Toxic Heart Double Head: dal monologo a uno spettacolo potente sulla violenza di coppia

Toxic Heart Double Head: dal monologo a uno spettacolo potente sulla violenza di coppia
25 Nov 2025

La Giornata mondiale contro la violenza sulle donne non è solo un momento di memoria e denuncia: è anche un’occasione per riportare al centro il potere del teatro come strumento di consapevolezza. È proprio in questo contesto che prende forma il progetto Toxic Love, nato quasi per caso ma trasformato, nel tempo, in un potentissimo percorso artistico capace di parlare in modo diretto – e senza sconti – delle dinamiche dell’amore tossico.

Ne parlammo all’epoca con l’attore protagonista e autore Antonio Pellegrini.

“Tutto inizia a fine aprile, quando Gabriella Iovino trova un concorso dedicato ai monologhi sul tema dell’amore. Nasce così, in una sola sera, Toxic Love: un monologo al femminile sull’amore sbagliato, violento, malato. Il testo vince il premio come miglior monologo, diventando la scintilla di un progetto più grande. Da quella prima prova nasce un reading sull’amore tossico che, portato in scena anche il 25 novembre, ottiene ovunque un riscontro sorprendente” racconta Pellegrini.

Antonio Pellegrini

Quel successo spinge gli autori a fare un passo ulteriore: trasformare il reading in uno spettacolo teatrale compiuto. Nasce quindi Toxic Heart Double Head, rappresentato per la prima volta ieri, il 24 novembre 2025, alla vigilia della ricorrenza internazionale dedicata alle donne. Una scelta simbolica, perché lo spettacolo affronta senza filtri gli elementi più oscuri delle relazioni: isolamento emotivo, gelosia, dipendenza affettiva, possesso, degenerazione della passione, fino alla violenza fisica e allo stupro.

“Il teatro – spiegano gli autori – non può limitarsi a storie rassicuranti. Deve avere il coraggio di mettere in scena la realtà nuda, anche quando fa male. Toxic Heart Double Head fa esattamente questo: racconta una coppia travolta da un amore feroce, inconsapevole, segnato dai traumi del passato e da dinamiche di controllo che esplodono in tragedia.”

Nonostante i contenuti espliciti, lo spettacolo debutta davanti a classi di studenti liceali che lo seguono in silenzio, con attenzione matura, arrivando a porre domande profonde al termine della performance. Sono proprio le loro reazioni – insieme ai messaggi del pubblico – a confermare la potenza dell’opera: molti spettatori raccontano di aver continuato a pensarci per giorni, di sentire “le urla nella testa”.

“Il progetto, sottolinea l’autore, non sarebbe stato possibile senza la complicità artistica di Gabriella Iovino, capace di dare vita a ogni visione e sfumatura del testo. È questa intesa che consente allo spettacolo di trasformarsi non in una semplice rappresentazione, ma in un’esperienza che scuote, fa riflettere e lascia un segno.”

E proprio nella giornata del 25 novembre, Toxic Heart Double Head ricorda una verità semplice e durissima: la violenza nelle relazioni non è finzione scenica, ma una tragedia quotidiana che il teatro può – e deve – continuare a raccontare.


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