Comitato Scuole Sicure L’Aquila: “Sulle scuole servono interventi, non slogan”

Comitato Scuole Sicure L’Aquila: “Sulle scuole servono interventi, non slogan”
24 Nov 2025

“Accogliamo positivamente il fatto che, dopo anni di richieste formali, accessi agli atti, sollecitazioni pubbliche e confronti istituzionali, l’Amministrazione Comunale dell’Aquila abbia finalmente affermato che sono disponibili dati aggiornati relativi alle verifiche di vulnerabilità sismica degli edifici scolastici comunali cittadini.”

Così in una nota il Comitato Scuole Sicure L’Aquila.

“Si tratta di un atto dovuto e atteso da oltre otto anni.
È solo un primo passo, necessario ma non ancora sufficiente, verso una reale assunzione di responsabilità sulla sicurezza scolastica.

I fatti non possono essere distorti
Nelle parole dell’Amministrazione, sono emersi tre elementi che non possono però essere ignorati e che richiedono chiarezza immediata:
1) Per la prima volta il Comune dell’Aquila, attraverso il consigliere Scimia, riconosce la necessità di intervenire sulle scuole con indice minore di 0,6. “Per le scuole che hanno un indice inferiore a 0,6 si dovranno programmare gli interventi”. È un’ammissione importante: finora non era stato riconosciuta pubblicamente la necessità di programmare interventi sistematici per gli edifici scolastici più fragili. Se oggi il Comune annuncia la volontà di farlo, significa che ciò che denunciamo da anni era – ed è – fondato.

2) Il “piano degli interventi” citato non riguarda il miglioramento o adeguamento sismico delle scuole esistenti. Il consigliere Scimia richiama il “piano della ricostruzione scolastica” come se fosse un piano di interventi di vulnerabilità sismica sulle scuole più vulnerabili. Ma questo è fuorviante. Se il riferimento è al documento “Dossier sullo stato della ricostruzione delle scuole a L’Aquila”, quel piano di ricostruzione riguarda la costruzione di nuove scuole, molte delle quali già in ritardo di anni sul “fine lavori”, non gli interventi di miglioramento o adeguamento sismico sugli edifici attualmente frequentati dagli studenti.
Confondere questi due livelli non aiuta la trasparenza e rischia di creare un alibi narrativo che non corrisponde alla realtà dei numeri. Se veramente esiste un piano degli interventi di adeguamento sismico per le scuole dell’Aquila, saremmo felici di sapere quale sia e dove sia reperibile.

3) Non c’è allarmismo: ci sono dati oggettivi. Parlare di “terrorismo indotto” significa ignorare il contenuto stesso delle verifiche che sono state fatte. Grazie a tali verifiche, dopo anni di richieste dei Comitati, è emerso che alcune scuole dell’Aquila hanno parametri di sicurezza inferiori alla soglia di 0,6. È un fatto, non un’opinione. È ciò che denunciamo da anni, e che solo oggi l’Amministrazione conferma esplicitamente.

Una realtà che nessuno può minimizzare
Un indice inferiore a 0,6 non è un valore accettabile: è il limite sotto cui lo Stato prevede di “programmare gli interventi”, non un numero da trattare con leggerezza o con rassicurazioni generiche.

Dopo 16 anni dal terremoto, in una città simbolo della fragilità e della ricostruzione, non è tollerabile che vi siano ancora edifici scolastici con livelli di sicurezza insufficienti.

La sicurezza non è un argomento “di parte”.
Non è un tema emotivo.
È una questione di numeri, norme e trasparenza.

Servono impegni concreti, non annunci vaghi
Il Comitato Scuole Sicure a questo punto formula tre domande precise, che richiedono risposte altrettanto precise:

1) Esistono progetti esecutivi già avviati per le scuole con indice minore di 0,6? Il Comune intende perseguire l’adeguamento sismico di tutte le scuole comunali con indice minore di 0.6?
2) Sono state stanziate risorse per tali interventi?
3) Esiste un cronoprogramma pubblico, con tempi e responsabilità chiare?

Se la risposta a queste domande non è chiara, pubblica e verificabile, non possiamo parlare di programmazione: possiamo parlare solo di annunci.

Una città che sarà Capitale della Cultura non può avere scuole insicure
Tra pochi giorni L’Aquila sarà Capitale Italiana della Cultura.
Non può esserlo mentre oltre 3.000 studenti frequentano ancora MUSP o edifici con vulnerabilità sismica insufficiente.

La cultura non è fatta di slogan: è fatta di scuole sicure, moderne, accessibili e trasparenti.

Collaborazione sì, ma senza rinunciare alla verità
Il Comitato Scuole Sicure continuerà a monitorare, documentare e segnalare ogni ritardo e ogni omissione.

Non per creare tensione.
Non per cercare visibilità.
Ma per un principio semplice e non negoziabile: la sicurezza scolastica è un diritto, non un argomento da campagna elettorale.

Finché ogni scuola dell’Aquila non sarà strutturalmente sicura, accessibile e conforme agli standard nazionali, il nostro lavoro continuerà.”


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