Ghiandaia marina, prime nidificazioni in Abruzzo nei nidi artificiali

Ghiandaia marina, prime nidificazioni in Abruzzo nei nidi artificiali
31 Ago 2026

Prime nidificazioni della Ghiandaia marina in Abruzzo all’interno di nidi artificiali. Il risultato arriva dopo due anni dall’installazione di dieci cassette-nido realizzate grazie alla collaborazione tra la Stazione Ornitologica Abruzzese (SOA) e la società TUA-Ferrovia Sangritana.

La Ghiandaia marina (Coracias garrulus) è una specie poco comune e poco conosciuta in Abruzzo. Nonostante il nome, non appartiene alla famiglia dei corvidi e non è legata agli ambienti marini. A caratterizzarla è soprattutto il piumaggio dai colori vivaci, con un intenso azzurro, tipico dei Coraciformi, gruppo di uccelli diffuso soprattutto nelle regioni tropicali di Africa e Asia.

Tra la fine del XX secolo e i primi anni del nuovo millennio la specie ha registrato un importante calo. Tra il 2008 e il 2014, i 28 Stati dell’Unione europea l’hanno inserita nell’Appendice I della Convenzione sulle specie migratorie, predisponendo uno specifico piano di protezione.

La popolazione riproduttiva europea è ancora considerata in diminuzione, anche se il calo ha rallentato. In Italia, invece, il progetto “Coracias Italia”, avviato nel 2011 e al quale la Stazione Ornitologica Abruzzese ha aderito fin dall’inizio, ha permesso di rilevare un consistente incremento della specie.

In Abruzzo, i siti di nidificazione finora individuati si trovano esclusivamente nel territorio teatino, in aree agricole poco abitate e caratterizzate da una limitata presenza umana.

I nidi artificiali e le prime occupazioni

La Ghiandaia marina arriva in Abruzzo a partire da maggio e il periodo riproduttivo prosegue fino ai primi giorni di agosto. La specie nidifica all’interno di cavità naturali o artificiali: nel territorio teatino utilizza soprattutto ruderi e vecchie abitazioni abbandonate, oltre agli alberi secolari.

La progressiva diminuzione di questi siti ha spinto la SOA, grazie alla disponibilità di TUA-Ferrovia Sangritana e senza contributi da parte di privati o enti pubblici, a installare dieci cassette-nido su alcuni tralicci e fabbricati abbandonati difficilmente localizzabili.

La scelta delle aree è stata effettuata individuando i territori ritenuti più adatti e facendo riferimento alle esperienze positive maturate in altre regioni italiane e in Europa.

Dopo due anni di attesa sono arrivate le prime conferme. L’esperto della SOA Marco Liberatore ha verificato quest’anno l’occupazione di due dei nidi, utilizzati da altrettante coppie di Ghiandaia marina. Un ulteriore nido è stato invece occupato da una coppia di assiolo, piccolo rapace notturno migratore e nidificante in Abruzzo.

Un aiuto alla biodiversità abruzzese

La Ghiandaia marina è caratterizzata anche da una dieta particolarmente varia, che comprende rettili, uccelli, piccoli anfibi e mammiferi, ma soprattutto coleotteri, imenotteri e ortotteri. La sua presenza può quindi rappresentare un importante aiuto naturale nel contrasto agli insetti dannosi per le colture.

Tra le principali minacce per la specie ci sono la trasformazione degli ambienti utilizzati per la nidificazione e l’alimentazione, legata soprattutto alla diffusione dell’agricoltura intensiva e all’utilizzo di fitofarmaci. Il mantenimento delle colture tradizionali e la diffusione dell’agricoltura biologica possono invece favorirne la presenza.

La popolazione abruzzese della Ghiandaia marina è composta da circa una cinquantina di esemplari. Le prime nidificazioni accertate nei nidi artificiali dimostrano quindi come anche interventi mirati e di piccola scala possano contribuire alla conservazione della biodiversità.


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