Il ritorno in campo dopo la sosta pasquale non porta con sé, purtroppo, quel clima di entusiasmo che la piazza aquilana avrebbe sperato di respirare in questa fase del campionato. La sfida odierna contro la Sammaurese, in programma alle ore 16, si presenta come l’ennesimo bivio di una stagione nata sotto i migliori auspici e scivolata, settimana dopo settimana, in un grigiore difficile da accettare. Se la scorsa estate L’Aquila figurava legittimamente tra le grandi favorite per il salto di categoria, la realtà odierna racconta una storia diversa, fatta di una difesa affannosa di un posto nei playoff che sa quasi di premio di consolazione per una piazza che sognava il primato.
Il momento è oggettivamente critico. Sulla panchina rossoblù siede da febbraio Mauro Chianese, subentrato a Michele Fucili, ma l’ennesimo cambio di guida tecnica non ha prodotto la scossa psicologica e tattica sperata. I numeri, gelidi come il vento che spesso spazza il Gran Sasso, parlano chiaro: nelle ultime tre uscite sono arrivate altrettante sconfitte, un ruolino di marcia che ha minato le certezze di uno spogliatoio apparso fragile nei momenti chiave. Chianese sta riflettendo profondamente sull’assetto da opporre ai romagnoli: il collaudato 4-3-3, che finora non ha garantito l’equilibrio necessario, potrebbe essere accantonato in favore di un più solido 4-4-2, nel tentativo di proteggere una difesa che dovrà fare i conti con la disperata fame di punti salvezza della Sammaurese.
Paradossalmente, il potenziale offensivo resta l’unica luce in un panorama tecnico opaco. L’Aquila può ancora vantare bocche da fuoco del calibro di Claudio Sparacello e Luca Di Renzo, rispettivamente a quota diciassette e quindici centri stagionali. Anche se anche questi ultimi sembrano avere tirato i remi in barca. In ogni modo a loro, al Capitano Brunetti e al forte e generoso centrocampista aquilano di nascita Giorgio Mantini, si affida una squadra che ha l’obbligo morale di onorare la maglia, nonostante la classifica non permetta più voli pindarici.
In questo clima di generale dimissione per le sorti della prima squadra, l’unico vero sorriso arriva dal settore giovanile. La Juniores rossoblù ha infatti concluso la propria stagione regolare con un risultato clamoroso, travolgendo il Termoli in trasferta con un incredibile 11-2. Questa vittoria permette ai giovani aquilani di chiudere il campionato al sesto posto, segnando il miglior piazzamento nei sette anni di gestione della “squadra della gente“. È forse da qui, dalla freschezza e dall’orgoglio di questi ragazzi, che la società dovrà attingere per ricostruire quel senso di appartenenza e quella fame di vittoria che quest’anno, nel calcio dei “grandi”, sono mancati nei momenti decisivi. Oggi resta solo il campo e la speranza che, almeno per novanta minuti, l’orgoglio rossoblù torni a farsi sentire sopra la delusione.
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