di Alessandro Tettamanti
Alla prima con Mister De Feudis in panchina, L’Aquila strappa un pareggio allo stadio del Conero di Ancona, senza prendere gol (non succedeva dalla prima giornata), ma senza neanche riuscire ad essere sufficientemente pericolosa sotto porta.
Prima parte decisamente a favore dei dorici che, dopo un inizio di studio, mettono sotto una L’Aquila che commette svariati errori tecnici e risulta intimorita dalla foga dell’avversario che però, per fortuna dei rossoblù, è altrettanto impreciso in fase offensiva. Seconda frazione invece a favore dell’Aquila che va anche in gol con Belloni, annullato per presunto fallo di mano, e che passa alcune fasi in pressione, mostrando maggiore qualità, ma senza però riuscire a far male. Pesa, su tutto, l’assenza di Giampaolo, fuori per la pubalgia che lo affligge e la mancanza di una sostituto di Belloni, con il giovane Guidobaldi (dal 65′) apparso nuovamente troppo leggero ed inefficace.
Per quanto visto in campo non è stata certo la trasferta di oggi ad Ancona quella in cui trovare la vittoria che ancora manca fuori casa. Piuttosto quello arrivato oggi è un punto da tenersi stretto al termine di un match in cui dell’Aquila si può apprezzare l’impegno, la grinta (anche a centrocampo) e l’attenzione in fase difensiva. Qualcosa da cui ripartire per poter scalare la montagna di una stagione in cui, dopo undici giornate, la distanza dalla vetta resta quella di cinque punti.
Un turno, quello odierno, in cui a vincere sono state solo Fossombrone, Castelfidardo ed Avezzano, mentre tutte le altre partite sono terminate in pareggio, con lo 0-0 dello scontro diretto tra Chieti e Sambenedettese, ma anche con il 2-2 casalingo del Teramo con la modesta Civitanovese. Ad approfittarne il Fossombrone che scala la classifica e si va a conquistare il primo posto in comproprietà con la Samb.
Tornando ad Ancona, De Feudis conferma il 3-4-3 inserendo Di Santo (2005) tra i tre della linea difensiva.
Al centro del campo insieme a Del Pinto torna Mantini, mentre esterni sulle fasce vanno Zuccherato (2004) e Gueli (2006). Tridente con Belloni al centro, Banegas a destra e Misuraca a sinistra. Una formazione quindi che alla partenza, contando il portiere Michielin (2005) – migliore in campo – contiene quattro under con Giandonato che si accomoda in panchina.
Da Ex, nello stadio che l’anno scorso l’ha visto allenatore in seconda, De Feudis, per la prima volta al comando di una squadra di serie D, analizza il mach: “I primi dieci minuti riuscivamo ad uscire, poi dalla prima palla persa ci siamo un po’ impauriti ,ma è durato venti minuti. Abbiamo iniziato a rinviare la palla dal fondo e siamo andati meno in difficoltà, ma non era pensabile venire ad Ancona e pensare di non prendere un tiro” .
“Per me prestazione e risultato sono positivi – continua De Feudis -, i ragazzi sono usciti stremati. Ho visto una squadra che ha seguito quello che gli ho detto, nel secondo tempo potevamo sfruttare meglio le occasioni, ma sono contento. Non mi sembra poco non aver preso gol, quindi quando riusciremo a farne, torneremo a vincere”.
Cosa manca allora? “Per fare gol manca un bel po’ di fiducia , perché quando c’è fiducia nell’ambiente le cose vengono meglio, e poi serve lavoro, fare qualche passaggio un pochino meglio”.
“I giocatori sono andati liberi in campo come gli ho chiesto – continua il Mister rossoblù – perché cercavamo di giocare, poi non sempre ci siamo sempre riusciti. Ho visto l ‘aggressività dei centrocampisti e una squadra che provava a fare il massimo per quello che può fare oggi”.
“Ripeto – conclude De Feudis – sono positivo, i ragazzi a fine allenamento l’altro giorno erano sfiniti e contenti , più di questo non posso chiedergli”
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