Paolo Della Ventura, ambasciatore del Patto europeo per il clima: “Da Cop28 risultato storico: fossili con i giorni contati e Net Zero entro il 2050”

Paolo Della Ventura, ambasciatore del Patto europeo per il clima: “Da Cop28 risultato storico: fossili con i giorni contati e Net Zero entro il 2050”
23 Dic 2023

di Fabio Pelini

“La Cop28 si è chiusa, poco più di una settimana fa, con un accordo storico perché non solo ha riconosciuto il ruolo dei combustibili fossili nella crisi climatica in atto, ma per la prima volta viene messo nero su bianco un inventario di risultati raggiunti e di azioni politiche da mettere in campo rispetto a quanto definito dagli accordi di Parigi del 2015”. Parola di Paolo della Ventura, ambasciatore del Patto europeo per il clima, nominato nel novembre 2021 dalla direzione generale per l’azione climatica, uno degli strumenti operativi che l’Unione europea si è data per portare avanti le politiche del green deal.

Della Ventura, aquilano d’adozione e attivista climatico di Italian Climate Network, ha tra le finalità del suo incarico quella di sensibilizzare i vari livelli amministrativi locali affinché si intraprendano azioni climatiche in linea con le direttrici europee di transizione verso energie rinnovabili. Tra gli interlocutori, anche le parti sociali come la Cgil, al fine di attivare il sindacato a livello di azione climatica per costruire una transizione economica, ecologica ed energetica.

Il summit di Cop28 ha rappresentato un punto di arrivo, ma anche un punto di ripartenza, ma c’è chi ritiene deludenti i risultati conseguiti. Come Joseph Sikulu, direttore di 350.org Pacific, che ha definito gli esiti di Cop28 “un risultato debole, con il superamento di molte delle nostre linee rosse per la sopravvivenza”. Di diverso avviso Della Ventura, che ha voluto invece rimarcare l’importanza del risultato raggiunto, seppur in divenire: “A summit ancora in corso, era stato presentato come un fallimento dalla stampa nazionale, ma nelle ultime 36 ore di negoziazione è arrivato un risultato importante. L’ultimo testo del Global Stocktake ha fatto una concessione attesa da anni, utilizzando finalmente un linguaggio chiaro, che riconosce la necessità di abbandonare i combustibili fossili. Fino ad ora c’era sempre stato il blocco dei paesi produttori di petrolio e invece è venuto fuori un testo a sorpresa che prevede il face out, cioè una transizione per uscire dalle fonti fossili”.

“I 198 Paesi alla Cop28” – ha voluto sottolineare Della Ventura –  “hanno concordato di transitare fuori dai combustibili fossili all’unanimità. Con l’obiettivo del Net Zero, che significa limitare il riscaldamento globale a non più di 1,5°C, riducendo le emissioni di gas serra del 45% entro il 2030 e raggiungere lo zero netto entro il 2050. Mai un testo decisorio si era spinto fino a questo punto e ora tutti gli Stati dovranno aggiornare i propri piani entro il marzo del 2025, ampliando l’utilizzo delle energie rinnovabili e aumentando l’efficienza energetica”.

Insomma, la sfida che abbiamo davanti si conferma estremamente impegnativa, ma questo lo si sapeva. Ora, la strada sembra segnata, anche se resta sullo sfondo l’ostacolo rappresentato dal diverso ruolo nella transizione dei paesi sviluppati e di quelli in via di sviluppo. C’è molto da fare e il tempo, come è noto, stringe.

 


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