Sicurezza a Pescara, Pescara Fortis: “Il blitz non basta, serve un presidio costante”

Sicurezza a Pescara, Pescara Fortis: “Il blitz non basta, serve un presidio costante”
06 Lug 2026

Il Comitato Pescara Fortis esprime profondo apprezzamento per la recente operazione condotta dalla Polizia Locale di Pescara nell’area della stazione ferroviaria. L’intervento, che ha portato all’identificazione di 20 persone e all’emissione di altrettanti DASPO urbani, rappresenta un segnale forte e necessario per il ripristino della legalità in uno dei punti nevralgici della città.

Tony Bosco, Responsabile della Sicurezza del Comitato Pescara Fortis, interviene per sottolineare il valore tecnico dell’operazione, tracciando al contempo la rotta per una strategia di medio-lungo termine: “Voglio rivolgere un sincero plauso al Comandante Danilo Palestini e a tutti gli agenti intervenuti. Ripulire l’area della stazione è un passo fondamentale. Tuttavia, l’esperienza operativa ci insegna che il ‘blitz’, pur essendo uno strumento tattico eccellente per azzerare temporaneamente una criticità, da solo non basta. Se all’operazione a impatto non segue un presidio costante, il vuoto viene rapidamente riempito di nuovo dalla microcriminalità, vanificando gli sforzi fatti e frustrando i cittadini”.

Bosco analizza le dinamiche della sicurezza urbana, ponendo l’accento sulla differenza tra sicurezza reale e sicurezza percepita: “Il cittadino, così come il commerciante che alza la saracinesca ogni mattina, ha bisogno di percepire un senso di sicurezza continuo, non limitato al giorno dell’operazione di polizia. Il degrado e la microcriminalità si nutrono dell’assenza di controllo continuativo. Dobbiamo impedire che le ‘finestre rotte’ del decoro urbano si ripresentino il giorno dopo il blitz”.

Per garantire questa continuità, il Responsabile Sicurezza di Pescara Fortis lancia una proposta operativa mirata alla prevenzione strutturale e all’intelligence territoriale: “La microcriminalità è fluida e si sposta rapidamente. Per questo è indispensabile passare da una logica di intervento emergenziale a un’attività costante di presidio e di raccolta informazioni. Chiediamo che si attivi un vero e proprio tavolo di coordinamento permanente e di scambio informativo con le polizie dei comuni limitrofi, in particolar modo con i centri maggiori dell’area metropolitana come Montesilvano, Spoltore, Francavilla, San Giovanni Teatino, Chieti. Solo facendo rete e condividendo le informazioni si può anticipare il crimine, in particolare la microcriminalità, togliendo terreno a chi vive di espedienti e restituendo Pescara, definitivamente, ai suoi cittadini”.


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