Riceviamo in redazione una segnalazione di un automobilista, che riportiamo integralmente.
“Gentile Direttore, mi sono deciso a scrivere alla redazione di AbruzzoSera perché uno sgradevole episodio accaduto in autostrada mi ha molto indispettito e non poco turbato. Sabato pomeriggio sono partito dall’Aquila alla volta di Roma per trascorrere una giornata di svago con la mia famiglia e mi sono così immesso in autostrada. Poco dopo l’ingresso in A24, all’altezza del restringimento a una sola corsia prima di Tornimparte, mi sono ritrovato dietro una moto di grosso cilindrata che, dopo essere sopraggiunta a grande velocità, ha iniziato a starmi praticamente attaccata dietro alla macchina, con diverse accelerate e relative frenate, iniziando a fare zig zag da sinistra a destra. Premetto che in quel tratto non c’è neanche una banchina laterale e quindi non c’è lo spazio fisico per poter superare la macchina che precede e che, comunque, io andavo a una velocità congrua sia per i limiti imposti sia per la condizione specifica del restringimento.
Il motociclista ha continuato ad accelerare e ad avvicinarsi sempre di più alla mia vettura in maniera scorretta e pericolosa: c’è da considerare che se in quel tratto dovesse accadere un incidente, la cosa sarebbe rischiosa per tutti (anche per l’altra corsia con marcia in senso contrario) e si bloccherebbe tutto il traffico, anche per prestare soccorso.
A un certo punto, a rischio della sua e della nostra vita, il motociclista ci ha superato da destra in maniera fulminea. Subito dopo, il restringimento è finito e le corsie sono tornate due ma – ed è questa la cosa sconvolgente – mentre tutti avevano ripreso normalmente la propria marcia, nel momento in cui io stavo superando un’automobile e mi portavo sulla corsia di sinistra, il motociclista, che era davanti a noi, ha rallentato di botto fino a frenare, come per una rappresaglia o per atto di bieco “bullismo autostradale”.
Siamo quindi stati costretti a frenare bruscamente anche noi, sotto lo sguardo degli altri automobilisti, per non tamponarlo e per non causare eventuali incidenti, visto che avevamo diverse auto dietro.
I clacson di tutti hanno iniziato a suonare e a quel punto questo bullo da autostrada ha accelerato scomparendo all’orizzonte.
Mi chiedo a questo punto se sia possibile essere lasciati alla mercé di una situazione così critica come quella dei lavori infiniti dell’A24, senza nessuna vigilanza o protezione da questi prepotenti che non rispettano né la vita propria, né quella degli altri né il codice della strada.
Nonostante le proteste contro l’entrata in vigore del nuovo codice e nonostante le tante morti sulle strade, bisogna ancora temere gli atti “intimidatori” di guidatori scellerati?
E, mi chiedo inoltre, quanto potranno ancora sopportare gli abruzzesi di pagare un pedaggio intero per un tratto autostradale in quelle condizioni?
Ps. le foto ovviamente non sono state scattate da me ma le ha fatte uno dei miei familiari, per documentare quanto stava accadendo perché stavolta abbiamo avuto davvero paura.”

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