A quasi diciotto anni dal terremoto del 6 aprile 2009, l’artista Anna Seccia lancia un appello per ritrovare i 332 cittadini aquilani e i 18 artisti che, nei giorni dell’emergenza, parteciparono alla realizzazione di “L’onda della memoria”, una tela lunga dieci metri nata all’interno della tendopoli di Centi Colella.
L’iniziativa si inserisce nel percorso di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026 e punta a completare il progetto originario dell’artista: riportare l’opera in città e donarla formalmente al Comune dell’Aquila.
Dalla tendopoli alla tela
L’opera nacque all’interno della “Stanza del Colore”, allestita da Seccia nel campo di Centi Colella subito dopo il sisma. In un contesto segnato dalla distruzione, dalla presenza dei mezzi di soccorso e dalla vita nelle tendopoli, l’artista propose uno spazio dedicato al colore e alla partecipazione collettiva.
«È un’applicazione monumentale dell’Ontocromatismo», spiega Anna Seccia, riferendosi al metodo artistico da lei registrato e fondato, secondo la sua concezione, su un utilizzo del colore che va oltre la dimensione puramente estetica.
Furono 332 le persone coinvolte nella realizzazione della tela, insieme a 18 artisti. Il numero richiama simbolicamente le 3:32, l’orario in cui il terremoto colpì L’Aquila il 6 aprile 2009.
Secondo il progetto dell’artista, la partecipazione alla realizzazione della tela rappresentò un’esperienza di arte relazionale, nella quale i cittadini lasciarono sulla superficie dell’opera le proprie impronte attraverso il colore.
La benedizione di Benedetto XVI
Nel 2010 l’opera venne portata a Roma e, secondo quanto riferito da Seccia, ricevette la benedizione di Papa Benedetto XVI.
Ora l’artista vuole completare il percorso avviato nel 2009 con la restituzione dell’opera alla comunità aquilana. Da qui la ricerca dei 332 cittadini che presero parte alla performance e dei 18 artisti coinvolti.
«L’onda della memoria chiede di tornare a casa», afferma Seccia, annunciando l’avvio della ricerca ufficiale dei co-autori in vista della donazione istituzionale al Comune dell’Aquila.
Un ponte tra generazioni
Il progetto guarda anche alle generazioni nate dopo il terremoto. Seccia annuncia infatti la realizzazione di 99 talismani, destinati ai bambini nati dopo il 6 aprile 2009, con l’obiettivo di creare un legame simbolico tra chi visse direttamente quei giorni e chi è venuto al mondo successivamente.
I talismani, secondo il progetto, saranno realizzati in pietra del Gran Sasso.
L’iniziativa si collega al concept originario del “Rosone della Rinascita”, che prevedeva fin dall’inizio l’unione tra la performance artistica e la successiva donazione dell’opera alla città.
Il progetto, riferisce l’artista, ha inoltre ricevuto, attraverso gli Stati Generali delle Donne, i patrocini del Parlamento Europeo, della Regione Abruzzo e del Comune dell’Aquila.
A distanza di quasi diciotto anni dal sisma, “L’onda della memoria” prova così a riannodare il filo tra quella comunità ferita, le persone che contribuirono alla nascita dell’opera e le nuove generazioni, trasformando una tela nata nell’emergenza in un patrimonio destinato alla città.
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