L’Orchestra “Mazzini” incanta il pubblico al Conservatorio “Casella”: una lezione di musica e di comunità

L’Orchestra “Mazzini” incanta il pubblico al Conservatorio “Casella”: una lezione di musica e di comunità
30 Mag 2026

L’Aquila — Applausi calorosi del pubblico hanno salutato l’accordo finale dei giovani orchestrali e coristi, che si sono esibiti sul palco del conservatorio “Alfredo Casella”. Si è conclusa così, con una grandissima carica di energia ed emozione, la straordinaria “due giorni” di musica e cultura che il 20 e 21 maggio scorsi ha visto protagonisti gli studenti dell’Istituto Comprensivo “Mazzini”. L’evento ha rappresentato il culmine ideale di un anno scolastico denso di appuntamenti, prove pomeridiane e grandi soddisfazioni per tutta la comunità scolastica.

“Un Istituto Comprensivo ad indirizzo Musicale non insegna semplicemente a suonare uno strumento. Insegna qualcosa di molto più raro e prezioso: insegna ad ascoltare. Insegna che il proprio suono ha valore solo se sa accordarsi con quello del vicino, che il silenzio fa parte della musica tanto quanto la nota, e che la bellezza è sempre il risultato di una fatica condivisa”.

Con queste parole la dirigente Monia Lai ha voluto ridefinire il senso profondo del fare scuola oggi, ringraziando l’ingranaggio perfetto che ha permesso la realizzazione dell’evento: dai docenti curricolari ai docenti di strumento per la loro “pazienza olimpica”, al personale Ata e alla Dsga per l’attento lavoro dietro le quinte, fino alle famiglie, ringraziate per il supporto ma anche per i pomeriggi passati a fare da “tassisti” e per aver sopportato i primi, stridenti esperimenti domestici dei ragazzi. Un ringraziamento speciale e sentito è stato tributato proprio al conservatorio “Casella”, definito un faro d’eccellenza che, con straordinaria sensibilità umana e didattica, ha offerto all’evento il respiro e l’autorevolezza che meritava.

Il cuore del discorso ha però toccato le corde più intime della platea quando la dirigente si è rivolta direttamente ai ragazzi dell’orchestra, scardinando il luogo comune del talento innato.

“Spesso si rischia di guardare al talento”, ha sottolineato la dirigente Lai, “come a una dote puramente naturale, a una fortunata vincita alla lotteria genetica. Ma il talento da solo non riempie un palco e non crea l’armonia. Quello che abbiamo ascoltato è il risultato di pomeriggi di studio sacrificati al posto di uno schermo, di dita stanche, di fiati spezzati, di spartiti scarabocchiati e di ansie superate un secondo prima di salire sul palco”.

In un’epoca caratterizzata da una forte spinta all’isolamento digitale, l’Orchestra Mazzini ha saputo dare una vera e propria “lezione di comunità”, dimostrando come tante singole note isolate possano fondersi in un’unica, potentissima voce. Da qui, l’invito della Dirigente al pubblico a tributare un secondo, immenso applauso: non solo per la gradevolezza del concerto, ma per il sudore, il carattere, la crescita e l’anima dei giovani musicisti e delle giovani musiciste.

La parte conclusiva è stata interamente dedicata agli alunni di terza media, ormai all’ultimo accordo con l’Istituto e a un passo dagli esami di Stato di fine primo ciclo: “Qualcuno di voi”, ha affermato la dirigente, “sentirà lo stomaco stringersi, le mani tremare, la voce mancare. È normale. Ma vorrei che affrontaste i prossimi giorni con la stessa postura, la stessa fiera concentrazione e lo stesso coraggio con cui avete guardato il direttore d’orchestra stasera prima di iniziare a suonare”.

Il congedo dai banchi della scuola media si è trasformato così in un augurio per il futuro nelle scuole secondarie di secondo grado e nella vita, affinché questi ragazzi possano trovare sempre “uno spartito di valore e compagni di viaggio sinceri”. E la chiusura, prima di lasciare spazio alla richiesta a gran voce di un bis musicale, è risuonata forte nel teatro come un mandato di vita: “Fate della vostra vita il vostro capolavoro più bello”, ha concluso la dirigente Lai.


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