Dopo il grave episodio dell’11 ottobre, il responsabile della sicurezza (di Pescara Fortis) Tony Bosco analizza il tessuto sociale della città di Pescara: «Il degrado legato all’emarginazione è un tema nazionale, ma a livello locale non possiamo rinunciare al controllo del territorio. Per le aree colpite dalla criminalità organizzata servono invece progetti strutturali».
Pescara Fortis esprime profonda preoccupazione per la grave aggressione avvenuta la mattina di domenica 11 ottobre nei pressi del parcheggio della stazione ferroviaria di Pescara Porta Nuova, manifestando totale vicinanza alla vittima, rimasta ferita in maniera grave. L’associazione ringrazia i lavoratori intervenuti, il personale sanitario e le forze dell’ordine per il tempestivo operato in questa circostanza drammatica.
Sulla vicenda interviene Bosco, offrendo una lettura più ampia del fenomeno: «Esprimo la più ferma condanna per questa vile aggressione e la massima solidarietà a chi ha gestito con coraggio un momento di terrore. Tuttavia, per affrontare davvero la questione, dobbiamo essere lucidi: il degrado a cui stiamo assistendo è intimamente legato a un profondo disagio sociale e a un microcrimine che, purtroppo, è ormai diffuso in tutta la città. Parliamo di dinamiche di emarginazione che hanno una chiara portata nazionale e che, per la loro complessità, superano di molto la semplice volontà di risposta repressiva delle singole forze dell’ordine».
Bosco traccia poi una netta distinzione tra le diverse anime dell’insicurezza cittadina: «Dobbiamo scindere questo tipo di fenomeno da quello che accade in altre aree di Pescara, le quali subiscono invece la forte pressione della criminalità vera e propria. Per queste ultime zone non bastano interventi tampone, ma vanno attuati progetti a più ampio raggio, indagini strutturate e operazioni di bonifica profonda».
«Ciò detto – prosegue Bosco – la nostra è e resta una piccola città. Proprio per le sue dimensioni contenute, è assolutamente necessario e utile mantenere un livello di controllo e un ordine di base per la vivibilità quotidiana. Non possiamo arrenderci all’idea che intere piazze o stazioni sfuggano a questa gestione essenziale».
Quanto accaduto richiama l’urgenza di affrontare la tutela dell’area con interventi coordinati all’interno del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Pescara Fortis sollecita Prefettura, Questura e Comune ad adottare misure calibrate: un controllo costante che funga da deterrente per la microcriminalità e argini le situazioni di maggiore tensione.
Affiancato a questo, resta imprescindibile il tema del rilancio urbanistico e commerciale: favorire l’insediamento di nuove attività, valorizzare gli spazi disponibili e rafforzare i servizi pubblici sono i veri strumenti per rendere l’area di Porta Nuova più frequentata e vissuta durante tutta la giornata. L’auspicio è l’attivazione tempestiva di un piano operativo capace di tradursi in azioni visibili: ordine di base garantito e spazi restituiti alla cittadinanza e a chi lavora.
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