Prosegue il confronto politico sulla legge regionale relativa alle aree idonee per gli impianti da fonti rinnovabili. A intervenire è il consigliere regionale del Partito Democratico Pierpaolo Pietrucci, che replica alle dichiarazioni dell’assessore regionale Mario Quaglieri, sostenendo la necessità di modificare il provvedimento approvato dalla Giunta Marsilio.
«L’assessore Mario Quaglieri continua ad attaccare chiunque evidenzi i limiti della legge regionale sulle aree idonee, ma la realtà è molto più semplice: quella legge è sbagliata e dovrà essere modificata», afferma Pietrucci.
Secondo il consigliere dem, le criticità della norma emergerebbero dai rilievi formulati dai Ministeri competenti e dall’impegno assunto dalla stessa Regione nei confronti del Governo a intervenire sul testo.
Pietrucci critica inoltre il confronto acceso con Confagricoltura e con le opposizioni. «Quando si arriva ad accusare chiunque sollevi un problema – dichiara – forse è il momento di chiedersi se il problema non sia la legge approvata dalla Giunta Marsilio».
Per il consigliere regionale, la questione va oltre il confronto tra maggioranza e opposizione e riguarda il futuro di due settori strategici per l’Abruzzo.
«Una cattiva legge rischia di bloccare gli investimenti invece di governarli e di mettere in contrapposizione energie rinnovabili e agricoltura di qualità, a partire da quella del Fucino. Sono due comparti che devono poter convivere attraverso regole chiare e rispettose della normativa nazionale», sostiene.
Pietrucci critica anche l’atteggiamento dell’assessore Quaglieri nel dibattito politico: «Invece di spiegare perché il Governo abbia contestato la norma, preferisce distribuire battute e insinuazioni. Così non si risolvono i problemi di agricoltori, imprese e territori».
Il consigliere del Partito Democratico conclude chiedendo una rapida revisione della legge regionale, coinvolgendo tutte le parti interessate.
«L’Abruzzo ha bisogno di una disciplina che favorisca la transizione energetica senza sacrificare il patrimonio agricolo e paesaggistico della regione. Serve una norma solida, non una legge scritta male e difesa ancora peggio», conclude Pietrucci.
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