La piaga dei matrimoni precoci e la sfida dell’Unicef con la campagna “Non restare in silenzio”

La piaga dei matrimoni precoci e la sfida dell’Unicef con la campagna “Non restare in silenzio”
10 Ott 2026

Nel mondo, l’infanzia di milioni di giovani donne continua a essere spezzata prima del tempo. Circa una ragazza su cinque viene data in sposa quando è ancora una minore. Un fenomeno drammatico e strutturale che riguarda oggi 650 milioni di donne e ragazze in vita e che, ogni anno, vede oltre 12 milioni di spose bambine sottratte al proprio futuro: significa che, a livello globale, una ragazza viene data in sposa quasi ogni tre secondi. Il tasso più elevato si registra nell’Africa sub-sahariana, dove la percentuale raggiunge il 31%.

I dati riaccesi da Unicef Italia in occasione della Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze confermano come il matrimonio precoce e forzato sia ancora una delle più gravi e diffuse violazioni dei diritti umani.

Privare una bambina della propria infanzia significa precluderle la possibilità di studiare, tutelare la propria salute fisica e psicologica e vivere al riparo da abusi e violenze. Le conseguenze dei matrimoni precoci sono spesso irreversibili: l’isolamento sociale, l’ansia e lo stress emotivo segnano profondamente la vita di queste giovani. In una fascia d’età, quella tra i 15 e i 19 anni, in cui l’autolesionismo rappresenta già una delle primissime cause di mortalità femminile nel mondo, l’assenza di tutele e la costrizione ad un ruolo adulto forzato amplificano drammaticamente i rischi.

I progressi possibili: 68 milioni di matrimoni evitati in 25 anni

Nonostante la gravità del quadro, la tendenza si può invertire. Negli ultimi venticinque anni, grazie a riforme legislative, programmi di protezione sociale e, soprattutto, investimenti mirati nell’istruzione femminile, sono stati evitati circa 68 milioni di matrimoni precoci.

Per consolidare questi risultati, l’Unicef indica quattro direttrici d’azione fondamentali:

  • Garantire la continuità scolastica per tutte le ragazze.

  • Ampliare l’accesso ai servizi sanitari, sociali e di protezione.

  • Coinvolgere famiglie e comunità locali per scardinare norme culturali e pratiche dannose.

  • Investire direttamente nei diritti delle ragazze, promuovendone l’autonomia e la leadership.

La campagna Unicef Italia: superare gli stereotipi per prevenire la violenza

Accanto all’azione internazionale, Unicef Italia rilancia sul territorio nazionale la campagna “Non restare in silenzio”, incentrata sul contrasto alla violenza di genere tra gli adolescenti e sulla prevenzione primaria. Attraverso una nuova veste grafica e comunicativa, l’iniziativa punta a promuovere un modello educativo capace di mettere in discussione i ruoli imposti e gli stereotipi di genere fin dalla prima infanzia.

Come ricordato dal presidente di Unicef Italia, Nicola Graziano, la violenza si sradica lavorando sulle radici culturali prima che i comportamenti distorti si manifestino. Risulta fondamentale educare i giovani al rispetto dell’autonomia altrui, al consenso e alla reciprocità, costruendo percorsi di sensibilizzazione permanente sull’affettività e sulle relazioni sia nelle scuole sia nei contesti extra-scolastici.


Abruzzo Sera è anche su Whatsapp.
Iscriviti al nostro canale per essere sempre aggiornato.

In primo piano

Giornata nazionale per le vittime sul lavoro: in Abruzzo 7 morti nei primi 7 mesi del 2026

La sicurezza sul lavoro al centro della 76ª Giornata nazionale: in Abruzzo sette vittime, mentre l’Italia riflette su un’emergenza continua.

10 Ott 2026
Crescere Insieme, 10 anni di impegno sociale

Crescere Insieme festeggia dieci anni a L'Aquila. Il fondatore Goffredo Juchich racconta le sfide affrontate, il lavoro con i minori e i progetti futuri.

09 Ott 2026
L’Aquila, inaugurata la mostra su Piersanti Mattarella. Giovanni Grasso: il racconto di una vita, non soltanto di una morte

Al Palazzo dell’Emiciclo circa 150 fotografie, molte delle quali inedite, ripercorrono la vicenda umana, familiare e politica del presidente della Regione Siciliana assassinato dalla mafia nel 1980. L’esposizione sarà visitabile gratuitamente fino al 31 ottobre.

di Alessandra Prospero 08 Ott 2026

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *