito Democratico aveva denunciato come il consigliere di maggioranza Luigi Faccia avesse preparato un Ordine del Giorno nel quale chiede l’intervento dell’esercito nelle strade del capoluogo. ODG rispetto al quale il Partito Democratico faceva notare la discordanza con il Sindaco Biondi che ha sempre negato problemi di ordine pubblico.

Oggi la nuova puntata con il Consigliere Faccia che chiarisce come non esistano divergenze di vedute con il Primo cittadino espressione della stessa maggioranza.

Da qui la nuova nota del Partito Democratico aquilano che riportiamo inegualmente:

“Ringraziamo il consigliere di maggioranza Luigi Faccia per aver fatto chiarezza rispetto alle reali intenzioni dell’amministrazione comunale nella gestione dell’ordine pubblico.

Sebbene il sindaco Biondi, non più tardi di qualche mese fa, avesse parlato dell’Aquila come di “una delle città più sicure e tranquille d’Italia, dove vivere e far crescere i nostri figli” – citiamo le sue parole testuali – oggi apprendiamo che, al contrario, ci sarebbe addirittura bisogno dell’intervento dell’esercito nelle strade del centro storico per “la prevenzione e il contrasto alla criminalità”.

In una intervista al quotidiano ‘Il Centro’, pubblicata stamane, Faccia ha confermato che l’ordine del giorno presentato nei giorni scorsi, con la richiesta di ripristino dell’operazione ‘Strade sicure’ in centro storico, è stato discusso con il primo cittadino: “Nessuna differenza di vedute tra me e il sindaco”, ha tenuto a sottolineare il consigliere comunale.

Ricordiamo che l’operazione ‘Strade sicure’ era stata avviata nel 2008, sul territorio nazionale, in relazione “alle straordinarie esigenze di prevenzione e contrasto della criminalità e del terrorismo”: chiederne il ripristino per la città dell’Aquila significa dichiarare che la situazione è totalmente fuori controllo. Evocare l’impiego di un contingente di personale militare delle Forze armate con funzioni di agenti di pubblica sicurezza, tra le strade del centro storico, è una ammissione di fallimento dell’amministrazione comunale che, evidentemente, non è in grado di garantire l’ordine pubblico tanto da volersi rivolgere all’esercito.

Siamo davvero arrivati al punto di volere le camionette in città, come accade in territori di frontiera piegati dalla criminalità? È questa l’immagine che vogliamo restituire, quella di una città militarizzata? A sette anni dall’insediamento della destra, la tanto decantata rinascita dell’Aquila – il modello di ricostruzione che Biondi racconta all’Italia – ci ha portato fino al punto di doverci rivolgere all’esercito per mantenere l’ordine pubblico?

Lo ribadiamo: è una ammissione di incapacità, è il fallimento dell’amministrazione Biondi che pure, non più tardi di qualche mese fa, negava il problema bocciando l’ordine del giorno presentato dalle opposizioni (primo firmatario Tomassoni) che avevano avanzato proposte concrete, e realizzabili, concertate con residenti, professionisti, commercianti e giovani auditi nelle Commissioni consiliari competenti. In verità, ne hanno approvato un altro di odg, proposto dai consiglieri di maggioranza Vittorini e Ferella sul tema, specifico, dei furti, ma è rimasto lettera morta.

Per noi, chiedere l’intervento dell’esercito è una risposta sbagliatissima alla pur legittima richiesta di sicurezza di cittadine e cittadini.

È evidente che siano aumentati i fenomeni di devianza, di microcriminalità, che stanno determinando una diffusa percezione di insicurezza tra le aquilane e gli aquilani, ma non è certo militarizzando la città che si offre una risposta al problema. Anzi.

Siamo convinti ci sia bisogno di una maggiore sinergia tra le Istituzioni e le forze dell’ordine, che vada potenziato il personale impiegato in Questura così come il contingente di Polizia municipale, lasciato colpevolmente sotto organico dall’amministrazione, così da garantire maggiore efficacia nel contrasto agli episodi di microcriminalità che si stanno verificando negli ultimi mesi. Tuttavia, la risposta vera che una amministrazione dovrebbe garantire sta nella realizzazione di interventi di carattere sociale e di inclusione, rivolti alle fasce più vulnerabili e marginali, nonché di riqualificazione socio culturale delle aree urbane. Per farlo, secondo noi, dovrebbe avviare una collaborazione più strutturata con tutto il mondo dell’associazionismo attivo in città, in modo da riuscire in una migliore progettazione e proficuo stanziamento delle risorse che per il sociale non sono mai state abbastanza.

Va recuperato, inoltre, lo spazio pubblico come luogo di incontro, socialità, cultura soprattutto per le giovani generazioni che, oggi, in centro storico così come nelle periferie, non hanno alternativa alla cosiddetta ‘movida’. L’amministrazione dovrebbe preoccuparsi dell’assenza di centri culturali, di biblioteche, di sale cinema, di spazi aperti e gratuiti di cui le giovani generazioni hanno profondamente bisogno per la loro crescita, personale e sociale. L’amministrazione dovrebbe preoccuparsi di illuminare i tanti luoghi bui di questa città, di curare gli spazi pubblici per renderli frequentabili dai cittadini: è una comunità attiva e presente la miglior forma di prevenzione possibile; negli spazi abbandonati, e ce ne sono tantissimi in centro e in periferia, è più facile che si verifichino episodi di devianza.

Non vogliamo arrenderci all’idea di una città presidiata dall’esercito, e non lo faremo. Vogliamo un futuro diverso per L’Aquila e per i nostri figli”.


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