L’Aquila, mostra sul Teatro Nō alla Fondazione de Marchis

l'aquila
14 Mag 2026

L’Aquila si apre ancora una volta al dialogo internazionale tra culture con un progetto espositivo che unisce fotografia, teatro e spiritualità giapponese. Sabato 16 maggio 2026 alle ore 18.00, la Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre inaugura la mostra “七転び八起き Nanakorobi Yaoki – Cadere sette volte, rialzarsi l’ottava”, inserita nel programma de L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026.

Il progetto, sostenuto dal Comune dell’Aquila e realizzato con il patrocinio dell’Ambasciata del Giappone in Italia e della Japan Foundation, prende il via con l’esposizione “Immaginare l’invisibile” di Fabio Massimo Fioravanti, un viaggio visivo e concettuale dedicato al Teatro Nō.

La mostra presenta circa 100 fotografie realizzate dall’artista nell’arco di 35 anni in Giappone, suddivise in cinque sezioni che raccontano il mondo del nō da diverse prospettive: dalle rappresentazioni teatrali ai templi shintoisti e buddhisti, fino ai momenti più intimi del backstage e alla lavorazione delle maschere. Il percorso espositivo è arricchito da 40 ukiyo-e di Tsukioka Kogyo, esposte per la prima volta in Italia, insieme a maschere, costumi e ventagli della tradizione teatrale giapponese.

L’inaugurazione sarà accompagnata dall’intervento del professor Giorgio Amitrano con la lezione “Iki, Anatomia della seduzione”, oltre a una performance di danza shimai nel cortile di Palazzo Cappa Cappelli, sede della Fondazione.

Il progetto “Immaginare l’invisibile” intende avvicinare il pubblico italiano a una delle più alte espressioni dell’estetica giapponese, dove il teatro diventa rito, linguaggio simbolico e riflessione sull’impermanenza. Il Nō, patrimonio immateriale dell’umanità, si distingue per la sua essenzialità scenica e la forte componente spirituale, capace di raccontare emozioni universali attraverso gesti minimi e una profonda carica evocativa.

Secondo il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, l’iniziativa rappresenta un ulteriore passo nel percorso di apertura internazionale della città, rafforzando il legame tra memoria, cultura e dialogo tra popoli.

La direttrice della Fondazione, Diana Di Berardino, sottolinea invece il valore simbolico del progetto, che unisce L’Aquila e il Giappone attraverso una memoria condivisa di rinascita e resilienza, legata anche alla figura di Giorgio de Marchis, intellettuale aquilano e ponte culturale tra i due Paesi.

Il programma proseguirà fino al 20 giugno 2026 con incontri, performance e approfondimenti dedicati alla cultura giapponese, tra cui dialoghi con artisti e scrittori, concerti di shakuhachi e incontri sul teatro Nō, trasformando la Fondazione in un vero laboratorio di scambio culturale tra Oriente e Occidente.


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