Riceviamo e pubblichiamo
“Da oltre un anno, l’associazione di promozione sociale Mare Libero chiede al Comune di Città Sant’Angelo di attivare un percorso di co-programmazione per l’utilizzo dell’arenile comunale, proponendo l’istituzione di spiagge libere attrezzate anche alla luce dei fondi pubblici che saranno impiegati per riqualificare la costa angolana. Una richiesta avanzata già nell’agosto 2024 e ribadita nel febbraio 2025, ma rimasta lettera morta. L’amministrazione guidata dal sindaco Perazzetti ha infatti imboccato la direzione opposta, scegliendo di affidare la spiaggia ai privati attraverso concessioni balneari. Così, ad inizio estate, il Comune pubblica un bando per una concessione balneare stagionale dal 20 giugno al 30 settembre. Una decisione che ha sollevato le nostre proteste, che denunciano l’assenza di qualsiasi confronto con il terzo settore ed il rischio di una progressiva privatizzazione del già modesto litorale angolano (appena 800 metri di costa). Nonostante le diffide, la gara viene aggiudicata e la concessione balneare prende il nome di “Cala Pepetto”. Al vincitore viene richiesto di allestire un chiosco in legno bianco per le attività di ristoro, garantire la manutenzione dell’area, e predisporre una porzione di arenile per persone con disabilità. Quest’ultima, in particolare, viene inaugurata ad inizio luglio con l’impegno di mantenerla attiva fino al 31 agosto.
Ma il 28 agosto, a pochi giorni dalla fine della stagione balneare, il Comune revoca in sordina l’intera concessione per inadempienze da parte del concessionario: il chiosco non rispetta i requisiti estetici, non risulta caricata la necessaria documentazione sul portale web del demanio marittimo, e non è stata presentata la fideiussione bancaria prevista dal bando. L’amministrazione ordina così la rimozione immediata di strutture ed arredi, e di riportare l’arenile allo stato originario. A dare risalto al caso è il gruppo consiliare di opposizione “Visione Comune” che ieri denunciava l’accaduto con un post su Facebook, ricordando come alcune criticità fossero già state evidenziate in un passato consiglio comunale. Il caso della spiaggia angolana mette in luce le difficoltà di conciliare gestione pubblica ed interessi privati. Mare Libero continua a chiedere trasparenza e partecipazione, ed auspica che i recenti avvenimenti riaprano il dibattito sul futuro dell’arenile angolano e sulla necessità di creare spazi fruibili da tutti, senza che la privatizzazione comprometta il libero accesso al mare”.
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