L’Aquila, dichiarato inagibile un prezioso spazio di socialità. Ulteriore campanello d’allarme per la città

L’Aquila, dichiarato inagibile un prezioso spazio di socialità. Ulteriore campanello d’allarme per la città
27 Giu 2024

di Fabio Pelini

In una città che continua ad interrogarsi a cadenza regolare sugli episodi di marginalità del mondo giovanile, che sfociano spesso in casi di violenza, non è certo una buona notizia l’inagibilità sine die di un luogo di aggregazione sportiva per i più giovani.

Stiamo parlando del campo da calcetto adiacente a Piazza Simon Bolivar, nei pressi di Via Ettore Moschino, zona alta del Torrione. Uno spazio prezioso, luogo ludico ricreativo che raccoglie tanti ragazzi delle case che insistono sulla zona fino a Colle Pretara. Prezioso non solo per condividere gratuitamente la passione per il calcio, ma anche luogo baricentrico che favorisce l’incontro e la socializzazione all’aria aperta di neo adolescenti che, tra una partita a calcetto e l’ascolto di musica, si conoscono e si riconoscono.

Usiamo deliberatamente il tempo presente perché non vogliamo pensare che la fruibilità di uno spazio così importante (e che serve come il pane), venga abbandonato a se stesso e lasciato a degradare. Tanto più che Piazza Simon Bolivar è stata riqualificata dall’amministrazione comunale poco più di un anno fa, e lasciare il campetto senza la possibilità di utilizzarlo sarebbe un segnale oltre che ingiusto, anche enormemente stridente rispetto a quanto fatto dal governo cittadino. Anche perché, da quando ne è stato inibito l’uso dall’intervento della Polizia municipale, che ha apposto il classico nastro bianco e rosso, i ragazzi che si ritrovavano per giocare non ci sono più, costretti a cercare altri spazi, in una città dove già sono pochissimi. L’intervento dell’autorità pubblica è avvenuto, con ogni probabilità, per la rete di recinzione intorno al rettangolo verde che, malmessa in più punti, evidentemente non garantisce condizioni di sicurezza e di agibilità.

Eppure, basterebbe un intervento di manutenzione dell’amministrazione comunale per ripristinare condizioni di sicurezza e riconsegnare alla città e ai ragazzi di quel quartiere un luogo fondamentale di condivisione e di crescita.

Infine, una considerazione più generale. In una città come la nostra – ma il discorso potrebbe essere allargato ad altri centri italiani – non è più rinviabile un confronto aperto sulla questione dello sport fruibile solo a pagamento, che taglia fuori centinaia di famiglie dalla possibilità di offrire ai propri figli lo svago necessario ad una crescita sana e felice. Non sarebbe ora di affrontare seriamente e diffusamente questo aspetto? Noi crediamo proprio di sì.

Nel mentre, ci auguriamo che il governo cittadino intervenga con sollecitudine. E se lo augurano anche i cittadini che hanno lanciato una petizione su change.org dove si legge, tra le altre cose:

Questo campo era frequentato non solo dai bambini residenti, ma anche dagli alunni di tre scuole primarie limitrofe, un vero punto di riferimento per la comunità locale.

Il suddetto campetto è diventato un simbolo dell’infanzia e dell’amicizia per tanti bambini. La sua chiusura ha causato una grande insoddisfazione e ha tolto ai bambini un luogo dove giocare, socializzare e crescere insieme, perturbando la felicità e la quotidianità di questi piccoli cittadini.

Nonostante il campo necessiti di cure, come la sistemazione della rete metallica di recinzione e di altre normali usure, riteniamo che la sua riapertura dovrebbe essere una priorità. Secondo il Centro Nazionale di Studi e Ricerche sullo Sport, l’accesso a strutture sportive pubbliche favorisce lo sviluppo fisico, cognitivo e sociale dei bambini.

Chiediamo perciò all’amministrazione comunale di intervenire per la riapertura del campetto da calcio e per la sua manutenzione. Firmate questa petizione per dimostrare il vostro sostegno alla causa e per restituire ai nostri bambini un importante spazio di gioco.


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