L’Aquila 1927, una battuta d’arresto non è un baratro: compattarsi è la parola d’ordine

L’Aquila 1927, una battuta d’arresto non è un baratro: compattarsi è la parola d’ordine
16 Ott 2025

La sconfitta in trasferta a Macerata (2-1) contro la Maceratese, la prima battuta d’arresto stagionale per L’Aquila 1927, ha lasciato un pò di amaro in bocca tra i tifosi e nell’ambiente rossoblù. Ma è proprio in momenti come questi che l’unità e il sostegno della piazza devono fare la differenza. È fondamentale che la tifoseria si stringa attorno alla squadra, al mister e a tutto lo staff tecnico, trasformando la delusione in energia positiva in vista dei prossimi impegni.

Analizzando la gara del “Helvia Recina”, non si può non pensare all’episodio chiave: il rigore fallito dal Pocho Banegas sul punteggio di 0-1 a favore dei rossoblù. Se quel pallone fosse entrato, la partita, dominata fino a quel momento, si sarebbe probabilmente chiusa. Ma il calcio è così, e i rigori li sbaglia solo chi ha il coraggio di tirarli.

La riflessione da fare oggi è sulla forza della rosa allestita dal direttore Gianluca Rossini, un potenziale che non può essere scalfito da una singola sconfitta. L’attacco, con ben 17 reti segnate in sole otto giornate, è il biglietto da visita di una squadra che ha nel reparto offensivo un lusso per la Serie D, e non solo nel Girone F. Avere in organico contemporaneamente giocatori come Sparacello, Banegas e Di Renzo è un patrimonio tecnico di primissimo livello, un arsenale che poche altre formazioni possono vantare. L’entusiasmo, se alimentato correttamente, può spingere questo gruppo ad esprimersi anche oltre i suoi già importanti limiti.

È innegabile che mister Pochesci e il suo staff debbano lavorare per trovare maggiore equilibrio e solidità nella fase difensiva, come dimostrano le reti subite in rimonta a Macerata e i troppi gol presi finora. Tuttavia, siamo solo all’ottava giornata: il campionato è un lungo percorso a tappe e, come accaduto ai rossoblù, anche le altre pretendenti al vertice incapperanno in difficoltà e passi falsi. L’Ostia Mare, attuale capolista, non è destinata a vincere sempre.

È vero, anche avversari come Teramo e Ancona sono quotati e costruiti per il vertice, ma L’Aquila 1927 non ha nulla da invidiare ai loro organici. Anzi, il confronto diretto con le big deve rappresentare la molla per dimostrare sul campo che i rossoblù sono i padroni del proprio destino. Non dimentichiamo, inoltre, che gran parte degli scontri diretti sono ancora da affrontare (finora solo Ancona-Ostia Mare, con gli adriatici che avrebbero meritato di più dello 0-1 finale), e saranno proprio queste partite a definire la classifica e a dirci chi è la vera favorita.

È in questo contesto che la prossima sfida, il derby di domenica 19 ottobre contro il Giulianova allo Stadio Gran Sasso d’Italia, assume un’importanza cruciale che va oltre i tre punti. La società ha indetto la Giornata Rossoblù e la risposta della piazza deve essere massiccia e rumorosa.

Non sono ammesse tiepidezze. La squadra, reduce dalla prima sconfitta, ha bisogno di sentire il fuoco del tifo, quell’energia viscerale che solo un derby può sprigionare. L’atmosfera del “Gran Sasso” dovrà essere infuocata e complicata per gli avversari, ma allo stesso tempo una fonte inesauribile di carica per i ragazzi di mister Pochesci, I giocatori devono sentire che l’intera città è alle loro spalle, pronta a spingerli oltre ogni ostacolo.

Il momento è delicato, ma la prima sconfitta deve suonare come un campanello d’allarme e non come un de profundis. La squadra ha le carte in regola per puntare in alto e giocarsela fino alla fine. Ora, più che mai, l’ambiente, la squadra, il tecnico e lo staff devono fare quadrato. Testa alta e avanti tutta, il campionato è ancora lungo!


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