di Alessandra Prospero
L’abolizione dell’obbligo di rinnovo della carta d’identità per gli over 70 è una delle novità più attese del decreto Semplificazioni. La misura, annunciata dal ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, punta a ridurre tempi, costi e incombenze burocratiche per milioni di anziani, semplificando uno dei procedimenti amministrativi più frequenti e spesso più complessi da gestire per chi ha difficoltà di mobilità o vive in zone poco servite.
Validità illimitata o estesa: come potrebbe funzionare
Il decreto prevede che la carta d’identità degli over 70 diventi valida a tempo indeterminato o comunque per un termine superiore ai dieci anni attualmente previsti. Nel concreto, secondo le ipotesi in discussione, la norma potrebbe tradursi in tre possibili scenari:
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Validità illimitata del documento, con l’obbligo di aggiornarlo solo in caso di variazioni sostanziali (stato civile, cambio residenza, smarrimento).
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Validità automatica fino al compimento di una soglia d’età molto elevata (es. 90 anni), con rinnovo richiesto solo in caso di necessità.
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Validità estesa con controlli digitali periodici, che non richiederebbero la presenza fisica del cittadino.
La scelta definitiva sarà specificata nei decreti attuativi.
Aggiornamento della foto: un nodo ancora aperto
Uno degli aspetti più delicati riguarda la foto del documento, che potrebbe perdere la sua funzione identificativa con il passare degli anni. Per questo, si sta valutando di:
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mantenere l’obbligo di sostituzione della foto ogni 15–20 anni;
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introdurre un sistema di aggiornamento digitale tramite SPID o CIE, con invio della foto direttamente da casa o tramite sportello assistito;
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prevedere la sola verifica dell’identità in caso di controlli da parte delle forze dell’ordine, senza obbligo di rinnovo formale del documento.
Qualunque soluzione verrà adottata dovrà garantire un equilibrio tra semplificazione e sicurezza.
Variazione dei dati anagrafici: cosa succede se cambiano?
Anche per gli over 70 potrebbero verificarsi modifiche ai dati riportati sulla carta:
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Cambio di residenza
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Cambio di stato civile (matrimonio, vedovanza, divorzio)
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Modifiche di nome o cognome (meno frequenti)
In questi casi, l’orientamento è di imporre un aggiornamento obbligatorio, ma attraverso una procedura molto più snella rispetto all’attuale. Alcune ipotesi:
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aggiornamento automatico tramite collegamento diretto tra anagrafe nazionale e comuni;
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rilascio immediato del documento aggiornato senza appuntamento, solo consegnando una nuova foto;
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possibilità di aggiornare i dati tramite le farmacie o altri sportelli polifunzionali.
Come cambieranno le procedure negli uffici comunali
Uno degli obiettivi del provvedimento è ridurre la pressione sugli sportelli anagrafici, spesso congestionati. Con la validità estesa:
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si ridurranno le richieste di appuntamento per rinnovi ordinari,
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gli uffici potranno concentrarsi sui documenti per minori, prime emissioni o casi complessi,
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le risorse liberate potranno essere usate per velocizzare altri procedimenti amministrativi.
I comuni saranno comunque chiamati a riorganizzare i propri sistemi informatici e a ricevere nuove linee guida operative.
La digitalizzazione come pilastro del nuovo sistema
Il decreto punta anche a integrare la carta d’identità con i sistemi digitali esistenti, semplificando ulteriormente la vita ai cittadini anziani. Tra le opzioni allo studio:
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accesso semplificato ai servizi online tramite la CIE, anche senza lettore fisico;
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possibilità di aggiornare alcuni dati direttamente dall’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR);
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interoperabilità tra CIE, tessera sanitaria e fascicolo sanitario elettronico.
Farmacie come nuovi sportelli di prossimità
Il pacchetto prevede anche una serie di nuove funzioni che potrebbero essere delegate alle farmacie:
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richiesta o cambio del medico di famiglia,
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assistenza nella gestione di alcuni servizi anagrafici,
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vaccinazioni senza passare dall’Asl.
Questa decentralizzazione renderà più accessibili i servizi, soprattutto per chi vive in comuni piccoli o aree interne.
Tempi di applicazione
Il decreto dovrà essere seguito da provvedimenti attuativi, che definiranno tempi di entrata in vigore, modalità operative ed eventuali fasi di sperimentazione.
È plausibile una partenza scaglionata, con un periodo iniziale per adeguare sistemi informativi e formare gli operatori.
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