Red
L’assemblea promossa da Forza Italia alla sala Baiocco dell’Aquila va ben oltre la cronaca di un appuntamento di partito e assume i contorni di un vero e proprio atto di forza politica in vista delle elezioni comunali del 2027. Con circa cinquecento persone a riempire la sala, la dirigenza azzurra ha voluto mostrare i muscoli e lanciare un messaggio inequivocabile all’intera coalizione di centrodestra: la corsa per Palazzo Margherita non potrà prescindere dal peso, dalle ambizioni e dalle scelte di Forza Italia, che candida di fatto l’assessore regionale Roberto Santangelo come perno centrale dell’intero scacchiere politico cittadino.
L’intervento di Santangelo ha segnato un netto cambio di passo nella dialettica interna alla maggioranza, trasformando la serata in un perentorio ultimatum diretto agli alleati storici, Fratelli d’Italia e Lega. Senza ricorrere a formalizzazioni premature o dichiarazioni d’intenti affrettate, l’esponente azzurro ha esortato la coalizione a uscire dalle tattiche e dalle trattative al chiuso delle segreterie romane, rivendicando con orgoglio l’autonomia e la centralità del territorio aquilano. Il tono adoperato, teso a mettere in guardia contro il rischio di interruzione del percorso virtuoso avviato nel 2017, definisce un perimetro politico in cui Forza Italia non accetterà ruoli gregari o soluzioni calate dall’alto, ponendosi come forza propulsiva e non subalterna al tavolo delle decisioni.
A blindare la posizione di Santangelo è intervenuta un’investitura politica piena da parte dei vertici azzurri regionali e parlamentari. Le parole del coordinatore regionale Nazario Pagano hanno formalizzato la centralità dell’assessore non soltanto in chiave cittadina, ma proponendolo come figura strategica proiettata anche verso le future sfide delle elezioni politiche e di governo. Attraverso il richiamo alla storia politica del partito, da Berlusconi fino ai risultati recentemente conseguiti nei capoluoghi abruzzesi, la dirigenza ha voluto ribadire che la leadership di un territorio passa attraverso la capacità di fare, la credibilità amministrativa e la gestione concreta dei grandi dossier culturali e infrastrutturali della città.
Sul piano strategico, l’evento ha messo in luce una chiara volontà di allargare i confini tradizionali del consenso azzurro per inglobare anime civiche e amministratori locali dell’hinterland, ponendo l’accento su una visione della città proiettata al 2040. La nutrita partecipazione di quadri dirigenti, amministratori del comprensorio e rappresentanti del tessuto istituzionale e sanitario ha confermato l’esistenza di un’ampia rete di sostegno attorno alla figura di Santangelo. Questa dimostrazione di presenza sul territorio costringe ora Fratelli d’Italia e Lega a fare i conti con un alleato che ha già riacceso i motori e che non sembra disposto ad attendere i tempi lunghi dei tatticismi di palazzo.
In conclusione, la manifestazione della sala Baiocco segna l’inizio di una fase nuova e complessa per la politica aquilana, in cui la ricerca dell’unità di coalizione non potrà più essere confusa con l’accettazione passiva degli equilibri preesistenti. Ponendosi come perno del rinnovamento e garante della continuità amministrativa, Santangelo e Forza Italia hanno lanciato una sfida aperta ai propri alleati, imponendo priorità, metodo e tempi in una corsa verso il 2027 che si preannuncia accesa e priva di sconti.
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