L’effetto bolgia del Gran Sasso e la sensazione di Cappellacci: “Così L’Aquila si esalta”

Foto Luca Pitone
Foto Luca Pitone
30 Gen 2024

“Ho una sensazione”, ha affermato Mister Roberto Cappellacci in sala stampa nel post gara della vittoria contro il Campobasso, “che la squadra si esalti in casa col gran pubblico e tende ad ammosciarsi nei campi più periferici dove andiamo”.

Una sensazione che sembra più ficcante di tante analisi fatte finora e che darebbe una spiegazione alle prestazioni più “mosce” che la squadra ha fatto in campi come Fossombrone o Monterotondo ad esempio, quando L’Aquila tende ad assestarsi sui valori degli avversari e non esprimere in pieno la sua superiorità tecnica.

“Un applauso, un coro, ti spingono e portano a fare meglio”, ha continuato il tecnico, ed è forse per questo che la domenica dopo aver pareggiato con il modesto Monterotondo si riesce a vincere e convincere con la capolista del girone.

La gestione di Cappellacci vede infatti cinque vittorie casalinghe su sei partite, mentre le cose vanno diversamente in trasferta dove ha fatto due vittorie, una sconfitta (con la Samb) e tre pareggi a Fossombrone, Notaresco e Monterotondo. 

Un limite psicologico su cui il tecnico dovrà lavorare, ma su cui può fare molto anche  la piazza aquilana, mai come ora protagonista e chiamata a svolgere il ruolo di dodicesimo uomo in campo, colui che col suo calore può accendere il potenziale tecnico della squadra, facendolo esprimere al massimo.

Come non approfittare allora del doppio turno casalingo che dopo Campobasso vede arrivare in città un’altra squadra di vertice, la Vigor Senigallia, per un nuovo match decisivo di questo girone di ritorno di un campionato che, come noto, è  molto equilibrato.

Un turno quello di domenica prossima che vede il Campobasso impegnato in casa contro l’ostico Roma City. Dopo aver portato a casa un punto in due gare, d’auspicio per L’Aquila sarebbe che quella dei molisani prendesse le sembianze di una piccola crisi. La Sambenedettese invece avrà un turno più agevole aspettando in casa il Vaso Girardi e sembra in lieve ripresa dopo il momento terribile che l’ha colpita intorno la pausa invernale. Ma questo girone ci ha insegnato che le certezze non esistono.

Tranne una: la bolgia dello stadio Gran Sasso. Con 4mila tifosi dentro tra curva e tribuna, l’effetto che fa il nuovo stadio forse è una variabile ancora non del tutto calcolata, che si sta rilevando fondamentale.

Dopo il facile esordio col Matese nella gestione Epifani, la prima volta che ci si è resi conto della potenza del calore dei tifosi esprimibile nel nuovo impianto, è stato con il gol di Banegas allo scadere col Sora che ha portato alla seconda vittoria casalinga. Un fragore imprevisto, più potente di quanto ci si potesse immaginare, ripetuto ancora più forte con l’Avezzano, quando il Gran Sasso si è fatto bolgia, e così domenica scorsa.

Nulla è facile in questo campionato, ma costruire una consapevolezza di superiorità  tra le mure amiche sarebbe importante, tentando poi di portare l’entusiasmo anche in trasferta e facendo lavorare Cappellacci sulla testa dei giocatori, che devono esser capaci di trovare sempre le giuste motivazioni, anche quando all’Aquila vengono messi a disposizione 90biglietti come successo a Monterotondo.

Ma per la partita di domenica prossima contro la Vigor Senigallia spazio ce n’è, e sarebbe importante vedere il Gran Sasso di nuovo pieno per far esaltare al massimo Banegas e gli altri. Se si vuole pensare che il salto in terza serie nazionale sia possibile, la condizione fondamentale sembra essere, per “la squadra della gente”, il calore della gente.

L’Aquila ci creda.

 

Alessandro Tettamanti


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