Ortona, tensioni e scioperi alla Tekne: “Stipendi al quarto mese di ritardo”

Ortona, tensioni e scioperi alla Tekne: “Stipendi al quarto mese di ritardo”
03 Dic 2024

Quattro mesi di ritardo sugli stipendi. È questo il motivo per cui lavoratrici e lavoratori della Tekne di Ortona hanno deciso di scioperare nelle giornate del 3 e 4 dicembre, in attesa dell’incontro con l’azienda, previsto per il 6 dicembre prossimo. Nel frattempo, i dipendenti si stanno astenendo per le prime o le ultime quattro ore di ogni turno lavorativo.

Tekne ha aperto la sua sede nella provincia di Chieti nel 2016 e si occupa di assemblaggio, trasformazioni e allestimenti di veicoli civili e militari. Ha rappresentanze e sedi operative in vari paesi del mondo, come in Mozambico, e accordi di partnership in aree come quella del Medio Oriente, “con particolare riferimento ai settori della difesa e della sicurezza”, si legge sul sito.

In Italia il principale cliente di Tekne è il Ministero della difesa. “È inaccettabile che un’azienda che lavora per lo Stato accumuli quattro mesi di ritardo nel pagamento degli stipendi”, affermano i lavoratori in protesta.

L’ultimo bonifico arrivato ai dipendenti dell’azienda risale al 25 ottobre 2024, relativo al mese di luglio. In un’assemblea del 2 dicembre scorso, in cui “l’atmosfera era tesa e di forte insoddisfazione”, afferma FIOM Cgil, si è discusso dei ritardi accumulati. È stato comunicato che Tekne starebbe tentando di racimolare i fondi per pagare almeno una delle mensilità arretrate, ma ciò non rassicura in alcun modo i dipendenti che sapevano che l’azienda una settimana prima aveva le risorse per coprire la mensilità, ma ha poi destinato i fondi ad altro.

“Sembra che Tekne abbia deciso di destinare tali risorse ad altre priorità”, sottolinea la FIOM CGIL in un comunicato. “Per quanto riguarda le prospettive future, è risaputo che sono in corso trattative avanzate con un grande gruppo (del quale non menzioniamo il nome per non intralciare le discussioni), da quanto appreso, ci sarebbe la possibilità di risanare le posizioni dei lavoratori in tempi molto rapidi, potenzialmente entro dicembre, qualora l’accordo tra le parti trovasse la perfezione. Non abbiamo dettagli sulle altre contropartite eventualmente legate ai rapporti tra gli interlocutori. All’interno dell’azienda si vocifera di una seconda possibile soluzione alla vertenza, legata all’arrivo di eventuali fondi da fonti al momento sconosciute. Anche se il nostro principale interesse è trovare una soluzione, indipendentemente da quali siano gli attori, queste informazioni poco circostanziate, ci portano inevitabilmente a preferire la prima opzione rispetto alla seconda”.

Si attende ora l’incontro del 6 dicembre, ma se non verranno date risposte, avvertono i lavoratori, “le proteste si intensificheranno”.


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