Tradizione e innovazione si incontrano nella nuova edizione del Premio Teramo per un racconto inedito, uno dei più antichi concorsi letterari italiani dedicati alla narrativa breve, che nel 2026 raggiunge la sua XLVII edizione.
Promosso dall’Amministrazione Comunale di Teramo con il sostegno della Fondazione Tercas, il Premio torna con una nuova veste pensata per rafforzare il proprio ruolo nel panorama culturale nazionale, attraverso un maggiore investimento economico, nuove sezioni e un rinnovamento della struttura organizzativa.
Tra le principali novità l’introduzione di una sezione dedicata alle raccolte di racconti editi e un montepremi complessivo di 8mila euro: 5mila euro destinati al Premio Teramo per un racconto inedito e 3mila euro al nuovo Premio Teramo Mario Pomilio per una raccolta edita di racconti.
“Il Premio Teramo appartiene al patrimonio culturale e identitario della nostra città e negli anni ha dimostrato la sua capacità di avere visibilità anche fuori dai confini locali”, ha dichiarato il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, sottolineando la volontà dell’amministrazione di renderlo sempre più strutturato e attrattivo.
Il rinnovamento passa anche dalla scelta di affidare la direzione artistica a Silvio Araclio, figura chiamata a guidare una nuova fase del concorso.
“Il Premio Teramo torna con un’identità rinnovata – ha spiegato l’assessore alla Cultura Stefania Di Padova – non si tratta solo di un cambiamento organizzativo, ma di una scelta culturale per renderlo uno spazio vivo capace di intercettare le trasformazioni del racconto contemporaneo”.
La giuria della XLVII edizione sarà presieduta da Maria Grazia Calandrone, poetessa e scrittrice finalista al Premio Strega 2023. A completare la commissione saranno Loredana Lipperini, Elena Polidori, Massimo Fusillo e Simone Gambacorta.
Il nuovo direttore artistico Silvio Araclio ha spiegato la scelta di riportare il Premio alla sua vocazione originaria: valorizzare il racconto breve e offrire spazio sia agli autori emergenti sia agli scrittori affermati.
“Ho pensato di rinnovarlo riportandolo alla sua vocazione iniziale – ha dichiarato Araclio – con due sole sezioni: il Premio Teramo per un racconto inedito e il Premio Teramo Mario Pomilio per una raccolta edita di racconti”.
La storia del Premio Teramo affonda le radici nel 1959, quando nacque dall’iniziativa di un gruppo di studenti universitari guidati da Giammario Sgattoni. Fin dalle origini il concorso fu sostenuto da un autorevole Comitato Promotore e nel corso degli anni è diventato un punto di riferimento per la narrativa italiana.
Numerosi gli autori che hanno partecipato alle diverse edizioni, tra cui Edith Bruck, Andrea Zanzotto, Pietro Chiara, Alberto Bevilacqua, Mario Pomilio, David Maria Turoldo, Giovanni Raboni, Ferdinando Camon e Carlo Sgorlon, contribuendo a costruire la storia culturale della manifestazione.
Per il 2026 saranno dunque due le sezioni in gara:
- Premio Teramo per un racconto inedito, dedicato alle opere mai pubblicate entro un limite massimo di 30mila battute, con un premio di 5mila euro;
- Premio Teramo Mario Pomilio per una raccolta edita di racconti, aperto alle opere pubblicate nei 12 mesi precedenti alla pubblicazione del bando, con un premio di 3mila euro.
Le candidature dovranno essere presentate entro il 25 settembre 2026, mentre la cerimonia di premiazione si svolgerà nel mese di dicembre.
Ad accompagnare il percorso del Premio durante l’anno sarà inoltre l’iniziativa “Tre passi nella letteratura”, una serie di incontri dedicati alla promozione della cultura e della narrativa.
Con questa nuova edizione il Premio Teramo punta quindi a rilanciare il proprio valore storico, guardando al futuro e confermandosi come spazio di incontro tra scrittura, autori e lettori.
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