Corsa alle case nei borghi abruzzesi: cresce la domanda dall’estero

Corsa alle case nei borghi abruzzesi: cresce la domanda dall’estero
20 Mar 2026

di M.A.

Negli ultimi anni l’Abruzzo è diventato una delle mete più interessanti per chi, dall’estero, sogna di acquistare una casa in Italia. Su cento stranieri che cercano casa nel Paese, circa otto prendono in considerazione questa regione. Un dato che racconta un cambiamento nei desideri e nelle priorità di chi sceglie di venire in vacanza n Italia.

Il primo elemento che spiega questo interesse è facilmente comprensibile: il prezzo. Nella nostra regione è ancora possibile acquistare una casa con meno di 100.000 euro, e con circa 150.000 euro si trovano abitazioni spaziose, spesso già abitabili. In altre zone più note, la stessa cifra non basterebbe. Questo rende i borghi antichi accessibili a un pubblico più ampio, non necessariamente composto da grandi investitori, ma anche da famiglie, pensionati o lavoratori. Tuttavia, ridurre tutto al costo sarebbe limitante.

Ciò che attira davvero è il contesto. L’Abruzzo offre un’esperienza che molti stranieri percepiscono come autentica. Case in pietra e scorci suggestivi, sì, ma anche un modo di vivere diverso, più lento e meno mediato: il tempo sembra dilatarsi, i rapporti umani acquistano un peso diverso e la quotidianità è meno frenetica. È significativo che circa sette acquirenti su dieci preferiscano case già abitabili: non cercano soltanto un investimento, ma un luogo in cui poter vivere subito, anche temporaneamente.

A livello territoriale l’interesse sembra concentrarsi perlopiù su alcuni centri specifici. Tra i più richiesti emergono Città Sant’Angelo, Penne, Loreto Aprutino, Fraine, Pacentro e Castelvecchio Subequo.

Dietro l’acquisto di una casa in un borgo c’è spesso una ricerca più profonda: quella di equilibrio. Dopo anni segnati da ritmi accelerati, lavoro digitale e urbanizzazione intensa, sempre più persone sentono il bisogno di riconnettersi con spazi più umani e naturali.  Eppure, questo fenomeno solleva anche alcune domande. L’arrivo di acquirenti stranieri contribuisce senza dubbio a rivitalizzare borghi che, per anni, hanno sofferto lo spopolamento. Le case abbandonate vengono recuperate, aumentano le attività economiche e si crea una nuova attenzione verso territori spesso dimenticati. Allo stesso tempo, però, è importante interrogarsi su quale tipo di sviluppo si stia generando. Il rischio è che questi luoghi diventino spazi abitati solo in parte dell’anno, oppure che si trasformino lentamente per adattarsi alle aspettative di chi arriva da fuori.

Il dato economico, quindi, va letto insieme a quello sociale. Come integrare i nuovi residenti con le comunità locali? Forse più che gioire nel vendere immobili, bisognerebbe ripensare le relazioni e mantenere viva l’identità dei luoghi. In questo senso, l’Abruzzo si trova in una posizione delicata ma interessante: può diventare un modello di equilibrio tra apertura internazionale e radicamento territoriale.

Anche il profilo degli acquirenti contribuisce a definire questa trasformazione. Oltre ai pensionati e alle famiglie, crescono i lavoratori da remoto, persone che possono scegliere dove vivere senza essere vincolate a una città. Questo introduce una nuova dinamica: i borghi non sono più soltanto luoghi del passato, ma possono diventare spazi contemporanei, abitati e vissuti in modo diverso.


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