Non si sono fatte aspettare le reazioni delle minoranze in Consiglio Comunale al Festival “L’Aquila città del libro”, patrocinato da Regione e Comune, con quest’ultimo che lo finanzia con 20mila euro, in cui – in un parterre egemonizzato dall’estrema destra – spicca il nome Franco Nerozzi che ha più volte espresso sui social luoghi comuni antisemiti.
LA NOTA DEL PARTITO DEMOCRATICO
“Se qualcuno pensava di trasformare il decennale del terremoto dell’Aquila in un luna park privato della sinistra si sbaglia di grosso”. Così tuonò il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, scagliandosi contro il ‘Festival degli Incontri’ che, nel 2019, era stato finanziato dal Mibac per accendere i riflettori internazionali sul decennale del sisma.
Biondi lamentò la mancata apertura “a esponenti e personalità con sensibilità diverse per un reale confronto”, aggiungendo, davanti il pubblico plaudente di Atreju, che “L’Aquila era una città nobile e aristocratica” che non voleva la presenza di artisti come Saviano e Zerocalcare.
Ebbene, oggi abbiamo finalmente capito qual è l’idea di cultura del sindaco Biondi, possiamo apprezzare la sua sincera volontà di confronto tra diverse sensibilità, e scopriamo quali sono, a suo parere, gli artisti che meritano di partecipare ad eventi all’Aquila.
Dal 28 al 30 luglio, nella città “nobile e aristocratica” andrà in scena il festival “L’Aquila città del libro”, finanziato da Comune e Regione, che chiamerà a raccolta alcuni dei principali nomi della cultura di destra-destra, nel solco del diktat meloniano di riscrivere la storia del suo movimento, quello della fiamma, col tentativo di costruzione, da zero, di un’egemonia culturale prima ancora che politica.
Sul palco del festival si potrà ascoltare Filippo Burla, che presenterà il suo libro sull’Europa edito da Altaforte, la casa editrice di CasaPound che ha pubblicato titoli come “Diario di uno squadrista toscano” e “Il cinema tedesco del Terzo Reich”, fondata da Francesco Polacchi, dichiaratamente fascista, già condannato per lesioni personali; ci sarà anche Gian Piero Joime, anche lui autore Altaforte, passato in Fratelli d’Italia da CasaPound.
Un percorso politico, questo, comune al sindaco Biondi e alla consigliera comunale Claudia Pagliariccio, l’unica donna nel panel dei 21 ospiti della kermesse.
E poi saranno presenti giornalisti di quotidiani d’area e, tra gli altri, presenzierà Franco Nerozzi, attivista di estrema destra, che dopo aver patteggiato 22 mesi di condanna con l’accusa di aver addestrato mercenari in Birmania da utilizzare in un golpe nelle isole Comore, è divenuto noto per gli insulti contro gli ebrei che pubblica sui social.
Nerozzi è arrivato a fare dell’ironia persino sulla senatrice a vita Liliana Segre che, in questa città, non è riuscita ad avere la cittadinanza onoraria.
“Stanno zitti i partigiani stanno zitti quegl’infami impegnati ancor nel ghetto a insultar Norma Cossetto”, scriveva nei giorni scorsi. E ancora: “Non basta una stella gialla del 1938 a farmi simpatizzare per quegli Ebrei che ancora tramano ai danni di popoli e nazioni che hanno la sfortuna di non aver stretto una salda alleanza con Dio”, rilanciando l’infame tesi neonazista che siano stati gli ebrei a far scoppiare la Seconda Guerra mondiale.
“Imbroglioni erranti dal naso adunco” ha postato, insultando il giornalista David Parenzo; poi, commentando uno status di Emanuele Fiano, in prima fila nella battaglia all’antisemitismo, ha scritto: “È così supponente e tronfio che ci va ancora bene se non pretende una pietra d’inciampo davanti all’ufficio”.
È Nerozzi che inaugurerà il festival “L’Aquila città del libro”, una kermesse “senza mafia antifascista” ha tenuto a sottolineare; una vergogna per la nostra città, per le aquilane e gli aquilani, uno sfregio alla storia dell’Aquila, la città dei Nove Martiri, dei fratelli Santomarrone, di Giulio Della Pergola.
Una città democratica che non merita di sopportare tanto vergognoso disonore in nome della volontà politica di Giorgia Meloni di imporre una narrazione tossica al paese. L’Aquila non può continuare ad essere il banco di prova per la sperimentazione di una nuova stagione della cultura di estrema destra in Italia.
Ora basta!
LA NOTA DI LORENZO ROTELLINI (L’AQUILA CORAGGIOSA)
L’Aquila Città del Libro è un festival culturale che si terrà a fine luglio in città. Una kermesse piena di personaggi dell’opinionismo di estrema destra.
L’evento sarà sponsorizzato e patrocinato dal Comune e dalla Regione Abruzzo, con ben 20.000€ a testa.
Chiedo pubblicamente al Sindaco, è lo farò anche in Consiglio lunedì, di revocare il patrocinio del Comune e di destinare i 20.000€ ad altre attività.
LA NOTA DI SIMONA GIANNANGELI (L’AQUILA CORAGGIOSA)
La Dichiarazione di Elisabetta Piccolotti
Deputata di Sinistra Italiana , Capogruppo in Commissione Cultura
La destra deve dire chiaramente davanti al Paese se davvero ha ripudiato l’antisemitismo oppure se nei gangli della sua offerta culturale lo ospita ancora con favore.
È una domanda che poniamo oggi perché all’Aquila si tiene, con il patrocinio di Comune e Regione, un incredibile festival del libro senza libri, in cui è stato invitato a parlare Franco Nerozzi, attivista di estrema destra, protagonista di gesta oscure come l’organizzazione di un golpe nelle Isole Comore per il quale si è dichiarato innocente ma ha patteggiato una condanna a 22 mesi. Quel che di certo sappiamo di questo Franco Nerozzi è che, senza vergogna, continua a fare dichiarazioni antisemite sui social, accusando gli ebrei di essere colpevoli di nefandezze mai avvenute e falsificando la storia.
Il Comune e la Regione ritirino immediatamente il loro patrocinio e ogni servizio offerto agli organizzatori del festival. E Claudia Pagliarico, consigliera comunale di Fratelli d’Italia, ritiri la sua partecipazione.
Diversamente sarà chiaro a tutti non solo che questa destra ha problemi a dirsi antifascista ma anche che continua a fare l’occhiolino ai propugnatori di quelle idee neofasciste e neonaziste per combattere le quali in tanti e tante nel nostro paese hanno dato la vita con la Resistenza partigiana. Un’insulto all’Italia, uno sfregio alla nostra storia.
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